Residenza Arcadia – Daniel Cuello: le vicende di un gruppo di vecchietti in un paese in cui chi non si sottomette al regime viene fatto sparire.

Residenza Arcadia

residenza arcadiaTITOLO: Residenza Arcadia

AUTORE: Daniel Cuello

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: € 20.00 cartaceo

 

RECENSIONE:

Residenza Arcadia, primo graphic novel di Daniel Cuello, racconta le vicende di un gruppo di vecchietti alle prese con i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana. Lo spazio-tempo in cui si svolge la vicenda non è precisato: gli anziani dalla volgarità facile hanno cognomi italiani ma sembra di essere in un futuro prossimo con una dittatura monopartitica in cui il servizio militare è tornato obbligatorio e in cui chi non si sottomette al regime viene fatto sparire.

In Residenza Arcadia Daniel Cuello punta sui contrasti: le beghe quotidiane dei vecchietti persi a litigare insultandosi pesantemente e spesso assorbiti dagli smartphone e dai social mi hanno fatto ridere, non sorridere ma ridere (se in quei momenti mi fossi ritrovata a bere probabilmente avrei sputato l’acqua dalla bocca o dal naso per i miei piccoli scoppi di ilarità). Poi però di punto in bianco Cuello ci sbatte in faccia gli eventi del passato di alcuni dei personaggi della Residenza e lì scoppia il dolore al petto, lo stesso dolore che hanno provato quelle persone ormai anziane.

Cuello è riuscito a creare non solo una macro storia unitaria che abbia un senso dall’inizio alla fine ma è anche riuscito a caratterizzare i personaggi così bene da sembrare di conoscerli da una vita. Pensiamo a Mirta, al suo canarino, alla sua ossessione per le foto pubblicate da Emilio; Emilio che scatta foto a qualsiasi cosa per postarle sui social alla ricerca di like (meglio se da giovani donzelle) e così via.

Per quanto riguarda lo stile quello di Cuello è molto semplice e lineare, i personaggi sono molto espressivi e tutto assume i vari toni del marrone, ocra e viola. L’armonia grafica viene interrotta dai soldati del regime in netto contrasto con la calma trasmessa dai personaggi e dai colori generali: le guardie sono tutte nere e sembrano come scarabocchiate, non hanno dei contorni ben definiti e trasmettono paura proprio per come sono stati disegnati e colorati, sembrano delle forme senz’anima.

Residenza Arcadia non può essere definito semplicemente come una commedia perché accanto ai momenti comici ci sono veri e propri momenti di tragicità e di disperazione. Quando ho concluso la lettura sono rimasta con l’amaro in bocca: finché leggevo sentivo che non sarebbe andata a finire bene, capivo che c’era qualcosa che non andava e infatti alla fine sono stata pervasa da sconforto e amarezza. Un graphic novel che mi ha piacevolmente sorpreso per la profondità dei sentimenti e dei significati celati dietro alla comicità di alcune scene.

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erigibbi

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