Cuori in Atlantide – Stephen King: una raccolta di cinque racconti il cui filo conduttore è la guerra in Vietnam e personaggi ricorrenti in ogni racconto.

Cuori in atlantide

cuori in atlantideTITOLO: Cuori in Atlantide

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 12.90 cartaceo; € 8.99 e-book

 

RECENSIONE:

Cuori in Atlantide è una raccolta di cinque racconti, due lunghi e tre brevi. In linea generale possiamo dire che il filo conduttore è la guerra in Vietnam (considerate tra l’altro che col termine Atlantide si indica proprio il Vietnam), e più nello specifico saranno dei personaggi ricorrenti a essere il collegamento di ogni racconto.

I primi due racconti sono quelli che mi sono piaciuti di più e questo va a confermare – ancora una volta – la mia convinzione secondo cui Stephen King sia molto più bravo con i racconti lunghi rispetto a quelli brevi.

Sicuramente il primo racconto mi è piaciuto molto anche perché mi è sembrato una sorta di prequel della serie, da me tanto amata, La Torre Nera. Si parla infatti di Vettore, di un re e di un occhio rosso, di frangitori, di un pistolero (ciao Roland, non ti ho mai dimenticato), di una torre sul quale si gira e si ammatassa l’intera esistenza che poi viene direttamente chiamata Torre Nera, di petali di rossa del rosso più intenso, e poi ci sono una serie di termini inventati da King che si rifanno alla serie come ka-mai (stupido), ka (destino), te-ka (amico predestinato), è mancata la parola ka-tet altrimenti facevamo tombola.

C’è una Torre, pensò. Tiene insieme ogni cosa. Ci sono dei Vettori che in qualche maniera la proteggono. C’è un Re Rosso e ci sono i frangitori che lavorano per distruggere i Vettori… non perché i frangitori lo vogliono ma perché è così che vuole lui. Il Re Rosso.

Il secondo racconto mi è piaciuto quasi quanto il primo – leggermente meno – e credo che sia perché anch’io, come i protagonisti, sono stata ossessionata da quel maledetto gioco di carte che ho fatto una fatica assurda a capire, e che mi faceva sudare le pene dell’inferno prima di farmi uscire vincitrice. Sto parlando di Cuori, che io ho sempre conosciuto come Hearts quindi manco ho capito subito a che gioco di carte si stava riferendo Stephen King. Un genio proprio.

Ah, viene nominata anche Derry, più di una volta, ma non è importante ai fini della storia.

Come dicevo all’inizio, punto generale in comune ai racconti è la guerra in Vietnam che ha portato con sé molte vittime, sia lì, nel verde, sia a casa, una volta che quei ragazzi, trattati come carne da macello – ma ricordiamoci che in mezzo alla carne da macello c’erano anche i volontari, quelli convinti che quella guerra fosse una guerra giusta (come se le guerre potessero essere giuste) – sono tornati nella loro Patria natia.

«Quando i vietcong entrano in un villaggio del Sud», disse Dearie, «la prima cosa che fanno è cercare quelli che hanno dei crocifissi, medagliette di San Cristoforo, medagliette della Madonna, oggetti di questa natura. I cattolici vengono uccisi. Tutti quelli che credono in Dio vengono uccisi. Secondo te noi dovremmo tirarci indietro e lasciare che i comunisti ammazzino tutta la gente che crede in Dio?»

«Perché no?» gli rispose Stoke dalle scale. «Ce ne siamo stati per sei anni a guardare i nazisti ammazzare gli ebrei. Gli ebrei credono in Dio, o così mi raccontano.»

Una giusta riflessione, non vi pare?

In tutta onestà posso dirvi che il primo racconto mi sarebbe piaciuto anche senza i riferimenti alla Torre Nera, è un bel racconto, non si discute. Cioè, ci sarà sicuramente chi avrà da ridire, ma penso che in linea di massima si riconosca la validità della prima storia.

Il secondo racconto, come vi dicevo, mi è piaciuto. Il fatto che conoscessi il gioco di carte e l’ossessione che mi ha avvolto per un po’ di mesi ha fatto del suo; credo che sia comunque un racconto valido, ma decisamente molto lento in alcune parti. Nonostante questo, la lentezza che lo caratterizza non mi ha dato minimamente fastidio. È stata un’altra storia che ho letto davvero volentieri e in davvero poco tempo.

Gli altri tre racconti, quelli brevi, sono ok, sono accettabili, il terzo è anche godibile a parer mio, ma finisce lì. Nulla di speciale, anzi, per fortuna erano brevi perché quelli sì che li ho trovati pesantucci con conseguente abbiocco dietro l’angolo.

Però già solo per i primi due mi sento tranquillamente di consigliarvi la lettura di Cuori in Atlantide. Tenete conto che no, non è la migliore raccolta di Stephen King, ma non è nemmeno la peggiore.

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3 Replies to “Cuori in Atlantide – Stephen King RECENSIONE LIBRO

  1. Grazie Anonimo, non so come avrei fatto senza questo suo commento costruttivo.
    Ora la saluto che devo andare a cambiare attività.
    Buona fortuna anche a lei.

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