La tempesta del secolo – Stephen King: non un romanzo, ma una sceneggiatura da cui è stato tratto un film per la televisione.

la tempesta del secolo

la tempesta del secoloTITOLO: La tempesta del secolo

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 11.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

La tempesta del secolo di Stephen King non è nato come romanzo, ma come sceneggiatura da cui poi è stato fatto un film.

Non è la prima sceneggiatura che leggo, quindi sapevo che non avrei avuto problemi con la lettura e infatti così è stato.

Siamo a Little Tall Island, la stessa isola dove Dolores Claiborne ha vissuto per tutta la vita e dove la sua storia è ambientata. La comunità è piuttosto esigua, ma ognuno conta su sé stesso e sugli altri; ci si dà una mano e soprattutto si mantengono i segreti, perché quello che accade sull’isola… resta sull’isola.

La tempesta del secolo è proprio questo: una tempesta di neve e vento come mai se ne sono viste. Potrebbe bastare questa condizione atmosferica per trasmettere un po’ di panico a chi non è abituato, ma gli abitanti di Little Tall Island possono affrontare di peggio.

Si ritrovano a dover a che fare con morti strane, omicidi e suicidi, ed è chiaro che tutte queste morti sono avvenute – non si sa bene come – per mano di Linoge: un essere ambiguo, che sembra un uomo, ma è chiaramente un mostro e che probabilmente è dotato di poteri che gli uomini non riescono nemmeno a immaginare.

Linoge pretende qualcosa dagli abitanti di Little Tall Island e quando avrà quello che vuole, se ne andrà, toglierà del tutto il disturbo.

Datemi un’isola e un po’ di tempesta (che sia vento forte, un freddo cane, il mare in burrasca non ha importanza) e io mi innamoro dell’ambientazione.

Devo dire che La tempesta del secolo non è nulla di nuovo nella produzione kingiana. Nei suoi libri ritroviamo spesso una piccola comunità chiusa, un dilagare inspiegato di follia e di morti sospette, un essere sovrannaturale e decisamente cattivo, di quelli che non solo ti fanno rabbrividire dalla paura, ma anche di quelli che ti fanno involontariamente storcere la bocca da quanto ti fanno schifo come persone. La tempesta del secolo per tutti questi motivi mi ha ricordato tantissimo Cose preziose. E sebbene questo libro mi sia piaciuto, potrei quasi dire che è una brutta copia di Cose preziose (non perché sia davvero brutto, ma semplicemente perché tra le due opere non ci sono paragoni).

Sebbene le storie di Stephen King con un’occhiata superficiale possano sembrare banali, sotto c’è molto di più. In questo caso l’autore pone gli isolani di fronte a un problema etico, se così lo vogliamo definire. Meglio sacrificare la vita di un singolo piuttosto che dell’intera comunità? Chiaramente la risposta più immediata è sì. Meglio la morte di una persona che di duecento persone, no? Si sceglie il male minore.

Ma la risposta resta “sì” quando questo significa piegarsi alla volontà del Male? La risposta resta “sì” quando questo significa portare alla dannazione e alla malvagità un essere fino ad allora innocente?

Cambia tutto, King complica sempre le cose. E mi piace. Mi piace perché porta il lettore a fare sempre un passo in più rispetto al suo solito, rispetto a quella che è la sua normalità. Ti porta a pensare, a riflettere, a dare risposte che non pensavi avresti dato, a dare risposte con cui non sei davvero d’accordo né tantomeno soddisfatto. Non è l’autore che con i suoi libri svolge un compitino (be’ qualche volta sì, ma nella maggior parte delle volte fortunatamente no). Forse è anche per questo che mi piace così tanto.

Credo che La tempesta del secolo avrebbe funzionato meglio come romanzo, ma forse questo l’avrebbe reso ancora più simile a Cose preziose. A me è andato bene anche così.

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