Dragon Keeper – Robin Hobb: primo volume delle Cronache delle Giungle della Pioggia, riprende gli eventi conclusi con la saga dei Mercanti di Borgomago.

Dragon keeper

dragon keeperTITOLO: Dragon Keeper

AUTRICE: Robin Hobb

EDITORE: Harper Voyager

PREZZO: € 16.90 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

Il primo volume della tetralogia delle Cronache delle Giungle della Pioggia, Dragon Keeper, in italiano Il custode del drago, riprende gli eventi che si erano conclusi con l’ultimo libro della trilogia dei Mercanti di Borgomago.

I serpenti marini emergono dai loro bozzoli, ma a causa di un innaturale ciclo vitale sono malformati sia nel fisico che nella mente. Per quanto riguarda il loro aspetto, c’è chi ha delle zampe più corte e magre, chi ha delle ali tozze che non permettono di volare, e in generale sembrano dei draghi prematuri, tanto che fanno fatica a procurarsi da soli il cibo. Per quanto riguarda la loro mente, a parte che alcuni di loro sembrano proprio avere un ritardo mentale, il problema principale è che non hanno accesso completo alla memoria ancestrale della loro razza.

Su questa storia, prendono il via le sorti dei nuovi protagonisti di questa serie di libri di Robin Hobb.

I draghi deformi infatti si ritrovano isolati nel pantano nei pressi di Cassarick, dove tra il clima e le caratteristiche del luogo la loro vita sembra sempre più in pericolo: il cibo non è mai sufficiente per sfamare la loro fame e il loro bisogno di crescere, e manca anche il calore del sole. E Tintaglia, dopo aver trovato Icefyre con cui può dar vita a nuovi draghi, sembra che li abbia abbandonati a questo destino crudele.

I quattordici draghi però non si arrendono e convincono i mercanti di Cassarick, che comunque vogliono liberarsi di loro, di farsi accompagnare alla leggendaria città di Kelsingra.

Ed ecco che la storia prende il via con i nuovi personaggi: Thymara e altri ragazzi diventeranno i custodi dei draghi, incaricati di tenerli puliti, sfamarli e scortarli a Kelsingra. I ragazzi sono degli emarginati a causa di mutazioni fisiche eccessive, tanto che molti di loro sarebbero dovuti essere uccisi appena nati, come Thymara, ad esempio, salvata unicamente dall’amore che il padre prova per lei. Alise Finbok, moglie di convenienza di uno stimato mercante di Borgomago di nome Hest, che si rivela un essere meschino e bruto, è un’esperta di draghi e di Antichi grazie agli studi compiuti su rare pergamene e partirà assieme a Thymara e gli altri custodi. Ad accompagnare tutti loro sarà Leftrin, capitano della nave vivente Tarman, che sembra celare parecchi segreti.

Ci sono poi personaggi secondari, ma sempre importanti ai fini della storia: Sedric, segretario di Hest – e non solo – che dopo un litigio con l’uomo si trova costretto a partire con Alise in questa sua avventura; Sedric al momento non si rivelerà tanto migliore del suo capo, visto che decide di rubare scaglie e sangue di drago per arricchirsi. Poi c’è Greft, uno dei custodi, il più grande, e apparentemente il più cattivo, che agisce solo per secondi fini, sempre pronto a mettere zizzania tra i membri del gruppo. Infine Tats, amico di Thymara, l’unico a non avere scaglie di drago addosso, ma anche lui come gli altri custodi è un emarginato a causa del suo passato di ex schiavo.

La saga dei Mercanti di Borgomago resta al momento una delle mie preferite, e ritornare nell’ambientazione delle Giungle della Pioggia è stato un po’ come tornare a casa. Non vi dico poi la gioia nel ritrovare, anche se per brevi momenti, Althea, Brashen, Paragon e Malta.

Questo primo libro della serie apre nuove storie e ci sono parecchi segreti da scoprire e domande che necessitano una risposta. I draghi riusciranno ad arrivare a questa città misteriosa? E se sì, cosa comporterà per loro? Riusciranno a svilupparsi in modo normale? Tintaglia farà ritorno? Cosa sta nascondendo Leftrin? Chi è il personaggio misterioso, che non sembra particolarmente simpatico, a cui ha dato un passaggio? C’è davvero qualcuno sulla nave che lo sta ricattando? Come si evolverà la storia tra lui e Alise? Riuscirà la donna a liberarsi di quel mostro di suo marito ed essere amata per quello che è?

Se avete letto qualche libro di Robin Hobb – il mio invito è sempre quello di iniziare dal primo libro della prima trilogia essendoci poi molti collegamenti e personaggi che ritornano nei libri successivi – o se avete seguito i miei articoli sui suoi libri, sapete che l’autrice non basa i suoi romanzi su azioni e combattimenti.

Tra le pagine si dipanano i personaggi, le loro storie, i rapporti che hanno con le loro famiglie. Emergono spesso personaggi femminili che magari hanno subito, sono state messe all’angolo, sono state odiate anche dai propri genitori, che hanno un sogno, che non vogliono sottostare alla chiusura della società e cercano di realizzare i propri desideri.

I personaggi di Robin Hobb cambiano, si evolvono a pari passi con la storia da lei narrata e qualcosa di questo lo possiamo già vedere in Dragon Keeper. Un libro lento a livello di eventi, che sembra proprio un preludio per i prossimi tre libri della serie, ma che come tutti gli altri libri dell’autrice ho amato.

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A presto lettori,

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