Ci troviamo in Sicilia; un gruppo di giovani cercano di dare un senso al loro presente e al loro futuro attraverso la politica.

È così che Ivan, Michela, Giuditta, Chiara e tanti altri compagni fondano il collettivo militante Zapata.

Sullo sfondo c’è un centro sociale dove i ragazzi e le ragazze si ritrovano per discutere di quello che vorrebbero ottenere, di quello che vorrebbero fare, degli ideali in cui credono. È un centro sociale che viene sgomberato spesso, è nomade, fragile, precario come le vite di questi giovani protagonisti.

Compagni di Eleonora Corace e Matilde Orlando parla di giovani vite impegnate politicamente, mosse da determinati ideali, che hanno l’intento di formare un nuovo Noi, per stare al mondo in modo diverso, migliore.

Con un libro politico c’è il rischio di incentrare la narrazione solo su quell’aspetto e nella prima parte del romanzo ho avuto proprio questa sensazione. Mi ritrovavo a leggere sentendo il bisogno di conoscere meglio i protagonisti di questa storia.

Probabilmente è stato un bisogno che si è manifestato perché quelli di Eleonora Corace e Matilde Orlando sono giovani che non sentivo poi tanto distanti e diversi da me.

Questa necessità di saperne di più su di loro è stata soddisfatta da metà libro in poi, dove ho cominciato a sentirmi davvero parte di un Noi, dove – a volte di più, a volte di meno – mi sono sentita una compagna.

Sebbene Compagni si concentri sul Noi trovo che sia importante anche l’Io e fortunatamente c’è anche questo. Anche se siamo in un gruppo non dobbiamo dimenticarci della nostra individualità, fondamentale per il singolo, ma anche per il gruppo stesso; sono contenta che le due autrici si siano soffermate anche su questo aspetto che secondo me permette a chi legge di entrare maggiormente in sintonia e in empatia con i protagonisti della storia.

Compagni è un libro che parla di ideali e di speranze, di lotte alla politica che pensa solo a sé stessa, di cambiamenti desiderati e auspicati, di speranze e di sconfitte.

A volte il mondo – o meglio, la società e le persone che la compongono – è troppo radicato in sé stesso; sordo alle urla, alle proteste, alle proposte, tanto più se queste arrivano da chi è più giovane. Eppure senza questi giovani, senza questi Compagni, senza questo Noi, non ci sarebbero nemmeno più speranze, e un mondo senza speranza non è più un mondo per cui vale la pena lottare.

Compagni di Eleonora Corace e Matilde Orlando non è secondo me un libro immediato. Sia perché non si entra subito nella storia e nelle vite dei personaggi, sia perché sul momento c’è il rischio di non capire quale sia l’intento e il messaggio del romanzo. Eppure trovo che sia uno di quei libri che non si dimentica nel momento in cui lo si porta a termine. Ti restano le storie, ti restano gli ideali, ti resta la speranza.

«Attenzione all’uso che fai della parola compagni. Compagno vuol dire prendere posizione, non avere paura di dire la verità, assumersi il coraggio delle proprie azioni, non temere il giudizio della gente, non nascondersi dietro le opinioni degli altri e non sentirsi mai assolti. È una parola nobile e tu sei solo un vigliacco.»

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A presto lettori,

erigibbi

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