Soul: un elogio ai sogni, realizzati, mancati, idealizzati, ridimensionati; è un elogio alla vita, nella sua interezza, in ogni sua sfumatura.

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RECENSIONE:

E parliamo di Soul, film d’animazione del 2020, diretto da Pete Docter (lo stesso regista e sceneggiatore di Up e Inside Out, per citarne due), prodotto dai Pixar Animation Studios e distribuito sulla piattaforma streaming Disney+.

Il protagonista è Joe Gardner, doppiato da Jamie Foxx, insegnante di musica e musicista jazz, il cui sogno è suonare come professionista. E ci sarebbe anche riuscito, se non fosse caduto in un tombino il giorno stesso in cui avrebbe debuttato in un quartetto di professionisti. Nessuno spoiler, si vede già nel trailer.

Joe però non è l’unico personaggio importante di Soul, il cui titolo si riferisce sia alla parola “anima” sia al genere musicale. Nello stesso tempo infatti si svolge la storia di 22, doppiata da Tina Fey, una piccola anima che non vuole andare sulla Terra perché non c’è nulla, apparentemente almeno, che le interessi e che le piaccia, nulla che sia per lei abbastanza motivazionale per esistere, per vivere.

22 sembro io, quando mi deprimo così tanto che divento incapace di godermi i piaceri della vita; io che sono così costantemente alla ricerca della felicità, da rendermi con le mie stesse mani un essere infelice, perennemente insoddisfatto, non solo della vita, ma pure di me stessa.

Lo dico subito, Soul mi ha completamente spiazzata. Non è quel film d’animazione che ha come messaggio: credi nei tuoi sogni fino alla fine, fai di tutto per realizzarli perché prima o poi ce la farai. Il messaggio di Soul, almeno quello inerente ai sogni, è: prova a realizzarli, se non ce la fai sappi che c’è anche altro che ti può rendere felice; se ce la fai, non fossilizzarti lì, non diventare ossessivo, perché c’è anche altro che ti può rendere felice. Insomma, per essere felice, per vivere appieno la tua vita, puoi trarre soddisfazione da tante cose, piccole o grandi che siano.

E io, che da due anni provo a realizzare un sogno; io che vedo che non ce la faccio; io che mi chiedo se sarò felice davvero nel momento in cui realizzerò il mio sogno (SE lo realizzerò) o se subito dopo sarò alla ricerca di un altro obiettivo da raggiungere, sguazzando perennemente nell’infelicità come conseguenza di questo mio comportamento, sono stata spiazzata da Soul.

Per la verità, in un primo momento non ci avevo capito proprio niente. Mi ero pure arrabbiata. Ma come? Joe raggiunge il suo sogno e subito dopo ha una faccia che dice: “tutto qui?” Ma stiamo scherzando o cosa Disney? Mi prendi in giro? Mi stai dicendo che ho buttato via i miei due ultimi anni di vita? Che già a volte me lo chiedo da sola, ora mi fai venire i dubbi pure tu? Davvero, non ci avevo capito ‘na mazza di Soul.

Non avevo capito che Soul si è spinto più in là rispetto ad altri film d’animazione. Vivi il tuo sogno, vivilo, cerca di realizzarlo, ma non fare del tuo sogno la tua ossessione, apprezza quello che hai, e apprezza quello che puoi avere, non solo materialmente parlando, chiaro, parliamo anche di relazioni, sentimentali, amicali o famigliari. Banalmente, che poi se siete ossessionati da obiettivi e felicità come la sottoscritta non è per niente banale, anzi, è la cosa più difficile del mondo, vivi la vita nella sua pienezza e siine felice.

In Soul è stato realizzato un Ante-Mondo dove i nascituri trovano un mix di predisposizione innata e influenza ambientale. Trovo che questo aspetto sia stato geniale. Sia per come è stato rappresentato (le piccole anime letteralmente buttate nella casetta dell’egocentrismo per esempio) sia perché per tanti anni in psicologia si è dibattuto sulla personalità chiedendosi se sia dovuta alla genetica o all’ambiente, quando in realtà non bisognerebbe mettere in contrapposizione i due fattori, ma considerarli in un’ottica di influenza reciproca, proprio come Soul ci fa vedere.

A livello di animazione, l’Ante-Mondo sembra sia stato disegnato da Picasso, e io che del cubismo non ci ho mai capito nulla perché è una corrente che non mi ha mai trasmesso nulla, emotivamente parlando, dall’Ante-Mondo ne sono rimasta attratta, oserei dire accolta, come se avessi percepito calore da quelle forme astratte e strambe. Il tutto è stato poi sostenuto da musiche e colonne sonore perfette per il film, per la storia, e pure per le nostre orecchie.

Forse l’unico difetto di Soul, che per quanto mi riguarda però non è un difetto, è che non è un film per bambini. E qui possono stare zitte quelle persone convinte che i film d’animazione siano per infanti. Soul non lo è di certo. Si rivolge a un pubblico adulto; è un elogio alla musica, ma non fraintendetemi, non è un film sulla musica, semplicemente il protagonista ama questo tipo di arte, e Soul ce lo fa capire molto bene; è un elogio ai sogni, realizzati, mancati, idealizzati, ridimensionati; è un elogio alla vita, nella sua interezza, in ogni sua sfumatura.

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