In Kobane Calling Zerocalcare ci mostra quello che è stato il suo viaggio al confine tra Turchia e Siria, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobane, dove i difensori curdi del Rojava si scontrano con le forze dello Stato Islamico.

Kobane Calling è quel fumetto di cui avevamo bisogno.

Kobane Calling è quel fumetto capace di raggiungere un pubblico ampio che finalmente può capirci qualcosa dei conflitti mediorientali del Rojava.

Kobane Calling dà informazioni che il (tele)giornale medio non offre e soprattutto dà informazioni che non hanno nulla a che vedere con quelle mainstream e/o fake con cui veniamo bombardat* ogni giorno.

Siamo onest*, quant* di voi sanno che nel nord della Siria, al confine con la Turchia, ci sono tanti popoli diversi che si organizzano e lottano per una società fondata sull’uguaglianza di uomini e donne, sulla convivenza, sul rispetto delle diversità culturali e religiose, sulla giustizia sociale e sull’ecologia? Quant* di voi? Io, prima di leggere Kobane Calling, non lo sapevo. (Certo, io sono la prima a dire di essere ignorante, ma sono anche convinta di non essere l’unica che non sapeva).

Comunque lo ripeto. Una società fondata sull’uguaglianza, sulla convivenza, sul rispetto, sulla giustizia sociale e sull’ecologia. Non in America, non in Europa, no, nel nord della Siria, al confine con la Turchia.

Dov’è l’Occidente? Quello che si autoproclama “avanti” e sviluppato? È lì che a parole dà pacche sulle spalle a chi ogni giorno muore per portare avanti questo tipo di società e con le mani dà armi a chi sta ostacolando questo tipo di società. Ma noi siamo quelli avanti, noi siamo quelli che devono insegnare agli altri come si sta al mondo.

Ora mi calmo.

Per fortuna Zerocalcare ha quella capacità di raccontare le sue storie con umorismo e digressioni varie perché in questo fumetto ce n’era particolarmente bisogno. Leggere le vite di queste persone che ogni giorno, ogni santissimo giorno, si svegliano e combattono è doloroso. Vi giuro, il cuore lo sentite proprio stretto stretto. E arriverete alla fine che non riuscite a leggere perché gli occhi sono annegati nelle lacrime e non riuscite manco a respirare bene perché siete troppo scossi dai singhiozzi. Immaginatevi quindi la mazzata che poteva essere Kobane Calling senza l’umorismo di Zerocalcare.

Con Kobane Calling arriverete a odiare quei vermi (sì, ci sono delle persone rappresentate come dei vermi, scelta più che azzeccata, come sempre), arriverete a provare un odio cieco, che ti fa vedere nero; sarete profondamente schifat*, ma piangerete pure: si piange per la disperazione, per il lutto – perché poi ti leghi così tanto ad alcun* combattenti che è come perdere una persona che conoscevi – ma anche per la speranza che nonostante tutto continua ad aleggiare tra le pagine.

È un testo che dovrebbero leggere tutt*. Ma davvero. Non sono un’amante dei “10 libri da leggere almeno una volta nella vita” o “10 libri da leggere prima di morire” eppure questo è proprio uno di quei libri. E forse – forse – è IL libro di Zerocalcare.

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erigibbi

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