Il buio oltre la siepe – Harper Lee: valso all’autrice il premio Pulitzer per la narrativa, romanzo ancora attuale che parla di razzismo, adatto a tutti.

il buio oltre la siepe

il buio oltre la siepeTITOLO: Il buio oltre la siepe

AUTRICE: Harper Lee

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 9.50 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Il buio oltre la siepe, titolo originale To Kill a Mockingbird, è stato scritto da Harper Lee che nel 1961, un anno dopo la pubblicazione di questo romanzo, vinse il premio Pulitzer per la narrativa.

I protagonisti sono Jem e Scout. Entrambi orfani di madre, vivono a Maycomb col padre Atticus, avvocato, e la domestica di casa Calpurnia. A inizio libro Jem ha dieci anni e Scout sei. Durante l’estate i due, assieme all’amico Dill, passano le giornate a inventare personaggi ispirati alle vicende dei loro romanzi preferiti, e sono costantemente attratti da una figura misteriosa che non sono mai riusciti a vedere: Arthur Radley, soprannominato Boo; segregato in casa fin da giovane per evitare di finire in riformatorio.

La tranquillità di Maycomb, cittadina dell’Alabama quindi siamo nel sud degli Stati Uniti e questo già fa capire tanto, viene sconvolta quando Tom Robinson, bracciante nero e padre di famiglia, viene accusato ingiustamente di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca. Atticus diventerà il suo avvocato difensore, e cominceranno così una serie di eventi sconvolgenti per tutti i membri della famiglia Finch.

“Non è una buona ragione non cercare di vincere sol perché si è battuti in partenza.”

[…]

“[…] Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda.”

Dobbiamo ringraziare Truman Capote se Harper Lee ha scritto e pubblicato questo libro, perché è stato lui, stretto amico dell’autrice, a convincerla; il romanzo ha avuto successo fin da subito, e ancora oggi viene letto e apprezzato da moltissime persone. Se da un lato l’infanzia di Harper Lee è stata fonte di spunti letterari per il romanzo, dall’altro sembra che la trama sia basata, almeno in parte, sul caso degli Scottsboro Boys, un gruppo di nove adolescenti afroamericani accusati ingiustamente di uno stupro, accaduto su un treno nel 1931, nei confronti di due prostitute bianche.

L’unica superiorità che l’ometto sul banco dei testimoni poteva vantare sui propri vicini di casa consisteva nel fatto che, a strofinarlo con la lisciva e con acqua molto calda, si sarebbe scoperto che la sua pelle era bianca.

La narratrice de Il buio oltre la siepe è Scout, ed è sicuramente interessante leggere la vicenda con gli occhi di una bambina, che per la sua età è sicuramente ingenua, ma anche più sveglia e curiosa di molti altri bambini (e adulti).

La sua ingenuità e la sua innocenza fanno sì che il razzismo non venga compreso appieno. Scout non capisce perché ci si comporta in un certo modo, perché si dicono certe cose, tanto più nei confronti di altre persone, altri esseri umani. Insomma, quello che per dei bambini è scontato, per gli adulti non lo è.

“[…] No, Jem, io credo che la gente sia di un tipo solo: gente, e basta!”

È probabilmente questo il punto di forza del libro: la genuinità con cui Scout, ma anche Jem e Dill, vedono le cose, le interpretano e le raccontano; l’entusiasmo, la speranza, la fiducia che ripongono negli adulti. Ed è triste vedere che a causa degli adulti, nel giro di pochi anni (perché col procedere della storia procedono anche gli anni dei protagonisti) questo entusiasmo, questa speranza e questa fiducia vengono meno. Non spariscono, ma qualcosa si è incrinato. Perché questo è quello che succede quando assistiamo a un fatto grave, che non segue una spiegazione logica e valida, come la condanna di un uomo innocente.

“[…] prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.”

È interessante notare come un libro come questo, che tocca temi importanti e ahimè ancora attuali come il razzismo, gli stereotipi, i pregiudizi e l’empatia, sia perfettamente adatto ai lettori più giovani così come agli adulti. Il buio oltre la siepe è quel tipo di libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita; è quel tipo di libro che ti fa sorridere, e che ti fa stare terribilmente male; è quel tipo di libro che ti dà da pensare e riflettere; è quel tipo di libro che, purtroppo, rimarrà sempre attuale.

“Scout” disse Atticurs, “negrofilo è una di quelle espressioni che non significano niente, come ‘brutta mocciosa’ del resto. È difficile da spiegare: la gente ignorante, i bianchi poveri usano questo termine quando credono che una persona consideri i negri più di quanto non consideri loro. È entrato pian piano nell’uso corrente per il bisogno di una parola volgare, brutta, da appiccicare a gente come noi come un’etichetta, per offenderla.”

“Allora non sei veramente un negrofilo?”

“Certo che lo sono. Faccio del mio meglio per essere amico di tutti, e ti assicuro che è difficile a volte. Bimba mia, non è mai una vergogna sentirsi buttare addosso una parolaccia. Dimostra soltanto quanto sia meschina la persona che te la dice: a te non può fare alcun male.”

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