Uomini che odiano le donne – Stieg Larsson: un thriller/noir/giallo che tocca temi attuali e sconcertanti come l’antisemitismo e l’estremismo religioso.

Uomini che odiano le donne

uomini che odiano le donneTITOLO: Uomini che odiano le donne

AUTORE: Stieg Larsson

EDITORE: Marsilio

PREZZO: € 13.00 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Harriet, la nipote prediletta dell’industriale Henrik Vanger, è scomparsa ormai da molti anni. Da allora però, ogni anno, Henrik per il suo compleanno riceve un dono che risveglia in lui dolore e inquietudine.

Ormai molto vecchio, Henrik decide di fare un altro tentativo per scoprire cosa le sia successo e si rivolge a Mikael Blomkvist. Mikael è un giornalista, fondatore della rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e affari loschi dell’imprenditoria, che al momento non se la sta passando benissimo a causa di una notizia flop. Non avendo nulla da perdere (e da fare), Mikael alla fine deciderà di accettare l’incarico.

Uomini che odiano le donne è il primo libro di una trilogia scritta da Stieg Larsson; la morte prematura dell’autore ha fatto sì che dopo i primi tre libri da lui scritti, un altro autore continuasse la serie e la portasse a compimento per un totale di cinque libri.

Questo libro ha fatto tantissimo successo in termini di vendite e di popolarità e sebbene spesso eviti come la peste libri di questo tipo, bestseller internazionali di fama mondiale, Uomini che odiano le donne mi ha da sempre incuriosita. Alla fine infatti ho ceduto: l’ho trovato all’usato un paio di anni fa e l’ho acquistato. Un’ottima scelta!

Forse anche chi non ha letto i libri sa che tra i protagonisti principali c’è Lisbeth Salander, probabilmente molto più conosciuta come personaggio rispetto a Mikael Blomkvist. Io faccio parte di queste persone. Sapevo chi era Lisbeth ben prima di leggere il libro e di vedere il film, e tutt’ora faccio fatica a ricordarmi nome e cognome di Mikael.

Indubbiamente Lisbeth salta subito agli occhi e si imprime bene nella memoria. Fisicamente è piccola, molto magra per costituzione, tanto che spesso, a un’occhiata superficiale, viene scambiata per una ragazzina di quindici anni. Lisbeth sembra a tutti gli effetti una disadattata, incapace di relazionarsi con la società, praticamente intollerante al contatto fisico, con una memoria visiva molto sviluppata, esperta di computer e hacker. Mickael addirittura parla di sindrome di Asperger. Io ho dei dubbi. C’è spesso questa convinzione che chi è asociale e allo stesso tempo particolarmente intelligente ha la sindrome di Asperger. Non è tutto così semplice come sembra.

Sindrome di Asperger o meno, freak o meno, Lisbeth ha una sua caratterizzazione. Magari ad oggi non particolarmente originale, ma non importa, perché è caratterizzata bene, e si entra facilmente in empatia con lei nonostante non sia uno stinco di santo.

Anche Mikael ha la sua personalità e tratti distintivi, ma sembrano quasi banali se messi a confronto con quelli di Lisbeth e probabilmente per questo molti non se lo ricordano. Questo non significa che sia un personaggio mal riuscito però.

Anche i personaggi secondari presentano dei tratti che li caratterizzano, che li distinguono in mezzo a tutti gli altri; magari non c’è un approfondimento dettagliato per ognuno di loro, ma sicuramente Stieg Larsson offre al lettore delle caratteristiche importanti e fondamentali, che sono quelle che rimangono in mente e che sono utili per richiamare alla memoria senza fatica il personaggio in questione quando riappare nella storia.

Un altro aspetto che mi è piaciuto molto è l’ambientazione. L’ho trovata azzeccata sia per la storia sia per le descrizioni: immaginatevi un paesino svedese, immerso nel freddo e nel gelo dell’inverno, dove praticamente tutte le persone si conoscono. Al di là del fatto che per gusti personali amo questo tipo di ambientazione, la rigidità dell’inverno sembra trasmettersi anche negli abitanti, che appaiono spesso ostili nei confronti di Mikael.

E a tutto questo si aggiunge il fatto che Uomini che odiano le donne non è un semplice thriller/noir/giallo. In questo libro vengono infatti toccati temi attuali e sconcertanti: l’antisemitismo, il razzismo, l’estremismo religioso, l’odio, il movimento neonazista svedese, la violenza fisica e psicologica e il maschilismo. Il titolo del romanzo è estremamente esplicativo.

Sicuramente Larsson è stato avvantaggiato ed era uno che ne sapeva di cose sull’argomento considerato che era un esperto di organizzazioni di estrema destra e neonaziste ed ex consulente di Scotland Yard.

Il libro è diviso in quattro parti e in ognuna di esse ci sono delle percentuali allarmanti sulla violenza in Svezia, che spero vivamente siano ora cambiate: il 18% delle donne al di sopra dei quindici anni è stato minacciato almeno una volta da un uomo; il 46% delle donne al di sopra dei quindici anni è stato oggetto di violenza da parte di un uomo; il 13% delle donne è vittima di violenze sessuali al di fuori di relazioni sessuali; il 92% delle donne vittime di violenza sessuale non ha denunciato alla polizia l’ultima aggressione subita. Veramente terribile.

Per questo dico che Uomini che odiano le donne non è semplice romanzo giallo, c’è molto di più.

Si è trattato di sicuro di una lettura coinvolgente: ho veramente divorato il libro in pochi giorni e considerate che è un bel mattoncino, ed era da tantissimo tempo che non mi capitava di apprezzare così tanto un romanzo di questo genere. Non so se leggerò anche gli altri libri: da un lato vorrei farlo, perché questo mi è piaciuto così tanto che vorrei prolungare il piacere, dall’altro però, proprio perché questo mi è piaciuto così tanto, ho paura di rimanere delusa dai seguiti. Chissà.

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erigibbi

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