Il tempo dell’attesa di Elizabeth Jane Howard

TITOLO: Il tempo dell’attesa (II vol. saga dei Cazalet)

AUTORE: Elizabeth Jane Howard

EDITORE: Fazi

PREZZO: € 18.50 cartaceo; € 12.99 e.book

 

RECENSIONE:

Ci eravamo lasciati nel 1938, quando Gli anni della leggerezza finiva con il discorso di Chamberlain dopo la Conferenza di Monaco e la “pace con onore”.

Il tempo dell’attesa inizia nel 1939, a distanza di un anno da quei fatti, dopo l’invasione tedesca della Polonia, quando la guerra è imminente ed è sopraggiunta anche sulla dimora di Home Place: le finestre sono oscurate, il cibo inizia a scarseggiare e in lontananza si sentono gli spari. I bambini vengono evacuati dalle città e tutti aspettano che Chamberlain annunci l’esito dell’ultimatum degli inglesi.

A riprendere le fila del discorso sono Louise che insegue il sogno della recitazione a Londra; Clary che si cimenta nella scrittura con una serie di lettere indirizzate al padre partito per la guerra e Polly che ancora in cerca della sua vocazione teme il futuro.

Insieme a loro l’intera famiglia vive in un clima di sospensione, nell’attesa che la vita ritorni quella che era.

Sono sincera, ho fatto molta fatica ad immergermi nella lettura di questo secondo volume, soprattutto nella prima parte del testo quando la narrazione era in mano esclusivamente alle tre ragazze: Louise, Clary e Polly. Questo non permette di conoscere appieno i fatti dell’intera famiglia Cazalet ma unicamente quelli vissuti dalle tre protagoniste.

Le vicende sono quindi circoscritte alla casa di Home Place (o al massimo a Londra quando Louise va a lezione di recitazione) e perciò si resta all’oscuro anche delle vicende dei tre fratelli Cazalet, due dei quali partiti per la guerra.

Quando poi la narrazione ha ripreso ad essere come nel primo volume ovvero quando tutti, o quasi, i membri della famiglia Cazalet avevano dei capitoli dedicati ho cominciato nuovamente a divorare le pagine.

Le ragazze, come anche nel primo volume, riflettono spesso sulla natura dell’uomo ovviamente riferendosi all’esperienza che fanno o hanno fatto con i membri della famiglia e le conclusioni alle quali giungono sono anche profonde:

«Secondo me», opinò Poll, «spesso le persone peggiorano crescendo. […]»

O ancora:

In questa famiglia non c’è verso di parlare delle cose brutte. Io invece credo che bisognerebbe parlarne proprio perché sono brutte.

Fortunatamente però a volte gli adulti possono offrire loro (e al lettore) alcuni consigli molto utili:

«Tesoro, non c’è proprio niente di male nel sentirsi in colpa. Solo che è triste e inutile. […] L’unico modo per smettere è ammettere quello che non è in tuo potere e fare quello che puoi fare».

Nonostante questo libro mi abbia coinvolto meno rispetto al primo volume, probabilmente perché si percepiva molto bene il tempo dell’attesa, tutti stanno aspettando che la guerra scoppi seriamente e anche la storia rimane un po’ sospea, mi rimane la curiosità e la voglia di scoprire cosa accadrà nel prossimo volume, Confusione.

I romanzi di Jane Howard sono panoramici, vasti, intriganti quanto può esserlo la storia sociale, e generosi nel dispensare racconti.

Link Amazon: Il tempo dell’attesa

Vi lascio il link dove potete trovare tutte le recensioni di libri che ho fatto fino a questo momento (compreso la recensione del primo volume della saga dei Cazalet): Recensioni libri

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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