The Mad Ship – Robin Hobb: continua la saga dei Mercanti di Borgomago, in cui tra i protagonisti ci sono delle navi viventi.

The Mad Ship

the mad shipTITOLO: The Mad Ship

AUTORE: Robin Hobb

EDITORE: Harper Voyager

PREZZO: € 11.10 cartaceo; € 3.50 e-book

 

RECENSIONE:

Per recuperare la recensione del libro precedente, cliccate qui.

Non entrerò sui dettagli della trama di The Mad Ship perché essendo il secondo volume di una trilogia vorrei evitare di farvi spoiler. Non fatevi spaventare dal titolo in inglese, vi ricordo infatti che la saga The Liveship Traders la trovate anche in italiano col titolo I Mercanti di Borgomago (dovrebbe però essere composta da cinque volumi e non da tre).

Il titolo inglese, che letteralmente può essere tradotto con “La nave pazza”, fa riferimento a Paragon, la nave vivente e cieca che in passato ha perso misteriosamente i vari equipaggi che hanno salpato con lei e che dopo quegli avvenimenti è stata abbandonata e lasciata alla deriva su una spiaggia dai suoi stessi proprietari, dalla sua stessa famiglia.

Effettivamente Paragon, che avevamo conosciuto già nel libro precedente, ha un ruolo più importante in questo secondo volume, ma la vicenda narrata in The Mad Ship non si concentra solo ed esclusivamente su di lui. Sarebbe stata una scelta impossibile e… da pazzi considerando la quantità di personaggi e l’intreccio delle loro storie.

Nel secondo libro assumono molta più importanza Malta e Reyn, ma con un fine: i draghi. Prima di spiegare cosa intendo, vi dico due cose sui due personaggi in questione. Non mi ricordo se vi avevo parlato di Malta quando ho scritto l’articolo su Ship of Magic, perché anche in quel caso non volevo entrare troppo nei dettagli. Vi basti sapere che Malta è la nipote di Althea Vestrit, colei che doveva ereditare Vivacia, la nave vivente della famiglia Vestrit. Vivacia invece è stata consegnata al padre di Malta. Fin dal primo libro Malta è apparsa come una ragazzina viziata e insolente, immatura e materialistica, insopportabile e odiosa.

Reyn è il corteggiatore di Malta, innamorato di lei dal loro primo e inusuale incontro. Qui non voglio entrare nei dettagli sulla sua figura perché merita di essere scoperto a poco a poco, come ho fatto io, considerando che anche la sua natura è interessante.

‘Love isn’t just about feeling sure of the other person, knowing what he would give up for you. It’s knowing with certainty what you are willing to surrender for his sake. Make no mistake; each partner gives up something. Individual dreams are surrendered for a shared one. In some marriages, one partner gives up almost everything she once thought she wants. But it’s not always the woman who does so. Such sacrifice is not shameful. It’s love. If you think the man is worth it, it works.’

Tornando al discorso che stavo facendo, sono loro i veri protagonisti, Malta e Reyn, assieme ai serpenti marini e alle navi, perché tutto è collegato. Il collegamento era evidente già dal primo libro, ma è solo in questo che le cose cominciano ad essere chiare e quasi sconvolgenti.

Ci sono pochi autori e autrici che riescono a dare uno spessore di questo tipo ai personaggi, a tutti i personaggi, e Robin Hobb è tra queste. Le sue storie sono possibili proprio grazie ai personaggi, alla loro complessità, alla loro personalità, che li porta a compiere determinate scelte, a fare determinate riflessioni, a instaurare determinate relazioni tra loro che non si sviluppano in modo così scontato come potremmo aspettarci.

Ed è impossibile quando si parla di personaggi e di questo secondo volume non pensare proprio a Malta, uno dei personaggi che più ho odiato fin dal primo libro e che in questo secondo volume ha fatto un cambiamento pazzesco, ma graduale, risultando coerente dall’inizio alla fine e soprattutto un personaggio realistico, con le sue debolezze e i suoi punti di forza. Malta è diventata una Vestrit a tutti gli effetti, si è guadagnata il nostro rispetto, e questo grazie a Robin Hobb, che crea personaggi veri e credibili.

È vero che ci sono stati dei punti lenti in questo secondo volume, ma la bellezza del libro rimane, soprattutto se consideriamo che le situazioni di stallo iniziali sono servite per arrivare a questo momento, al terzo libro, dove moltissime questioni si ritrovano aperte: la ribellione dei Mercanti di Borgomago e il tradimento dei nobili, l’imminente ritorno dei draghi, Kennit che sembra procedere sempre più verso il suo sogno: diventare re dei pirati, le navi viventi che sono a un passo dalla scoperta di sé e della loro vera identità…

‘[…] Have you any idea how nice that is, to have someone tell you things and listen in return to what you say?’

Di cose sul fuoco ce ne sono davvero tante, e tutte eccitanti. Questa saga continua a sorprendermi e a farmi innamorare sempre di più. Sono davvero felice di aver scoperto Robin Hobb perché con lei sto leggendo libri fantasy che meritano di essere conosciuti e che mi piacciono davvero molto.

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A presto lettori,

erigibbi

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