American Crime Story L’assassino di Gianni Versace – Seconda stagione: serie tv che nella seconda stagione si concentra sull’assassinio di Versace.

American Crime Story L’assassinio di Gianni Versace

RECENSIONE:

America Crime Story è una serie tv antologica, questo significa che ogni stagione tratta una storia diversa, ma tutte sono accomunate dall’essere storie di cronaca nera che hanno avuto grande risonanza mediatica.

La prima stagione, che non sono riuscita a vedere perché su Netflix non la trovo, era basata sul caso di O. J. Simpson (noto giocatore di football americano accusato dell’omicidio dell’ex moglie e del cameriere). La seconda stagione invece si è concentrata sull’assassinio di Gianni Versace, noto stilista italiano, avvenuto nel 1997 per mano di Andrew Cunanan.

Personaggi principali di questa seconda stagione sono appunto Gianni Versace, interpretato da Édgar Ramirez che assomiglia in modo assurdo allo stilista; Andrew Cunanan interpretato da Darren Criss che è stato fenomenale nel ruolo del serial killer; Donatella Versace, interpretata da Penélope Cruz, che a mio avviso è stata molto brava sia con l’accento italiano sia con il modo di parlare, che assomigliava molto a quello di Donatella; e infine Antonio D’Amico, compagno di una vita di Gianni, interpretato da Ricky Martin, proprio lui!

Secondo me L’assassinio di Gianni Versace non è una brutta serie tv, ma ha fatto fatica a conquistarmi per la struttura che personalmente non mi ha fatto impazzire, anzi, l’ho trovata più volte un po’ confusionaria.

La serie infatti parte dalla fine, dall’assassinio di Versace, per poi tornare indietro, all’inizio della vicenda che poi procede fino a ricongiungersi con il finale. Il problema è che comunque non procede in modo lineare: per esempio, l’infanzia di Cunanan e il suo rapporto con i genitori viene fatto vedere alla fine.

Andrew Cunanan non è “semplicemente” l’assassino di Gianni Versace perché le sue vittime sono state diverse. (E anche in questo caso non viene seguito un filo lineare nel fare vedere lo scorrere degli eventi).

Quindi in realtà la serie fa vedere più di un omicidio e il punto di vista principale è sempre quello di Cunanan; di lui ci verranno mostrate tutte le tappe del suo percorso che lo hanno fatto diventare un serial killer senza il minimo segno di empatia.

Il ritmo è piuttosto lento, American Crime Story L’assassino di Gianni Versace non è un thriller incalzante e pieno d’azione, si concentra più che altro sull’aspetto psicologico di Andrew.

Restano a margine anche Gianni e Donatella Versace, ma quei pochi momenti concentrati sulla loro vita, sul loro lavoro e sul loro rapporto mi sono piaciuti molto e mi è addirittura dispiaciuto che ce ne siano stati così pochi, probabilmente perché ho trovato Gianni Versace una persona davvero affascinante, dedita al lavoro, geniale, ma non privo di difetti.

Le tematiche principali della serie si possono riassumere in due punti: quanto influisce la famiglia nella realizzazione e nella personalità dei figli e l’omosessualità.

Andrew e Gianni a loro modo sono molto simili: entrambi sono omosessuali, entrambi avevano qualcosa da dire e da dare al mondo solo che Andrew è cresciuto con l’idea, trasmessa dal padre, di essere speciale e di meritarsi tutto senza fare nulla, mentre Gianni è cresciuto con l’idea, trasmessa dalla madre, che per ottenere qualcosa bisogna impegnarsi giorno e notte, sputare sangue se serve, perché nulla ti è dovuto.

Per quanto riguarda l’omosessualità, la serie si addentra soprattutto nella vita degli assassinati. Non mi stupisce vedere che non si può entrare nella Marina (o in qualsiasi ambito militare) se sei gay e se entri, ma poi vieni scoperto, passi l’inferno; non mi stupisce che la società reputi gli omosessuali come qualcosa di sbagliato; potrei andare avanti per ore a dire cosa non mi stupisce, ma mi soffermo su quello che mi ha stupito.

Gli omicidi di Cunanan non sono mai stati presi in seria considerazione a causa dell’orientamento sessuale delle vittime, tutti omosessuali. Gli omicidi vengono presi in considerazione solo nel momento in cui a morire è Gianni Versace, un personaggio pubblico.

Come se tu, persona gay comune, ti sei meritato di morire, perché fai cose inaccettabili e contro natura, insomma te la sei cercata.

E mi stupisce perché stiamo parlando degli anni ’90. Siamo indietro anche adesso in questi argomenti, non c’è dubbio, ma eravamo così indietro negli anni ’90? Stiamo parlando di venti, trenta anni fa. E stiamo parlando di vite umane. Davvero sconfortante.

American Crime Story L’assassinio di Gianni Versace secondo me è una serie tv carina, niente di eccezionale, ma è stato interessante scoprire la storia dell’assassino di Versace e vedere anche stralci di vita e di carattere dello stilista italiano. Non mi ha conquistata soprattutto per la struttura, questo per me è stato lo scoglio più difficile. Ma se vi piacciono le storie crime incentrate su assassini e serial killer realmente esistiti potete farci un pensierino.

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