Le notti bianche – Fëdor Dostoevskij: una novella dove un sognatore si innamora di una ragazza; una realtà che diventerà un incubo.

Le notti bianche

le notti biancheTITOLO: Le notti bianche

AUTORE: Fëdor Dostoevskij

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 8.50 cartaceo; € 1.99 e-book

 

RECENSIONE:

Una novella dove un sognatore si innamora di una ragazza; un sentimento che porterà il giovane a vivere una realtà che sembra un incubo. Le notti si concludono infatti con un Mattino in cui la realtà colpisce il sognatore come uno schiaffo senza precedenti, facendogli capire che ancora una volta ha vissuto in una fantasticheria.

Le notti bianche, breve opera pubblicata prima dell’arresto e della deportazione di Dostoevskij, si riferisce a quel periodo dell’anno in cui nella Russia del nord, San Pietroburgo inclusa, il sole tramonta dopo le 22.

La vicenda si svolge in quattro notti. Quattro notti dove il nostro protagonista e narratore, il sognatore, riceverà una sorta di educazione sentimentale grazie a Nasten’ka, la giovane fanciulla di cui si innamora.

Lui stesso si definisce un sognatore, distaccato dalla realtà, vive nei sogni, in un mondo di fantasie, un mondo illusorio.

“[…] Sono un sognatore; ho così poca vita reale che attimi come questo, come adesso, li considero una tale rarità che non posso non farli rivivere nei sogni.”

Nasten’ka lo riporterà a terra, a vivere nel concreto, nel mondo dei sentimenti e di quello che essi comportano. La giovane è completamente diversa dal sognatore, e per tutto il tempo rimane una figura misteriosa e anche strana. Vive con la nonna, che durante il giorno la tiene cucita alla vesta, ma la lascia libera di vagare di notte.

Ho trovato Le notti bianche un’opera decisamente più lirica rispetto alle altre; per quanto riguarda lo stile dell’autore, è come se avesse fatto un passo indietro rispetto al modo di scrivere usato per Netočka Nezvanova. Questa almeno è stata la mia impressione; in Netočka Nezvanova ho trovato un modo di esprimersi più affine ai miei gusti, mentre ne Le notti bianche lo stile è più vicino a Povera gente (romanzo che ho comunque apprezzato). Non credo di riuscire a spiegarmi, ma diciamo che mi dà l’idea di una scrittura più frammentaria, disturbata quasi, meno lineare.

Il sognatore, tra i due, è stato decisamente il personaggio che più ho apprezzato, probabilmente perché è molto più in linea con quello che è il mio modo di essere e di vivere.

“[…] E mi sovviene che anche allora i sogni erano tristi, sebbene anche in precedenza non fosse meglio, ma comunque in qualche modo ti rendi conto che tuttavia vivere era più lieve, e più tranquillo, che non c’erano questi pensieri neri che adesso mi si sono attaccati addosso; che non c’erano questi rimorsi di coscienza, rimorsi tetri, cupi, che adesso non danno pace né di giorno né di notte. E ti domandi: ‘Dove sono finiti i tuoi sogni?’. E scrolli il capo, dici: ‘Come volano rapidi gli anni!’. E torni nuovamente a chiederti: ‘Che ne hai mai fatto dei tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto oppure no?’ […]”

Nasten’ka proprio non mi è piaciuta; mi rendo conto che qui il mio astio si rifà al suo comportamento nei confronti del sognatore, comportamento a mio avviso scorretto. Per quanto mi riguarda la giovane si è presa gioco di lui e dei suoi sentimenti.

Forse avevo aspettative troppo alte verso questo libro, definito da molti un capolavoro, fatto sta che sì, mi è piaciuto, ma non così tanto. In tutta onestà ho trovato anche assurdo l’innamoramento avvenuto in pochi secondi, senza la minima conoscenza dell’altra persona. Non lo so, è come se tutto fosse stato troppo veloce e di conseguenza poco realistico. Era proprio questo l’obiettivo di Dostoevskij? Visto e considerato che il sognatore è distaccato dalla realtà potrebbe anche essere. Se così fosse potrei sicuramente vedere il libro sotto una luce diversa, ma non arriverebbe comunque ad essere uno dei libri che più preferisco dell’autore.

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