Rose Madder: una donna vittima di violenze domestiche che dopo quattordici anni di soprusi decide di prendere in mano la propria vita.

rose madder

rose madderTITOLO: Rose Madder

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 11.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

In Rose Madder la protagonista, che si chiama non per puro caso Rose ma che tutti chiamano Rosie, è una donna vittima di violenze domestiche. È rimasta sposata con un mostro per quattordici anni. Anche dopo un aborto avvenuto proprio per colpa di quel mostro, Rose non decide di andarsene. La goccia che fa traboccare il vaso è proprio una goccia. Una goccia di sangue. Una macchiolina che Rose trova un mattino sulle lenzuola. Una macchiolina uscita dal suo naso durante la notte, perché sono cose che capitano, quando tuo marito non fa altro che picchiarti. Rose vede quella macchiolina e decide che è una goccia di sangue di troppo.

Il dolore è troppo forte perché abbia a preoccuparsi di questioni marginali come la respirazione o il fatto che sembra non ci sia aria nell’aria che respira.

Rose Madder, il titolo di un quadro di cui Rose si innamorerà quando ricomincerà daccapo in una città sconosciuta, ha diversi significati. Come dicevo sopra, ha il suo stesso nome. Ma letteralmente “rose madder” indica il rosa di robbia, un colore particolare, che caratterizza una veste indossata dalla donna raffigurata nel quadro. E quella stessa donna raffigurata è Rose Madder. E la nostra Rosie le assomiglierà ogni giorno sempre di più, nell’aspetto e nello spirito.

E quando il mostro che l’ha maltrattata e violentata per anni, la scoverà in quella nuova città dove Rosie ha cominciato a rifarsi una vita, si ritroverà per le mani una donna ben diversa, non più sottomessa, non più vittima.

Non sono i colpi che ci hanno inferto quelli che contano, ma quelli ai quali siamo sopravvissute.

Come mi capita di dirvi spesso, Stephen King riesce a dare ampiamente voce alle donne e riesce a farlo bene, senza cadere in insulsaggini e stereotipi. Non è nemmeno la prima volta che King parla di violenza domestica subita da una donna. Non è nemmeno la prima volta che King parla di donne forti, battagliere, che hanno subito per tanto tempo, e che non hanno più intenzione di farlo.

È la prima volta però che Stephen King inserisce in un suo romanzo elementi della mitologia greca. In particolare in Rose Madder King si sofferma sulle Erinni, le personificazioni femminili della vendetta, soprattutto nei confronti di chi colpisce la propria famiglia, e sul Minotauro, un essere mostruoso e feroce, con il corpo di un uomo e la testa di un toro.

Sulla quarta di copertina è stato scritto “il personaggio femminile più intenso che King abbia mai creato”. Non mi sento del tutto d’accordo. Il confronto che subito si è creato nella mia testa è stato con Dolores Claiborne. E devo dire che trovo molto più forte Dolores di Rose. In realtà sono tutte e due donne potenti, donne che hanno subito e che hanno deciso di non subire più, proprio come ho scritto sopra. Trovo però che Dolores Claiborne sia più forte, sia come donna-personaggio sia come libro, perché non ha avuto bisogno di un aiuto esterno, di un quadro o di un bracciale. Dolores Claiborne si è arrangiata dall’inizio alla fine. Per Rosie le cose sono andate in modo diverso, e metterci dentro quell’aspetto fantastico mi ha fatto apprezzare leggermente meno Rose Madder.

Per quanto riguarda le citazioni, si nomina un libro, Il viaggio di Misery, facendo riferimento quindi al romanzo Misery, e si nomina pure il creatore di Misery-personaggio, Paul Sheldon. Si parla più di una volta di ka, che gli amanti della saga de La Torre Nera conoscono molto bene. E infine viene nominata Susan Day, la femminista pro-aborto tanto discussa in Insomnia.

Per quanto riguarda citazioni ad altre opere, King in questo libro fa riferimento al Fantasma del Natale che Verrà che aveva indicato una lapide particolare a Ebenezer Scrooge, quindi Canto di Natale di Charles Dickens. Non ci sarebbe stato bisogno di precisazioni, ma King l’ha specificato ugualmente: Rosie entra letteralmente nel dipinto che l’aveva attratta, proprio come in Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll.

Indubbiamente Rose Madder è un bel romanzo, ma d’altronde quando Stephen King si mette a parlare di donne, a dedicare un intero romanzo a una donna (o più di una) è raro che dalla sua penna vengano fuori libri illeggibili. Per quanto io ami la mitologia, e per quanto quella greca rientri pure nelle mie preferite, credo che Rose Madder avrebbe potuto piacermi di più se quel tocco di fantastico non ci fosse stato. Forse però si rischiava di avere una storia troppo simile a quella di Dolores Claiborne? Forse.

Mentre lui l’abbracciava, si domandò quanto la razza umana capisse di quel gesto, quanto ne sapesse apprezzare la bontà, e quanto una persona potesse desiderare di compierlo per ore di fila. Qualcuno senz’altro capiva, ma dubitava che fosse la maggioranza. Per capire appieno il senso profondo dell’abbraccio, forse era necessario esserne privati per molto tempo.

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