Siamo nel 1991 e in un’estate torrida si incrociano le vite di tre persone. Tre persone sicuramente diverse tra loro, ma che hanno almeno un punto in comune: una vita difficile.

Diego è un alcolizzato volontario: cerca di distruggere la sua vita in seguito a una disgrazia familiare; distruzione che è convinto di meritare, e il suo piano è proprio quello di bere senza freni.

Laura è una giovane adolescente di quindici anni scappata di casa; anche la sua famiglia, come quella di Diego, ha dovuto affrontare una disgrazia familiare, disgrazia che ha portato i genitori di lei a non essere più gli stessi.

Marco è un bambino cieco di undici anni. Sua madre si trova in riabilitazione; lui vive con la nonna ormai inferma di cui si occupa amorevolmente.

Grazie, Strega di Mauro Resta è un romanzo che viaggia nel tempo e nello spazio. Nel tempo perché la narrazione si alterna tra presente e passato andando anche da un personaggio all’altro, e nello spazio perché la storia è ambientata nei luoghi principali e più importanti per i protagonisti.

Sebbene venga definito come thriller – e sebbene ci siano sicuramente alcune caratteristiche maggiormente legate a questo genere – Grazie, Strega può benissimo essere inteso anche come romanzo di formazione e – in parte – di rinascita.

Ci sono anche delle parti un po’ più misteriose se andiamo a considerare che il passato di ognuno non viene svelato subito e soprattutto nel caso di Diego e Laura ero molto incuriosita, avevo proprio voglia di scoprire cos’era accaduto a loro e alle loro rispettive famiglie per arrivare a quel punto.

Sono anche successe delle cose che non mi aspettavo e che mi hanno pure fatta stare male. È sicuramente un punto a favore del libro che è riuscito a sorprendermi e ad emozionarmi.

Grazie, Strega è un libro scritto bene e considerando che è il primo romanzo dell’autore non posso che dire complimenti!

La storia cattura il lettore fin dalle prime pagine e mantiene attiva l’attenzione anche col trascorrere del tempo. C’è un’unica cosa che non mi ha fatto particolarmente impazzire, ma rientra sicuramente nei gusti personali. Andando da un personaggio all’altro e da un tempo narrativo all’altro, non mi è piaciuto quando il punto di vista di un personaggio riprendeva le stesse azioni già avvenute, semplicemente raccontate dal pov di un’altra persona. È come se la storia per qualche pagina rimanesse statica, non c’è un proseguo, e questo mi infastidisce un po’. Ma ripeto, è un problema mio.

Il libro rientra sicuramente tra i romanzi consigliati!

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A presto lettori,

erigibbi

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