La musa degli incubi – Laini Taylor: con il seguito de Il sognatore si conclude la dilogia con cui la Taylor ha fatto sognare i lettori.

La musa degli incubi

la musa degli incubiTITOLO: La musa degli incubi

AUTORE: Laini Taylor

EDITORE: Fazi

PREZZO: € 15.00 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del volume precedente, Il sognatore, la potete trovare qui.

Ero piuttosto preoccupata con questo secondo e ultimo volume della dilogia di Laini Taylor perché ho amato alla follia Il sognatore, addirittura commuovendomi per la scrittura della Taylor. Sono poi fuggita a gambe levate ogni qualvolta vedevo qualcuno cominciare a parlare de La musa degli incubi sui social perché non volevo sapere nulla dalla altri. Dovevo prima leggere il libro, e poi sentire anche i pareri delle altre persone.

L’ho fatto.

L’ho letto.

L’ho finito.

Mi è piaciuto, sì, ma non tanto quanto Il sognatore.

Arriva un punto, con i sogni e le speranze, in cui o li lasciamo perdere, oppure lasciamo perdere tutto il resto. E se scegliamo il sogno, se continuiamo a seguirlo, allora non lo lasceremo mai perché non avremo nient’altro.

Per le prime 50 pagine mi sono chiesta cosa stesse accadendo, dov’era finita Laini Taylor e la sua scrittura magistrale.

Fino a pagina 100 mi sono terribilmente annoiata: non succedeva nulla, assolutamente nulla. Tutto era immerso in una continua staticità e solo Sarai e Lazlo avevano qualcosa da dire, facendo diventare però La musa degli incubi un romance e non un fantasy.

Fino a pagina 250 non mi sono terribilmente annoiata, mi sono annoiata solo un pochino, e si percepiva nell’aria che si stava entrando nella “ciccia”. Qualcosa si stava smuovendo, presto sarebbe accaduto quello che stavo attendendo dalla fine de Il sognatore ed effettivamente poi da metà libro così è stato, con alti e bassi, ma sicuramente a quel punto ho divorato le pagine che mi restavano.

Mi è piaciuto che Laini Taylor abbia utilizzato due figure completamente nuove per spiegare quello che è accaduto nel passato e per rispondere così alle domande che tutti noi ci ponevamo; sono stati due personaggi ben sviluppati, uno più dell’altro, che hanno fatto sprofondare il lettore nel dolore e nella sofferenza.

Possiamo essere in conflitto, odiarci e desiderare la reciproca distruzione, ma nella disperazione siamo tutti smarriti nelle stesse tenebre, respiriamo la stessa aria mentre soffochiamo nel nostro dolore.

Purtroppo però ne La musa degli incubi non ho trovato la scrittura poetica di cui mi ero innamorata nel primo volume. Addirittura ho riscontrato un uso esagerato di parole in corsivo. È un espediente che non condivido nella maggior parte dei casi perché se l’autrice o l’autore è bravo nel suo lavoro, non ha bisogno di usare il corsivo o il maiuscolo per rendere meglio quello che vuole trasmettere e credetemi, Laini Taylor è brava in quello che fa, e non ha bisogno di questo.

Come dicevo all’inizio, ho trovato che si sia puntato troppo sulla storia d’amore tra Sarai e Lazlo. Non voglio essere fraintesa, loro due mi piacciono, sia come singoli sia come coppia, ma penso che non ci fosse il bisogno di puntare così tanto (scusate, sono ancora sotto l’influenza del libro) sul loro amore. È vero, non amo i romance, ma le storie d’amore all’interno di altri generi, se sono costruite bene, non mi dispiacciono, basta però che non prendano il sopravvento su tutto il resto; ne La musa degli incubi, per la prima metà del libro, è successo proprio questo.

Mi è poi dispiaciuto che Ruby, Feral e Sparrow rimanessero nell’ombra. Minya ha avuto il suo spazio, ma meno di quello che avevo previsto. Lei e Thyon Nero sono i due personaggi che più si sono evoluti e se da un lato non mi dispiace, dall’altro devo dire che è stato tutto troppo bello e troppo perfetto.

«I desideri non si avverano. Sono soltanto il bersaglio che dipingi intorno a quello che vuoi. Il centro devi sempre colpirlo da sola.»

Sarà che ormai sono abituata alle storie di George R.R. Martin, fatto sta che ok il lieto fine, ma mi aspettavo qualche disgrazia, qualche morto su cui piangere e disperarmi e invece niente. Dovrei essere contenta, e lo sono eh, però bo, forse mi aspettavo più emozioni.

Tutto quello che ho scritto finora farebbe pensare che La musa degli incubi non mi sia piaciuto nemmeno un po’, ma credetemi, non è così. Forse devo semplicemente sfogare la mia frustrazione perché è stato un libro che non si è dimostrato all’altezza del primo volume. Un seguito e un finale degno, ma non all’altezza.

Impari cos’è che vuoi quando pensi di non poterlo avere […].

Resta sicuramente una dilogia che consiglio a chi ama il fantasy. Ho sempre avuto paura di leggere libri di questo genere perché è uno dei miei generi preferiti e ho sempre il terrore di rimanerne delusa; con Il sognatore avevo superato questa paura, dopo aver letto quel libro avrei voluto leggere tutti i libri fantasy del mondo, dopo aver letto La musa degli incubi ho di nuovo paura (nonostante mi sia piaciuto, lo ribadisco), forse è questo il problema più grande.

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A presto lettori,

erigibbi

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Prodotto offerto da Fazi Editore

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