Un amico straordinario: un film su Fred Rogers, celebre negli USA per il suo programma destinato ai bambini, nel quale lui stesso era protagonista.

Un amico straordinario

RECENSIONE:

A Beautiful Day in the Neighborhood (tradotto in italiano con l’orribile titolo Un amico straordinario) è un film del 2019 diretto da Marielle Heller.

Il protagonista è Lloyd Vogel (interpretato da Matthew Rhys), un giornalista cinico e arrabbiato conosciuto nell’ambiente per distruggere con i suoi velenosi articoli chiunque decida di intervistare. Vogel viene incaricato di scrivere un articolo su Fred Rogers (interpretato da Tom Hanks).

Probabilmente alla maggior parte di voi, me compresa, il nome Fred Rogers non dirà assolutamente nulla.

Rogers è celebre negli Stati Uniti per il suo programma Mister Roger’s Neighborhood, destinato ai bambini, nei quali lui stesso era protagonista assieme alla sua gentilezza, la sua cordialità e sincerità.

Rogers trattava temi tabù per i più piccoli come la guerra, il divorzio e addirittura la morte. In ogni episodio del suo programma, Rogers tornava a casa, indossava comode scarpe da ginnastica, un cardigan rosso, cantava la sigla Won’t you be my Neighbour? (che continuo a canticchiare da settimane) e affrontava questi argomenti.

Il suo intento era l’ascolto, era la gentilezza, era riuscire a far esprimere le proprie emozioni senza aver paura.

E Tom Hanks non poteva che essere l’attore perfetto per questo ruolo (tra l’altro candidato sia agli Oscar che ai Golden Globe del 2020 come miglior attore non protagonista).

In realtà il vero protagonista del film è Lloyd Vogel, che ha una relazione complicata col padre, che a inizio film sembra odiare con forza. Rabbia e odio che sembra esprimere nel suo lavoro, ma anche nella sua vita, piena di insicurezze su di sé.

Ho visto il film in un momento perfetto. Pochi giorni prima della sua visione mi stavo giusto chiedendo perché, in questo periodo storico, sembra esserci ancora più cattiveria. Banalmente pensavo a quanto sarebbe più facile vivere se fossimo tutti un po’ più buoni, più comprensivi, più gentili con il prossimo.

E scopro l’esistenza di Fred Rogers. Che no, sicuramente non era perfetto, anche lui aveva bisogno di sfogare la sua rabbia, ma anche lì lo faceva con stile, sfogandosi con un pianoforte. Fred Rogers ti fa capire che i buoni, quelli buoni davvero, che sono così per natura, esistono. E la bontà di quell’uomo, la pacatezza e la calma mi hanno commosso. Tutto sarebbe così semplice, sarebbe così bello.

Il film in sé non è nulla di che, ma è un bel film, che riscalda il cuore, che ti dà speranza nei confronti del genere umano. Non è un film da Oscar, al contrario di Tom Hanks, che questa candidatura se l’è meritata tutta.

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