Schitt’s Creek: una serie comedy che nel 2020 ha fatto man bassa di Emmy, diventata un’icona per la comunità LGBTQ e che vi consiglio caldamente.

Schitt’s creek

RECENSIONE:

Se prima di quest’anno non avete mai sentito nominare Schitt’s Creek è normale, anche se in tutta onestà non dovrebbe esserlo. Nel 2020 Schitt’s Creek ha fatto man bassa di Emmy, vincendo come miglior comedy, migliore attore e attrice protagonisti, migliore attore e attrice non protagonisti, miglior regia e miglior sceneggiatura.

Quindi perché Schitt’s Creek è quasi sconosciuta? Perché è una serie tv canadese e in genere le produzioni canadesi vengono snobbate dai critici statunitensi (un po’ come L’Accademia che snobba i film prodotti da Netflix) e perché in Italia la serie non è mai stata trasmessa. Davvero ridicolo.

Chiudiamo con le polemiche e concentriamoci sui contenuti.

Schitt’s Creek, che sì, ha un’incredibile assonanza con la parola shit (merda), narra le vicende della famiglia Rose, composta dai coniugi, Johnny (interpretato da Eugene Levy) e Moira (interpretata da Catherine O’Hara), e dai due figli ormai adulti, David (interpretato da Dan Levy) e Alexis (interpretata da Annie Murphy). Johnny è un ricco magnate del video store e Moira una soap star di successo. La famiglia però perde la propria fortuna a causa del loro manager che non ha gestito i loro soldi in modo adeguato. Sono così costretti a ricostruire le loro vite e a vivere letteralmente senza soldi. La loro via d’uscita è data da Schitt’s Creek, una piccola cittadina acquistata per scherzo come regalo di compleanno per David qualche anno prima. I quattro si ritroveranno a vivere in due stanze nell’unico motel del paese, circondati da persone che per i Rose, abituati al lusso sfrenato, sono solo della povera gente piuttosto grezza senza senso dell’estetica.

Il cast è composto da attori più o meno famosi, probabilmente non vi risulteranno nuovi i nomi di Eugene Levy (che ha recitato nei film di American Pie) o Catherine O’Hara diventata famosa per aver interpretato la madre di Kevin in Mamma ho perso l’aereo. E se ve lo state chiedendo, sì, Dan Levy è il figlio di Eugene, sia nella vita vera che nel set.

Ogni personaggio, principale o secondario che sia, è caratterizzato in modo del tutto personale, distintivo, e spesso eccentrico. Johnny è sempre vestito in modo impeccabile, cerca di avere sempre la situazione sotto controllo, di tranquillizzare la sua famiglia e non si fa problemi a rimboccarsi le maniche. Moira è il personaggio più egoistico della famiglia, e sicuramente il più eccentrico sfoggiando outfit improbabili con tacchi stratosferici e parrucche che cambiano a seconda del mood o dell’occasione. David si veste sempre e solo di nero e bianco, anche lui sempre con outfit discutibili, ed è pansessuale. Alexis è la tipica ragazza ricca, bionda, viziata e stupida.

Descritti così potreste anche provare subito dell’antipatia per i membri della famiglia Rose, ma in realtà vi posso assicurare che finirete per amarli. I manierismi di ognuno e i loro modi di parlare non solo vi entreranno nel cuore, ma vi ossessioneranno e vi ritroverete a pronunciare “Oh my God” con la stessa tonalità di David, per esempio. La loro sfrontatezza, la loro banalità, il loro modo ingenuo e diverso di vedere le cose vi farà sorridere. E soprattutto vi farà commuovere come tutti questi personaggi nel corso delle puntate cambieranno, diventando più consapevoli di loro stessi, delle loro fortune nonostante la mancanza di soldi, e vi farà commuovere vedere come non smetteranno mai di essere una famiglia, allargando i loro affetti e la loro bontà anche a persone inizialmente estranee.

Se all’inizio l’umorismo della serie è quasi banale, più si va avanti più cresce, si spinge in profondità, proprio come i personaggi. Schitt’s Creek a un certo punto non sarà più banale e superficiale. Riuscirà a trasmettervi emozioni che probabilmente non pensavate possibili per questo prodotto. Il cambiamento dei protagonisti non è radicale, non avviene di punto in bianco, ma anche quando avviene riescono comunque a mantenere le loro caratteristiche, il loro cinismo, il loro sarcasmo e il loro umorismo, e anche per questo amerete la famiglia Rose. Sono riusciti a rimanere sé stessi pur cambiando terribilmente (in meglio).

La cosa spettacolare è che gli attori sono così bravi nei loro rispettivi ruoli che sembra di vedere le vicende di una vera famiglia.

L’aspetto che alla lunga ho apprezzato di più è dato dai riferimenti sessuali. Come dicevo all’inizio, David è pansessuale, ma a riguardo non ci sono lezioni di vita, insegnamenti, e nemmeno drammi. David Rose mostra a noi spettatori com’è la vita di un ragazzo pansessuale o perlomeno mostra come dovrebbe essere la vita di un ragazzo pansessuale: normale, uguale a tutte le altre. Ho detto che non ci sono drammi a riguardo, ed è vero, ma sapete perché non ce ne sono? Perché non dovrebbero essercene! Di fatto la serie è diventata un’icona per la comunità LGBTQ e non potrei esserne più felice.

I drink red wine. But I also drink white wine. And I’ve been known to sample the occasional rose. And a couple summers back I tried a merlot that used to be a chardonnay, which got a bit complicated. […] I like the wine and not the label.

Insomma, se siete alla ricerca di una serie comedy fatta bene, vi invito a vedere Schitt’s Creek. Una serie che è migliorata nel corso delle stagioni, non perfetta, ma che vi darà comunque tanto. Vi consiglio di vedere, una volta terminata la serie, anche il breve documentario a riguardo, della durata di 45 minuti: Best wishes, warmest regards. A Schitt’s Creek farewell. Una scelta che ho davvero apprezzato; mi piacerebbe moltissimo infatti se ogni volta che una serie finisce venisse fatto un breve documentario a riguardo.

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