Ammonite: film su Mary Anning, paleontologa, e Charlotte Murchison, geologa, che purtroppo non dà loro l’importanza che meritano.

ammonite

RECENSIONE:

In questo 2020 dovevano uscire un sacco di film che si prospettavano fighissimi, poi c’è stato il Coronavirus e tre quarti di questi film non sono più usciti, il rimanente quarto è dato da film brutti (sì, mi sto riferendo anche a te, Tenet), e sì, mi sto riferendo soprattutto a te Ammonite.

Il film dovrebbe, ripeto, dovrebbe narrare le vicende della paleontologa Mary Anning e della geologa Charlotte Murchison. In realtà Ammonite, film di Francis Lee, narra le vicende di due donne lesbiche che si innamorano dall’oggi al domani e che fanno sesso in tutti i luoghi e in tutti i mari (no, non in tutti i mari, ma sulla costa della Cornovaglia).

Non so nemmeno da dove partire per sottolineare le cose che non vanno in questo film, posso però partire dicendo che la visione mi ha fatto arrabbiare come una bestia inferocita e che ogni volta che ci penso mi incazzo così tanto che se avessi il regista a portata di mano lo strozzerei.

Mary Anning è stata una paleontologa britannica. Raccoglieva fossili per professione, distruggendosi le mani per l’acqua, il vento e il freddo che doveva sopportare quotidianamente. Fece molti ritrovamenti importanti nel campo dei fossili marini dell’epoca giurassica, tra cui i primi scheletri completi di ittiosauro e plesiosauro. Il suo lavoro contribuì a cambiamenti importanti sulle conoscenze inerenti la storia della terra. Mary Anning non è mai stata particolarmente considerata in quanto donna. Se un uomo avesse fatto le sue stesse scoperte, sarebbe stato portato fin da subito su un palmo di mano. Mary Anning no. Mary Anning se nasceva uomo sarebbe stato ricchissimo, invece ha dovuto superare diversi periodi economicamente difficili. Mary Anning la ritroviamo nei libri e nei fumetti che parlano di donne che hanno fatto la Storia e che puntualmente sono state sottovalutate o ignorate proprio per il loro sesso.

Quanto di tutto questo troviamo nel film? L’1%. E a me questo fa incazzare come una iena.

Della vita sessuale di Mary Anning si sa ben poco, anzi, non si sa proprio nulla. Sappiamo che aveva amiche e collaboratrici. Questo fa di lei una donna lesbica? No. Ma secondo il regista evidentemente sì.

A me non interessa nulla, Mary Anning poteva anche essere pansessuale, ma visto e considerato la vita difficile che ha dovuto passare solo perché è nata donna, visto e considerato la poca importanza che ha ricevuto in vita perché è nata donna, visto e considerato la sua importanza nel campo della paleontologia, non potevamo avere un film che mostrasse questo?

E cosa vogliamo dire di Charlotte Murchison? Possiamo dire di lei che è stata una geologa britannica. Possiamo dire che ha effettuato studi su scogliere e fossili sia in Europa che in Inghilterra. Possiamo dire che ha dato un contributo alla paleontologia, e che ha anche aiutato il marito nelle sue diverse pubblicazioni, collaborando sia come studiosa sia come disegnatrice. Possiamo dire che studiò diverse specie di piante trovate tra le formazioni rocciose in tutti i suoi viaggi tra Francia, Alpi e Italia. Possiamo dire che acquisì una collezione di fossili così vasta e così curata che diventò oggetto di studio e pubblicazioni da parte di Sowerby, mineralogista e botanico, e da parte di Buckland, geologo.

Quanto di tutto questo troviamo nel film? Un bellissimo 0%. E a me questo fa incazzare come una iena.

La Charlotte Murchison del film appare come una ricca aristocratica viziata. La cosa che fa più ridere? Ovviamente la donna è malata di depressione in seguito alla perdita del figlio (la perdita del figlio non si vede, ma si deduce benissimo). Sapete perché fa ridere? Perché quando si indaga sulla salute di Charlotte Murchison si trova che la donna si ammalò di malaria. Malaria. Come mai in Ammonite non si parla mai di malaria? Come mai ci sono riferimenti alla perdita di un bambino, alla voglia di farne subito un altro e alla depressione?

Vergognoso. Ecco come trovo Ammonite: un film vergognoso.

Che poi i problemi non si fermano qui. La sceneggiatura mette i brividi. E non tanto per le poche battute, i film che si basano sui silenzi possono essere dei capolavori (pensiamo per esempio a Manchester by the Sea), ma per la semplicità di tutto quello che viene detto e mostrato. Mary Anning vive con la madre. Madre che a volte è presente per tutto il tempo, mentre a volte, per tantissime scene, quelle di sesso ovviamente, scompare per tutto il tempo e tu ti chiedi: “ma dov’è la vecchia? È morta?” No, per il momento è ancora viva, solo che il regista ogni tanto si dimentica di lei. Mary Anning non fuma per metà film. Poi di punto in bianco si mette a fumare come una ciminiera. Poi non fuma più per mesi, poi fuma di nuovo come una ciminiera. Piccole cose, piccoli dettagli che fanno capire se un film è fatto bene o se è fatto male. E lo capite anche voi in che categoria rientra Ammonite.

Poi ci sono quelle bellissime inquadrature inutili che sembrano copiate dai film di grandi registi, che sembrano le foto artistiche che faccio io pensando di essere Steve McCurry (io al contrario di Francis Lee guardo quello che ho fatto e capisco che sono delle foto di merda), solo che i grandi registi con un fermo immagine raccontano un mondo, e Francis Lee in questo film con un’inquadratura ti fa venire voglia di spegnere tutto, spaccare tutto, piangere e contemporaneamente sbattere la testa sul muro.

Ci sono delle cose da salvare in Ammonite? Assolutamente sì: il poster, l’interpretazione di Kate Winslet (Mary Anning) e l’interpretazione di Saoirse Ronan (Charlotte Murchison).

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