Dio 2.0 – Danilo Conti

TITOLO: Dio 2.0

AUTORE: Danilo Conti

EDITORE: StreetLib

PREZZO: € 13.00 cartaceo; € 2.99 e-book

 

RECENSIONE:

La storia è ambientata a Gift Town, una cittadina in cui la popolazione vive nella costante adorazione ma anche nel costante timore di Dio. In questo libro infatti la figura di Dio è diversa dalla figura che abbiamo in mente noi. Le persone che abitano Gift Town devono seguire alla lettera le regole del Codice Sacro per non perdere punti sociali e soprattutto per non finire all’Inferno: le persone che sono state mandate da Dio in questo luogo non sono più tornate.

Il protagonista è Brian, un ragazzo di 13 anni ossessionato da Dio su cui nutre moltissimi dubbi e domande e che poco alla volta inizierà a mettere in discussione le norme e le regole della società in cui vive.

Ho trovato molto interessante e originale la creazione di questa cittadina governato da un Dio con caratteristiche nuove rispetto al Dio a cui pensiamo noi solitamente.

Era lui a dire a chiare lettere ciò che andava o non andava fatto.

[…]

Nella visione di Seth le differenze tra Dio e il diavolo si andavano assottigliando, e ormai li considerava come due gemelli. Erano entrambi esseri abbietti e manipolatori, che si divertivano a giocare con le vite degli esseri umani, tirandoli a sé con corde invisibili, senza curarsi di poterli distruggere. […] C’era chi, per sua fortuna, riusciva a tendere verso Dio senza troppi intoppi, incorrendo nella sua protezione. Bastava non farsi domande e obbedire ciecamente alle sue leggi, senza metterne in dubbio la bontà. Ma coloro i quali non riuscivano a frenare i propri pensieri e a far tacere la propria coscienza erano già dannati. Ogni nuova domanda, formulata anche senza volerlo, si traduceva in un passo verso l’oblio e la perdizione.

La storia non è male proprio per la sua originalità ma secondo me la vicenda è troppo lenta. Tre quarti del libro sono concentrati su chi è e cosa fa Dio; su Brian e i suoi pensieri sovversivi; sulla famiglia di Brian, in particolare la relazione tra il padre di Brian, Seth, e sua moglie. Va benissimo che ci sia tutto questo però per me è eccessivo. Questa era una mia impressione formatasi durante la lettura del libro e ancora di più ne sono convinta adesso, a libro concluso quando posso dire con certezza che l’azione c’è ma nel momento in cui inizia finisce subito, tutto diventa improvvisamente veloce, troppo veloce.

C’è poi un aspetto che non mi è chiaro. Dio è onniscente, è a conoscenza di tutto allora mi chiedo: non dovrebbe essere a conoscenza di quello che sta per succedere? Si tratta di una svista dell’autore o è voluto? Se anche fosse voluto, perché non ci viene data una spiegazione a riguardo?

Oltre a questo mi sarebbe piaciuto leggere anche qualcosa sul dopo: la vita a Gift Town continuerà normalmente dopo quello che Seth e gli altri sono riusciti a fare? E come procederà la vita all’Inferno? Che ne sarà di Samantha, la madre di Brian, e di Astor, il vescovo? Molte domande a cui purtroppo non viene data risposta.

In sintesi la storia non mi è dispiaciuta, soprattutto per la versione originale e diversa che ci viene data di Dio però ci sono degli aspetti per me negativi come il procedere lento dei fatti fino a tre quarti del libro e poi all’improvviso tutto che si svolge troppo velocemente, domande a cui non riesco a trovare una risposta e l’ignoto del dopo.

Link Amazon: Dio 2.0

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

Vi lascio il link dove potrete trovare tutte le recensioni che ho scritto finora: Recensioni Libri

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad amazon, dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una commissione per un massimo del 10% che amazon mi pagherà in buoni spendibili sul suo stesso sito e che io utilizzerò per comprare libri ed alimentare il blog ed il canale YT.
Se vuoi sostenermi compra da amazon attraverso il link sovrastante oppure attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.