la casa di leylaLeyla è una signora anziana nonché ultima discendente di un’antica famiglia ottomana.

Da un giorno all’altro si ritrova letteralmente sbattuta fuori di casa perché questa – non si sa bene come visto che tutte le carte di proprietà di Leyla sono a posto – è stata acquistata da un uomo molto ricco (e forse questo basta a risponderci).

Oltre a Leyla ci saranno altri due personaggi importanti: Yusuf, figlio dell’ex giardiniere della villa di Leyla, che conosce questa raffinata signora fin da quando era piccolo; e Roxy, cantante hip hop figlia di immigrati turchi in Germania.

Yusuf accoglie Leyla nella sua piccola e sgangherata dimora, finché cerca di recuperare la proprietà della casa da cui è stata sfrattata ingiustamente. Il ragazzo vive con Roxy, di cui è perdutamente innamorato, ma lei non accoglie con particolare entusiasmo la vecchia signora.

Inizierà così una convivenza strana – per alcuni forzata e non piacevole – dove i tre impareranno a conoscersi e a conoscere mondi diversi, fino ad allora ignorati.

Ne La casa di Leyla di Zülfü Livaneli è molto interessante vedere come passato e presente si incontrino e si scontrino; c’è un confronto tra generazioni diverse, ma anche tra culture e luoghi differenti. Questa è stata sicuramente la parte che più ho preferito. Le storie di ogni personaggio sono intense e in un modo o nell’altro si intrecciano tra loro, in un’affinità di dolore e sofferenze, ma anche di tenacia, di coraggio e della voglia (ma anche della necessità) di non arrendersi mai.

Il tutto ambientato da un lato in un’Istanbul moderna, occidentale, e dall’altro nella città del tardo Impero Ottomano. Ci si sposta quindi tra case fatiscenti e ville antiche, due lati della stessa medaglia.

L’aspetto che mi ha convinta meno è stato lo stile dell’autore che – a dispetto delle storie di ognuno – non mi ha coinvolta. L’ho trovato un po’ piatto e monotono; questo mi ha portata a provare sentimenti contrastanti durante la lettura: da un lato ero curiosa di sapere come si sarebbe evoluta la storia in sé e come si sarebbero evolute le vite di ogni singolo personaggio; dall’altro ero annoiata e facevo fatica a continuare.

Forse incide anche il fatto che nel corso degli anni non mi è capitato di leggere così tanti libri appartenenti alla letteratura turca, che magari è caratterizzata da uno stile diverso rispetto a quello a cui sono abituata. Ovviamente questa è solo una mia supposizione.

In sintesi ho trovato La casa di Leyla di Zülfü Livaneli interessante e piacevole dal punto di vista della storia e del contenuto, ma meno coinvolgente dal punto di vista dello stile.

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A presto lettori,

erigibbi

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