Fool’s Fate – Robin Hobb: ultimo libro della trilogia dell’Uomo Ambrato con protagonisti il Fool, Profeta Bianco, e FitzChevalier, suo Catalizzatore.

Fool’s fate

fool's fateTITOLO: Fool’s Fate

AUTRICE: Robin Hobb

EDITORE: Harper Voyager

PREZZO: € 11.00 cartaceo; € 4.90 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del volume precedente, la potete recuperare qui.

In Fool’s Fate non si chiude solo la trilogia dell’Uomo Ambrato, ma anche tutte quelle storie e quegli intrecci che sono iniziati con la prima trilogia, quella dei Lungavista, dove per la prima volta abbiamo incontrato Fitz e il Fool. Sto leggendo i libri di Robin Hobb dopo parecchi anni dalla loro pubblicazione, quindi so che vedremo ancora questi protagonisti, nonostante ciò il finale di Fool’s Fate è stato agrodolce per me.

È vero, a grandi linee possiamo dire che finisce bene, possiamo essere felici per come si concludono molte storyline e per come sta andando la vita di Fitz, eppure la malinconia per un viaggio che è arrivato al termine e per dei saluti che sembrano degli addii fa sì che non si riesca ad essere completamente contenti, come se ci fosse un peso sul nostro cuore.

All of life […] is in our minds. Where else does it take place, where else do we add up what it means to us and subtract what we have lost? An event is just an event until some person attaches meaning to it.

I draghi in questo libro hanno avuto un peso maggiore: il principe Dutiful con il suo seguito è partito per prendere la testa del drago Icefyre e vincere così in sposa la Narcheska Elliania. Ovviamente la missione è più complicata di quello che sembra e Icefyre non è semplicemente un drago morto a cui bisogna mozzare la testa. Torna a farci visita anche Tintaglia, il drago femmina che ha avuto un ruolo rilevante nella trilogia precedente, I Mercanti di Borgomago.

Si scoprono molte altre cose sui due tipi di magia che fin dal primo libro caratterizzano questi libri di Robin Hobb, l’Arte e lo Spirito. È davvero interessante come l’autrice in ogni romanzo riesca a farci scoprire qualcosa in più su questo aspetto. Ogni volta penso che non ci possano essere nuovi dettagli e puntualmente ogni volta Robin Hobb mi sorprende. Al di là di questo, trovo affascinante tutto quello che si può fare sia con l’Arte che con lo Spirito: il contatto con l’altro anche quando si sogna e la capacità di modificare i propri sogni a proprio piacimento (che, pensandoci ora, è proprio quello che molti di noi riescono a fare quando sognano); come si possa influenzare lo stato d’animo di chi ci è vicino con lo Spirito; come si possa salvare una persona, guarendo il suo corpo; il funzionamento dei pilastri dell’Arte e così via.

In Fool’s Fate tornano poi sulla scena personaggi a noi molto cari che nel corso della storia, per ovvi motivi, erano stati lasciati dietro le quinte: tornerà Burrich, vecchio, cieco e sofferente, ma che alla fine riuscirà ad accettare la sua vita; tornerà Patience e ci sarà un incontro molto commovente, ma devo dire anche divertente; tornerà Molly, l’unico vero grande amore di Fitz.

‘[…] when you let go and follow your fate instead of trying to twist your life around and master it, a man finds that happiness follows him.’

Percorreremo con Fitz la scoperta, l’evoluzione e la maturazione di alcuni personaggi. Scopriremo che la Narcheska non è di certo una ragazzina viziata, tutt’altro; e capiremo nel corso delle pagine molti dei suoi comportamenti fino ad allora incomprensibili. Vedremo che Hap, il figlio adottivo di Fitz, riuscirà a cavarsela, a capire cosa vuole davvero dalla vita e chi vuole diventare. Vedremo Nettle, la figlia di Fitz e Molly, che ha lo spirito ribelle dei genitori, che non manca di saggezza, di testardaggine e di forza di volontà. Conosceremo i figli di Burrich e Molly, alcuni meglio di altri.

Ma faremo anche la conoscenza di personaggi nuovi come l’Uomo Nero, e scopriremo molte più cose su una figura che è stata nominata più di qualche volta nei discorsi tra il Fool e Fitz: la Donna Pallida, che si spaccia per la vera Profeta Bianca.

E il Fool, non posso non parlare di lui, tanto più in un libro intitolato Fool’s Fate. E qual è il suo destino? Quello di morire nell’isola dove si trova Icefyre, questo è quello che il Fool vede nelle sue visioni, e mai visione fu più chiara, e consideriamo poi che non vede altro futuro, che non riesce a vedere oltre, proprio perché la sua vita è destinata a finire lì, in quel luogo freddo e gelido.

The White Prophet’s premise seems simple. He wished to set the world in a different path than the one it had rolled on through so many circuits of time. According to him, time always repeats itself, and in every repetition, people make most of the same foolish mistakes they’ve always made. […] Every small, unselfish action nudges the world into a better path. An accumulation of small acts can change the world.

Fool’s Fate mi ha fatto emozionare più volte, in diversi capitoli. C’è stato il capitolo in cui il Fool e Fitz parlano, ma parlano come facevano una volta, senza barriere tra loro, ed è stato meraviglioso. C’è stato il capitolo in cui Burrich scopre la verità su Fitz, e che se ne frega se è cieco e zoppo, parte per andare da lui, da quel bambino di cui è stato costretto a prendersi cura, e che poi ha sempre trattato come un figlio. C’è stato il capitolo in cui anche Patience si ricongiunge con quel figlio che ha creduto morto per sedici lunghissimi anni. E c’è il finale, un finale dorato, un finale che scalda il cuore, ma che sullo sfondo porta con sé un bel po’ di amarezza per tutti quegli assenti che avrebbero dovuto esserci e che invece non ci sono, come Nighteyes, per dirne uno.

‘Fitz, home is people. Not a place. If you go back there after the people are gone, then all you can see is what is not there any more.’

Si conclude un altro viaggio, un’altra saga che ho amato, e cerco di non pensarci troppo, perché rischio di commuovermi anche ora. È stata davvero una bella avventura e non vedo l’ora di iniziarne un’altra.

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Link Ibs (cartaceo inglese): Fool’s Fate

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erigibbi

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