Cose Preziose – Stephen King: cosa siamo disposti a fare pur di ottenere quello che più desideriamo, sia esso oggetto, persona, o benessere?

Cose preziose

cose prezioseTITOLO: Cose Preziose

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 12.90 cartaceo; € 8.99 e-book

 

RECENSIONE:

Cose Preziose ha come sottotitolo L’ultima storia di Castle Rock.

Castle Rock è una piccola città del Maine dove Stephen King ha basato alcune delle sue storie come La zona morta, Cujo, Il corpo (racconto appartenente alla raccolta Stagioni diverse), La metà oscura e Il fotocane (anche questo non è un romanzo, ma uno dei racconti della raccolta Quattro dopo mezzanotte). E in effetti all’interno di Cose Preziose ci sono diversi riferimenti a questi romanzi già dalle prime pagine.

Cose Preziose è un nuovo negozio che viene aperto a Castle Rock e che stimola la curiosità dei suoi abitanti. Quasi tutti, uno per volta, iniziano a recarsi al negozio del signor Gaunt e tutti quelli che si recano in questo strano luogo trovano un oggetto che desideravano più di qualsiasi altra cosa al mondo e per cui farebbero di tutto pur di appropriarsene.

Vedi quell’edificio dall’altra parte della Main Street? Tre porte oltre l’appezzamento dove una volta c’era l’Emporium Galorium? Dove c’è una tenda verde sull’ingresso? Ecco, quello. Le vetrine sono tutte insaponate perché non è ancora aperto. L’insegna dice COSE PREZIOSE e la domanda è: quali COSE? Non ne ho idea nemmeno io, ma è da lì che mi sembra che vengano queste brutte sensazioni.

Il signor Gaunt non sembra nemmeno chiedere troppo per quegli oggetti in condizioni perfette, che sembrano dover costare una montagna di soldi. Il negoziante infatti fa pagare la somma che il compratore in questione può permettersi e in più chiede solo un piccolo favore, da lui definito un innocuo scherzo, da fare a qualche altro abitante della città.

Questi scherzetti aumentano sempre di più in termini di frequenza e di intensità, fino a portare la città nel caos, sfociando in odio e violenza.

L’altro personaggio importante di Cose Preziose è lo sceriffo Alan Pangborn che avevamo già conosciuto per bene ne La metà oscura. In Cose Preziose infatti leggiamo una sorta di riassunto di quello che è successo in quel romanzo nonché la conclusione (che si spinge oltre quello che veniva narrato nel romanzo).

Spesso si pensa che Stephen King scriva un romanzo per il gusto di farlo; si pensa che le sue siano storie fine a sé stesse; anche perché, la maggior parte delle persone (che di King leggono poco o nulla) pensano che lo scrittore scriva solo romanzi horror. E cosa vuoi ricavarne da un romanzo horror? Questo è un altro errore che spesso si fa quando si parla di Stephen King o dei suoi libri perché in realtà ogni sua storia porta sempre con sé una riflessione.

In Cose Preziose c’è una domanda fondamentale: cosa saremmo disposti a fare per un oggetto o una persona o un benessere generale che desideriamo ardentemente?

Stephen King pone questa domanda a diversi livelli. Il livello più semplice è l’oggetto. Cosa siamo disposti a fare per quella figurina di baseball rara, con una dedica che per pura coincidenza riporta il nostro nome, e che è pure in condizioni perfette?

Poi fa un passo in più: cosa siamo disposti a fare per quella persona, il nostro idolo, che tanto abbiamo amato e bramato?

Poi si spinge ancora oltre, al massimo: cosa siamo disposti a fare per risolvere un disturbo cronico come l’artrite che ti provoca un dolore così forte da svegliarti di notte, da non essere in grado di chiudere i bottoni della camicetta, da impedirti di abbracciare o di fare una carezza alla persona che ami?

Siamo disposti a vendere la nostra anima al diavolo?

E anche qui sta la bravura di Stephen King. Perché se a un primo acchito molti di noi diranno: “no, io resisto, ce la faccio”. Nel momento in cui si arriva a un disturbo cronico cominciamo a tentennare. Se qualcuno mi proponesse di fare uno scherzetto (che apparentemente mi sembra innocuo) a un’altra persona e in cambio non soffrirei mai più di mal di testa, be’ un pensierino lo farei. Sono una brutta persona per questo? Può essere. Ma non stiamo parlando di un oggetto che desidero, stiamo parlando di salute, una salute che potrei acquisire e che potrebbe di conseguenza migliorare la mia qualità di vita. Ci penserei eccome.

«[…] Ora come ora hai l’aspetto di una donna che vede i fantasmi. Non tutti credono nei fantasmi, ma io sì. Sai che cosa sono, Trisha?»

Lei aveva scosso lentamente la testa.

«Uomini e donne che non sanno lasciarsi il passato alle spalle.»

L’unico grande difetto del libro a mio avviso è la lunghezza. Questa volta ho davvero sentito il peso della prolissità dell’autore, che solitamente per me non è un problema. A metà vicenda pensavo spesso: “ok King, arriva al punto, smettila, taglia, concludiiii”. Se Cose Preziose fosse stato un pelino più corto lo avrei sicuramente apprezzato di più.

Non è assolutamente un brutto libro, sia chiaro. È una lettura che mi sento di consigliarvi, ma con qualche pagina in meno sarei stata una lettrice più felice.

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A presto lettori,

erigibbi

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