So Big Una storia americana – Edna Ferber: la storia di Selina che diventa per l’autrice un pretesto per parlare di uno scorcio di storia americana.

So Big una storia americana

so big una storia americanaTITOLO: So Big Una storia americana

AUTRICE: Edna Ferber

EDITORE: Bur Rizzoli

PREZZO: € 13.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Il titolo del romanzo si rifà al soprannome con cui la protagonista, Selina Peake DeJong, era solita chiamare il figlio in seguito a un gioco che facevano quando era piccolo. Lei gli chiedeva quanto era grande, e lui rispondeva “sooo big” allargando le braccia. Un’immagine dolce e tenera, anche se quel bambino adorabile, ormai adulto, ha cominciato a non sopportare più quel soprannome.

All’inizio il romanzo ha mantenuto il titolo originale anche in Italia, poi gli è stato assegnato un sottotitolo: Una storia americana. Ed effettivamente è un sottotitolo più che azzeccato.

Selina in sé è l’incarnazione del sogno americano. Se all’inizio le sue peripezie e quelle del padre sembrano leggere e spensierate, ben presto la sua situazione cambia. Selina è costretta a vivere da sola, a fare conto delle sue sole forze, fisiche e di spirito. È una donna che non si perde mai d’animo, che si rimbocca le maniche, e che rimodella i suoi sogni a seconda delle circostanze della vita senza mai perdere di vista la bellezza.

Selina potrebbe essere la Jo March di Louisa May Alcott, e in effetti maestra ci diventa, ma in un paesino di campagna povero e ignorante.

«Non puoi scappare abbastanza lontano. A meno che non smetti di vivere, non puoi scappare dalla vita.»

Il romanzo di Edna Ferber è interessante anche perché racconta la storia americana. All’inizio il brio di Selina corrisponde a un’America giovane, propensa all’avventura. Quando Selina si trasferisce nel paesino rurale per insegnare sembra di stare in un romanzo di Willa Cather (a sua volta vincitrice del premio Pulitzer con Uno dei nostri) e finisce con l’età del jazz con donne emancipate (o che tali si credono, col rischio di essere più superficiali dei loro predecessori), cantanti blues e agenti di borsa.

Si inizia con le imprese dei contadini olandesi delle campagne vicino a Chicago, si continua con l’industrializzazione della stessa Chicago e si finisce con il capitalismo selvaggio. Si inizia con la solitudine, la fame e la povertà, si continua con la perdita dell’identità e si finisce con la ricchezza spudorata.

È sicuramente apprezzabile il messaggio di fondo di Edna Ferber, che si serve di Selina per trasmetterlo a noi lettori più di una volta: la bellezza, la bellezza insita nelle piccole cose che ci circondano, la bellezza nel sapere, nell’essere curiosi e aperti nei confronti del mondo e degli altri, la bellezza dello spirito e quindi della vita, che si contrappone al successo materiale, soprattutto quando questo è ottenuto nel modo più semplice e senza sforzi alcuni.

Ecco perché Selina alla fine se la prende tanto col figlio: una volta cresciuto ha perso di vista la vera bellezza per arrivare agli agi della vita moderna senza sforzarsi troppo. E a sue spese se ne rende conto anche lui, solo nella sua stanza, che quella che possiede non è vera bellezza.

«Mi sembra che non funzioni così. Con gli errori è strano. Devi fare i tuoi, e non solo: se cerchi di impedire agli altri di fare i loro, quelli si infuriano.»

Con la consapevolezza acquisita su questo romanzo anche grazie alla magnifica postfazione di Melania G. Mazzucco, capisco che la mia incompleta soddisfazione è un problema mio e non del libro. Edna Ferber racconta uno scorcio di storia americana, e lo fa servendosi di Selina – principalmente – ma anche di suo figlio. Ma è pur sempre uno scorcio. Non c’è un vero approfondimento, non c’è un vero finale, le loro storie non si concludono davvero e questa incompletezza – da me percepita tale, sia chiaro – mi ha lasciata interdetta.

Ecco perché è un problema mio. Il volerne sapere di più, il voler chiudere un cerchio è una mia necessità da lettrice che – spesso, ma non sempre – mi fa apprezzare meno un romanzo. E questo è quello che è successo con So Big, nonostante mi sia davvero piaciuto il messaggio dell’autrice e nonostante abbia apprezzato leggere un pezzo di storia americana tra le pagine.

so big una storia americanaso big una storia americanaso big una storia americana

Link Amazon: So Big Una storia americana

Link Ibs: So Big Una storia americana

Ti piacciono i miei contenuti? Sostienimi con un caffè!

Potrebbe interessarti anche:

Un nuovo inizio – Marco Mencacci

Le notti bianche – Fëdor Dostoevskij

Nemesis & the King of Fire – Sara Picchioni

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad Amazon e IBS dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una piccola commissione che utilizzerò per comprare libri, alimentando così il blog e il canale YouTube.
Se vuoi sostenermi puoi acquistare dai link sovrastanti o attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.