Le facce della menzogna – Mariano Fontaine: un romanzo pulp dove non mancano crimini violenti, che intendono descrivere una società corrotta e malata.

Le facce della menzogna

le facce della menzognaTITOLO: Le facce della menzogna

AUTORE: Mariano Fontaine

EDITORE: Prospettiva Editrice

PREZZO: € 14.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Ci troviamo a Boston. Dave, un uomo con disturbi mentali, vaga per la città alla ricerca di vittime perfette da liberare dal male, uccidendole.

La narrazione, oltre ad alternarsi tra presente e passato, varia anche a seconda dei punti di vista. Oltre a Dave infatti faremo la conoscenza di Jonathan Smith, un agente dell’FBI determinato a catturare il serial killer. In realtà i due non sono gli unici narratori ne Le facce della menzogna di Mariano Fontaine, ma restano sicuramente i protagonisti principali. E poi non voglio svelarvi troppo nel caso decidiate di leggere il libro.

Il romanzo è sostanzialmente un noir dalle forti tinte pulp, infatti non mancano crimini violenti e situazioni piuttosto macabre. Al di là del genere, la particolarità del libro è la struttura narrativa. Come dicevo poco più su, ci si alterna tra presente e passato, e tra un punto di vista e l’altro. Considerate poi che l’antagonista del libro ha un disturbo dissociativo dell’identità quindi a prendere parola a volte è Dave, la personalità spietata, e altre volte è Diz, la personalità innocua.

Non c’è un narratore esterno che spiega al lettore cosa sta accadendo, non viene usata la terza persona, ma sempre e solo la pima. Questa a mio avviso è una scelta stilistica che può rappresentare un punto di originalità, ma devo anche ammettere che la cosa non mi ha facilitato la comprensione. Dovevo sempre pensare e ragionare sul narratore e sulla sua personalità.

Inoltre, essendo un romanzo appartenente al genere pulp, non mancano descrizioni non solo dei crimini di Dave, ma anche della società in cui questo individuo si aggira; si parla quindi di droga, di prostituzione e di violenza di ogni tipo, utilizzando spesso un linguaggio spinto, anche volgare, sicuramente adatto al contesto e a quello che l’autore vuole descrivere e trasmettere. Questo fa sì che Le facce della menzogna sia un libro piuttosto crudo, nell’esposizione e nelle immagini. Per me non è un problema, ma mi sembra giusto sottolinearlo nel caso lo possa essere per voi.

In generale avrei cercato di approfondire di più la storia; ho come avuto la sensazione che mancasse un focus sul background di questi personaggi. E come dicevo prima, la particolarità dello stile narrativo spesso mi ha spaesata, facendomi fare confusione e facendomi comprendere con difficoltà i vari passaggi.

La parte che più mi è piaciuta è stata il finale, assolutamente inaspettato e che infatti mi ha decisamente sorpresa.

Io suggerisco comunque di far ricontrollare il libro da un correttore di bozze e copyeditor sia per lavorare su refusi ed errori generali (per esempio si usa troppo la d eufonica, anche quando non serve), sia per cercare di approfondire di più personalità e contesto in cui la storia prende forma e rendere anche il tutto più chiaro e immediato per il lettore.

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