4 3 2 1 – Paul Auster: un unico protagonista, Archie Ferguson, ma quattro possibili vite diverse decise dal destino o da scelte controllabili o meno.

4 3 2 1

4 3 2 1TITOLO: 4 3 2 1

AUTORE: Paul Auster

EDITORE: Einaudi

PREZZO: € 25.00 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

4 3 2 1 forse è un romanzo autobiografico, almeno in parte lo è sicuramente: sia Archie Ferguson sia Paul Auster sono nati nel 1947, entrambi hanno studiato alla Columbia, hanno vissuto a Parigi, si sono stabiliti a New York, entrambi amano guardare il baseball e scrivere storie.

La caratterizzazione dei personaggi è ottima in tutte le storie. Di sicuro non si può non affezionarsi ad Archie, gioire per i suoi successi, soffrire per i suoi fallimenti. Ma per quanto gli saremo affezionati non possiamo non scrollare la testa quando compie delle scelte discutibili, perché di sicuro Archie non è perfetto, e meno male: questo lo rende uno di noi, lo rende reale.

L’assurdo, continuò Sydney, era che non aveva mai considerato le donne, era sempre andata matta per i maschi e anche adesso che conviveva con una donna da quasi tre anni non si considerava una lesbica, era semplicemente una persona innamorata di un’altra persona, e siccome l’altra persona era bella e fascinosa e unica al mondo, cosa cambiava se era innamorata di un uomo o di una donna?

Come può cambiare la vita di un uomo se il destino ti pone di fronte ad uno scenario differente, una possibilità differente, una scelta differente? Un romanzo nuovo che pone però una domanda già nota. È impossibile non pensare, per quanto siano differenti, al film Sliding Doors del 1998. In quel caso Peter Howitt si è ‘limitato’ a creare due possibili storie, mentre Auster arriva a ben quattro destini differenti.

L’unica costante a questo mondo è la merda, ragazzo mio. Ci stiamo con i piedi a mollo ogni giorno, ma a volte, quando arriva alle ginocchia o anche più su, devi solo tirarti fuori e andare avanti.

Quattro vite diverse che però presentano alcune costanti: Amy, la quale, a seconda della storia può presentarsi come amica, o essere una cugina acquisita, un’amante o addirittura la sorellastra di Archie. Questo non cambierà le cose: Amy resterà per Archie il suo più grande amore. Amore paragonabile a quello che lui prova per la scrittura, per il cinema e i libri. Altre costanti delle numerose vite di Archie.

C’è forse qualcuno tra voi che non si è mai chiesto: “E se…?”

Io me lo chiedo spesso, credo sia normale.

E se non avessi scelto il liceo, se non fossi capitata in quella classe, se non avessi stretto amicizia con quella persona, avrei mai condiviso la mia vita con quello che sarà il mio futuro marito tra qualche mese?

E se non avessi scelto di cambiare la mia vita, cercando di realizzare i miei sogni, ora, invece di scrivere qualche riga su 4 3 2 1, cosa starei facendo?

E se non avessi mai avuto la passione per la lettura, ora cosa farei nella vita?

E se quella volta avessi reagito invece di subire e basta, sarebbe cambiato qualcosa?

E se…?

Sto dicendo che non saprai mai se hai fatto la scelta sbagliata.

4 3 2 1 è un romanzo potente che non parla solo di destino, fato, decisioni e scelte, affronta infatti anche temi importanti: dal più ‘semplice’ rapporto tra genitori e figli, alla guerra in Vietnam, un argomento di spessore nella seconda parte del romanzo, dove Archie è cresciuto: è un ragazzo-uomo alle prese con scelte difficili, politiche e non; si parla di amicizia e sessualità, in tutte le sue sfaccettature; si parla di prostituzione, odio razziale e morte.

Credevo nel progresso e nella ricerca di un domani migliore. Avevamo sconfitto la poliomielite, no? Poi avremmo sconfitto anche il razzismo. Il movimento per i diritti civili era la pillola magica che avrebbe trasformato l’America in una società senza discriminazioni. Dopo quel pungo, il tuo pugno, mi sono svegliato su un sacco di cose. Ormai sono così sveglio che appena penso al futuro mi viene la nausea.

Insomma, si trattano tantissimi temi importanti, su cui spesso non è facile prendere posizione e questo è Archie: un ragazzo cresciuto che spesso non sa decidere, se il cuore gli dice una cosa, la testa gliene dice un’altra quindi, cosa scegliere? Chi scegliere? Tutto questo rende 4 3 2 1 un’opera attuale, nonostante si riferisca ad eventi passati.

[…] e come potevi imparare qualcosa se parlavi solo con chi la pensava esattamente come te?

Questo è il terzo romanzo che leggo di Paul Auster (potete trovare la recensione de L’invenzione della solitudine qui e la recensione di Trilogia di New York qui) e, nonostante la mole, nonostante la quantità di cose raccontate, nonostante la portata del romanzo che lo può rendere complicato, 4 3 2 1 è stato per me il romanzo più semplice di Auster. Una scrittura magistrale che rende l’autore capace di scrivere periodi lunghi anche mezza facciata, ma chiari e comprensibili dall’inizio alla fine.

Dopo più di 900 pagine di libro Archie è a tutti gli effetti uno di famiglia. Può essere tuo fratello, tuo cugino, tuo nipote, tuo amico. È vero, è sincero. Lo ami, eppure a volte lo prenderesti a sberle. Vorresti fosse il tuo compagno di banco. Vorresti avere la sua creatività per scrivere storie di fantasia o articoli di giornale. Archie non lo puoi invidiare, è impossibile, lo puoi solo amare. Puoi solo sperare che Archie esista veramente e che nella sua vita ci sia un lieto fine perché sì, perché se lo merita. Perché gli vuoi bene. Perché quando chiudi il libro, quando lo finisci e lo riponi in libreria piangi per Archie. Piangi perché non leggerai più nulla su di lui. Piangi perché è come se un membro della famiglia se ne fosse andato, lentamente. Come se si fosse sfocato a poco a poco, diventando sempre più trasparente per poi scomparire del tutto. Che poi non è vero. Non è scomparso sul serio, ormai Archie è dentro di te. Passeranno i giorni, ma continuerai a pensare a lui. Continuerai a chiederti cosa starà facendo in quel momento, cosa starà leggendo, con chi starà discutendo, cosa starà scrivendo, con chi sarà andato al cinema (probabilmente da solo). Insomma, Archie è ancora lì con te, non scomparirà mai.

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erigibbi

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2 Replies to “4 3 2 1 – Paul Auster RECENSIONE

  1. Mi sono regalata questo libro ma non ho ancora avuto il coraggio di iniziarlo! Devo ammettere però che le tue parole sono state molto convincenti! Finisco la lettura del momento e mi ci butto a capofitto, immaginandomi già in una valle di lacrime sul finale!

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