1917: un film di guerra diverso dal solito, probabilmente grazie alla scelta originale nell’utilizzo di un lunghissimo piano sequenza.

1917

1917 è un film del 2019 diretto da Sam Mendes, regista che ha vinto il premio Oscar per American Beauty nel 1999.

Il film, comprensibile già dal titolo, è ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Tom Blake (interpretato da Dean-Charles Chapman, conosciuto da molti per il ruolo di Tommen nella serie tv Il Trono di Spade) e William Schofield (interpretato da George MacKay, che forse alcuni riconoscono per il ruolo in Captain Fantastic) ricevono l’ordine di consegnare una lettera per il colonnello Mackenzie (interpretato da Benedict Cumberbatch) in cui viene avvertito di fermare l’attacco previsto perché ci sarà un’imboscata da parte dell’esercito tedesco.

Inizia così la corsa, letteralmente parlando, di Tom e William che avranno pochissimo tempo a disposizione per portare la lettera a destinazione e che ovviamente dovranno fare i conti con i pericoli che si possono nascondere dietro ogni angolo.

1917 non è il solito film di guerra, probabilmente anche grazie alla scelta molto originale e altrettanto particolare di Sam Mendes nell’utilizzo di un lunghissimo piano sequenza che prevede una ripresa senza tagli. Sicuramente è una scelta registica molto particolare perché tutto deve essere perfettamente coordinato e se qualcosa va storto si deve girare la scena dall’inizio, rifare tutto da capo.

Immaginate poi il rischio nel momento in cui si girano scene di massa, che coinvolgono moltissime persone (e immaginate in un film di guerra quante scene del genere ci possono essere per quanto il focus possa essere su due sole persone): basta che una sola persona sbagli e si deve rifare tutto.

Sicuramente 1917 sembra un film reale: sia per la scelta registica, che coinvolge lo spettatore dandogli l’impressione di essere lì, di essere parte attiva delle vicende, di vivere le stesse esperienze dei protagonisti; sia perché Sam Mendes si è ispirato a racconti che suo nonno, che ha combattuto per due anni sul fronte francese, gli ha riferito.

Nonostante questo realismo, il film a volte sembra avere caratteristiche tipiche di un film horror (la tensione è sempre alle stelle, ma la scena girata di notte tocca l’apice di ansia e angoscia) e a volte di un film d’azione (ci sono moltissime scene in cui William corre come un forsennato, stremato, senza fiato, senza forze, eppure continua a correre).

La corsa di William sicuramente trasmette dinamicità, ma trasmette ancora di più l’effetto “corsa contro il tempo” sia a livello concreto, fisico, perché effettivamente ha pochissimo tempo a disposizione per arrivare in tempo a consegnare la lettera (se la lettera non viene consegnata, il colonnello Mackenzie procederà con l’attacco e 1600 soldati saranno destinati a morte praticamente certa), sia a livello emotivo: il film fa chiaramente capire allo spettatore che non c’è nemmeno il tempo di elaborare il lutto, la morte di un amico, non c’è tempo per elaborare le emozioni.

Anche la fotografia di 1917 è stata molto bella. Quello che ho apprezzato di più è stata la scena girata di notte, dove l’unica illuminazione proveniva da edifici dati alle fiamme e da colpi di fucile e ho apprezzato molto anche il contrasto tra edifici costruiti dall’uomo ridotti in macerie e la natura rimasta invece intatta; immagini che trasmettono anche un contrasto a livello emotivo: ansia e angoscia per le scene di distruzione e morte, pace e tranquillità per le scene incentrata sul paesaggio.

A differenza di molti film di guerra 1917 è stato, per tutte queste caratteristiche, un’esperienza coinvolgente, che permette allo spettatore di immergersi in quello che vede, come se stesse partecipando in prima persona.

Per quanto riguarda premi e candidature 1917 ha vinto il Golden Globe come miglior film drammatico e miglior regista, ricevendo anche la candidatura per la miglior colonna sonora originale. Ancora non sappiamo se vincerà qualche Oscar, ma in questo caso le candidature sono ben dieci: miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior scenografia, miglior colonna sonora, migliori effetti speciali, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, miglior trucco e acconciatura.

Insomma, con tutte queste candidature ci sono molte probabilità che qualcosa vinca (giustamente).

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2 Replies to “1917 – RECENSIONE FILM

  1. Solo un appunto su una recensione perfetta: non si tratta di un unico piano sequenza come da manuale, bensì tanti piani sequenza uniti insieme. Mendes, Deakins (direttore della fotografia) e i montatori sono stati eccellenti nel camuffare i tagli (come ad esempio quando si passa dagli interni agli esterni e viceversa, per fare un esempio).
    Sul resto, concordo con ogni parola 😉

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