Il labirinto – James Dashner: un romanzo fantascientico, primo di una serie, che risulta essere un rompicapo sia per i lettori che per i protagonisti.

Il labirinto

il labirintoTITOLO: Il labirinto (serie The maze runner vol. 1)

AUTORE: James Dashner

EDITORE: Fanucci

PREZZO: € 9.90 cartaceo

 

RECENSIONE:

Thomas si sveglia in una piccola stanza chiusa che sembra muoversi verso l’alto. La sua mente è vuota, non sa chi è né dove si trova, da dove viene o perché è stato rinchiuso lì; ricorda solo il suo nome. Le porte vengono aperte da un gruppo di ragazzi che lui non conosce, che gli spiegano che tutti sono arrivati così, uno ogni mese, senza memoria, in una radura in mezzo ad un enorme labirinto dai muri alti decine di metri, senza uscita.

I suoi pensieri furono inondati dalla consapevolezza di fatti, immagini, ricordi e dettagli che riguardavano il mondo e il suo funzionamento. […] Tuttavia, non sapeva da dove venisse o come fosse finito in quell’ascensore buio, o chi fossero i suoi genitori. Non sapeva neanche quale fosse il suo cognome. Nella sua mente guizzò una serie di immagini di persone, ma erano irriconoscibili, i volti sostituiti da inquietanti macchie di colore.

Il libro si apre in medias res, lasciando il lettore spiazzato quanto il protagonista, e così sarà per tutto il libro. Moltissime domande aleggiano nelle menti dei lettori e dei protagonisti: chi li ha rinchiusi? Perché hanno perso la memoria? Perché i loro genitori lo hanno permesso? Qual è lo scopo di tutto questo?

I radurai (gli adolescenti che si trovano in quel posto) non sprecano troppo tempo a porsi queste domande e scoraggiano Thomas dal porsele. Suppongono che uno scopo ci sia, perché sanno che quel luogo è artificiale, e nel frattempo lavorano, coltivano, esplorano; non c’è spazio per la disperazione o la filosofia quando bisogna produrre il proprio cibo.

Nonostante l’apparente rassegnazione riguardo la loro situazione, c’è un gruppo di ragazzi che si occupa di esplorare il labirinto intorno a loro (dove si muovono creature che sono un’unione disgustosa di carne e tecnologia) per capire il rompicapo lasciato loro dai creatori, nella speranza di scappare.

[…] spiegò che era vietato mandare squadre di ricerca nel Labirinto. C’era il rischio che si perdessero anche più persone. Ma la paura che gli si era dipinta in volto poco prima era tangibile.

Newt era terrorizzato dal Labirinto.

Come Thomas, anche il lettore dovrà capire pian piano come funziona il mondo dei radurai. Dashner ha ricreato una piccola società chiusa, dandole leggi, leader, punizioni e anche un linguaggio particolare, che ho apprezzato particolarmente. Il linguaggio dei personaggi è molto realistico, con anche una leggera volgarità. All’inizio mi ha stupita e anche infastidita, ma col tempo mi ci sono abituata e ho capito che è esattamente il linguaggio che userebbero dei ragazzi in quella situazione, senza addolcire la pillola, perché hanno davanti una cruda realtà. L’autore ha poi inserito poche parole che a Thomas e al lettore appaiono prive di significato, coniate dai radurai esattamente come farebbe una società chiusa.

I personaggi inizialmente sono abbastanza freddi, quasi maleducati, ma con comportamenti coerenti alla loro età e alla loro situazione. Dei molti che ci sono, pochi hanno una caratterizzazione precisa, quelli che Thomas conosce meglio. Invece le descrizioni dei luoghi sono precise e particolareggiate, e mai troppo lunghe, quindi non risultano noiose. La radura viene presentata poco per volta, mentre la scopre Thomas, con il risultato di far nascere sempre più domande, molte delle quali rimangono senza risposta.

Per riassumere Il labirinto, primo volume fantascientico della serie The Maze Runner, in una sola parola userei “rompicapo”. La ragione impone al lettore e ai radurai di pensare che ci sia uno scopo alla loro situazione, ma più indizi si raccolgono, più domande sorgono. A ciò si affianca uno stile molto coinvolgente che, anche se non mi sono affezionata particolarmente ai personaggi, mi invogliava sempre a leggere un altro capitolo, senza fermarmi.

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A presto lettori,

Fabiana

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