Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop – Fannie Flagg: personaggi splendidi, descrizioni evocative, tematiche attuali, un libro da leggere.

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

pomodori verdi fritti al caffè di whistle stopTITOLO: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

AUTORE: Fannie Flagg

EDITORE: Rizzoli

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 5.99 e-book

 

RECENSIONE:

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è stato pubblicato nel 1987 diventando un caso editoriale e nel 1991 ne è stato fatto un film (in italiano lo trovate col titolo Pomodori verdi fritti alla fermata del treno).

Il romanzo di Fannie Flagg si caratterizza per due narrazioni parallele, una ambientata nel tempo presente, attorno agli anni ’80, e l’altra ambientata nel passato, attorno agli anni ’30-’40 nell’America del sud, in Alabama. Nel primo caso la narratrice è Ninny Threadgoode, una signora anziana ospite di una casa di riposo, la quale dà il via ad alcune vicende successe nel passato parlando con Evelyn Couch, una signora depressa che cerca di sfogare la sua insoddisfazione nel cibo. Le vicende di cui parla Ninny servono da punto di partenza per andare a ritroso nel passato, in cui leggeremo un simpatico bollettino di Whistle Stop scritto dalla signora Weems, da cui poi parte l’accaduto citato.

Il racconto si concentra sulla popolazione nera, in particolare su come essa sia soggetta a razzismo (a questo proposito compare anche il Ku Klux Klan) e a sostanziali differenze col mondo dei bianchi. In Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop vengono affrontati anche altri temi altrettanto importanti come l’amicizia, l’amore fraterno e familiare, l’omosessualità, la violenza sulle donne, il femminismo e il coraggio.

Era rimasta vergine per non essere chiamata sgualdrina o puttana. Si era sposata per non essere chiamata zitella. Aveva finto gli organismi per non essere chiamata frigida. Aveva avuto dei figli per non essere chiamata sterile. Non era mai stata una femminista perché non voleva sentirsi dare della lesbica. Non aveva mai protestato né alzato la voce per non venire etichettata come una rompiscatole…

Aveva fatto tutto questo, eppure quell’estraneo l’aveva umiliata con le parole che gli uomini rivolgono alle donne quando sono furiosi.

Perché sempre riferimenti al sesso? si domandò Evelyn. E perché, quando gli uomini volevano umiliare gli altri uomini, li chiamavano donnicciole? Come se fosse la cosa peggiore del mondo. Che cosa abbiamo fatto per essere considerate in questo modo? Per essere chiamate vacche?

Nonostante un inizio un po’ incerto a causa dell’alternarsi tra tempo presente e passato, ma soprattutto a causa di molti personaggi, le cui vite poi sono tutte intrecciate, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop mi ha rapita fin dalle prime pagine.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, con una personalità ben definita e tutti si differenziano dagli altri. Ovviamente salta subito agli occhi Idgie, una donna dal carattere forte, che si distingue dalla massa, che preferisce indossare i pantaloni invece che gonne di pizzo, che non ha problemi a fare a botte e che non si tira indietro se bisogna prestare soccorso a chi è in difficoltà, nero o bianco che sia. Ruth, il suo unico amore, è l’opposto di Idgie: riservata, delicata, femminile, silenziosa e gentile.

«C’è qualcos’altro che devi sempre ricordare. Ci sono persone magnifiche su questa terra, che se ne vanno in giro travestite da normali esseri umani.»

Attorno a loro, come dicevo all’inizio, ruotano moltissimi personaggi e ci affezioneremo a tutti, per un motivo o per un altro. Andare al caffè di Whistle Stop equivaleva ad andare nella casa di Idgie e Ruth e sentirsi parte di una grande famiglia. Ed è così che mi sono sentita io fin dalle prime pagine: mi sentivo parte di quella famiglia e più andavo avanti più stavo male all’idea che prima o poi tutto sarebbe finito.

«Tesoro, l’odio non fa bene a nessuno. Finirà per trasformare il suo cuore in una radice amara. La gente non può fare a meno di essere quello che è, proprio come una moffetta non può fare a meno di essere una moffetta. Crede forse che, se potessero scegliere, non preferirebbero essere qualcosa di diverso? Certo che lo preferirebbero! La gente è soltanto debole.»

Fannie Flagg non solo è stata molto brava a creare personaggi veri e reali, ma anche nelle descrizioni è stata una maestra: è possibile sentire il fischio del treno, il profumo di caffè bollente, il fruscio delle chiome degli alberi mossi dal vento, le risate e il vociare delle persone di Whistle Stop, il gusto dei pomodori verdi fritti, uno dei piatti tipici.

E in tutto questo, oltre ai sentimenti che si instaurano e che proviamo nei confronti dei vari personaggi, oltre al potere evocativo delle descrizioni, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop ha il merito di essere un libro con un ruolo educativo. Non c’è nulla di esplicito, non ci sono frasi fatte che dicono al lettore come sarebbe auspicabile comportarsi, quanto sarebbe migliore il mondo se tutti fossimo gentili e generosi come Idgie e Ruth, no, ci sono semplicemente le loro azioni, i loro comportamenti. E in modo molto semplice, immediato, senza giri di parole, il lettore capisce cos’è giusto e cos’è sbagliato, si immagina un mondo migliore grazie a Idgie e Ruth, si sente pervaso da bontà e generosità e non vede l’ora di mettere in pratica quello che Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop gli ha insegnato.

«[…] A volte mi domando che cosa la gente usi al posto del cervello. Pensa a quei ragazzi: hanno paura di sedersi a mangiare vicino a un negro, ma divorano le uova che escono dal culo delle galline.»

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erigibbi

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