The dark side of the sun – Nick Ragazzoni: una ragazza che scompare senza lasciare traccia e un ispettore che fa di tutto per risolvere il caso.

The dark side of the sun

the dark side of the sunTITOLO: The dark side of the sun

AUTORE: Nick Ragazzoni

EDITORE: Il Rio

PREZZO: € 16.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Siamo in Giappone, nel 1961. La storia si apre con la brevissima conoscenza di due sorelle, Natsuki e Madoka, rispettivamente di sedici e diciotto anni. Un giorno Natsuki, di ritorno da scuola, scompare senza lasciare traccia.

Il caso verrà affidato all’ispettore Nagai che ha fretta di risolvere il tutto sia per fermare il misterioso individuo artefice del fatto, sia per far tacere la stampa che incalza senza pietà la polizia giapponese.

The dark side of the sun di Nick Ragazzoni si presenta subito come un giallo dalle tinte noir. Questo è un genere che non mi dispiace leggere, e le mie aspettative, leggendo la sinossi del libro, erano piuttosto alte. Secondo me però il libro presenta diversi punti critici, a partire dall’ispettore Nagai, il vero protagonista della storia.

Nagai non fa delle vere e proprie ricerche, non conduce delle vere e proprie indagini, da come vengono descritte le sue azioni sembra passare le sue giornate vagando per le strade e bevendo sakè. Mi aspettavo di trovare un poliziotto davvero in gamba, con spirito critico e capacità deduttive; insomma, mi aspettavo un tipico romanzo giallo.

Il protagonista è anche abbastanza approfondito, ma non sufficientemente a mio avviso. Sembra essere sempre solo, non ha un partner? È così che funziona in Giappone o è stata una libera scelta dell’autore? Nemmeno gli interrogatori si svolgono in due? Sono dei piccoli particolari, è vero, ma secondo me anche i dettagli servono nella riuscita di un libro.

Quando si parla di Nagai e della sua vita sembra tutto molto ripetitivo: viene ripetuto non so quante volte che Nagai girovaga per le strade, che beve, che si reca dalla psicologa, che dorme poco e male a causa di ripetuti incubi. E con lui non si può nemmeno empatizzare visto che spesso dà l’impressione che non voglia nemmeno arrestare il vero colpevole, ma UN colpevole per porre fine alle pressioni che riceve dai superiori e dalla stampa.

Tutti questi aspetti, e il fatto che a un certo punto non presti attenzione alla richiesta di aiuto di un personaggio, fanno di lui un cattivo poliziotto quando dalla sinossi sembra proprio il contrario visto che viene descritto come esperto e risoluto.

Un altro aspetto che mi ha lasciata perplessa è stato l’arresto di una persona che si è basato sul sangue. Senza entrare nei dettagli per non farvi spoiler e rovinarvi l’eventuale lettura del libro, su una vittima è stato ritrovato del sangue e una persona viene arrestata perché ha lo stesso tipo di sangue ritrovato sul corpo. Non si può arrestare una persona in base a del sangue, perché quante ce ne sono al mondo che hanno la stessa tipologia? Avrebbe avuto senso se si trattava di DNA, ma questo non viene nemmeno mai menzionato nel libro.

Capisco che si voglia puntare il dito sull’integrità del sistema giapponese, ma forse questo passaggio è davvero esagerato.

Non mi sarebbe poi dispiaciuto leggere dei capitoli col punto di vista di Madoka, la sorella della ragazza scomparsa, sia per dare più spessore e profondità al personaggio, sia per rendere la narrazione più interessante e accattivante.

Ho poi trovato il libro sbrigativo in alcuni punti e poco chiaro. Per esempio, com’è possibile non trovare un corpo solo perché caduto in un dirupo? O ancora, in una scena Nagai toglie i proiettili dalla sua pistola prima di consegnarla all’assassino, ma quando succede? Come succede? Non ci viene spiegato.

E visto che la storia è ambientata in Giappone non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno leggere qualcosa in più a riguardo, soprattutto a livello di descrizioni ambientali.

Un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa e che non ho capito è stata la scelta di dare un titolo inglese al libro, quando la traduzione letterale, il lato oscuro del sole, viene anche nominata verso la fine della storia. Ma questi immagino siano semplicemente gusti personali.

Ho trovato invece interessante la scelta di Nick Ragazzoni di fare riferimento a un noto assassino, Jean-Claude Romand, per permettere a Nagai, se non vado errata, di fare una riflessione. Non viene specificato il nome di Jean-Claude e ci sono in realtà delle piccole differenze rispetto alla storia reale, ma mi sembrava un chiaro riferimento proprio a questo individuo.

In linea di massima The dark side of the sun non è un brutto libro, nonostante, me ne rendo conto, nell’articolo abbia sottolineato più difetti che altro. In realtà rimane un libro che ho letto velocemente e anche incuriosita dall’evoluzione della vicenda, quello che mi dispiace è il fatto che con piccoli accorgimenti il libro di Nick Ragazzoni poteva essere di gran lunga migliore. Ma non è mai troppo tardi per migliorarsi, credo che l’autore abbia tutte le capacità per poterlo fare.

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