Dolores Claiborne – Stephen King: un lungo monologo che offre il ritratto di una donna forte, disposta a tutto per salvare i propri figli e il loro futuro.

dolores claiborne

dolores claiborneTITOLO: Dolores Claiborne

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 9.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Dolores Claiborne si trova alla stazione di polizia, costretta a discolparsi per la morte di Vera Donovan, un’anziana signora invalida di cui Dolores era la governante da moltissimi anni.

Inizia così per Dolores una lunga confessione, talmente lunga che Stephen King ci ha scritto un libro con più di 250 pagine; una confessione che non si interrompe mai: a parlare è sempre lei, Dolores. La polizia non pone domande, o meglio, a volte le pone, ma le sentiamo per bocca della donna. Ed è una confessione che non si interrompe mai nel senso più concreto del termine perché il libro non è nemmeno suddiviso in capitoli e non ci sono spazi vuoti tra un paragrafo e l’altro.

Perché Dolores ne aveva bisogno, aveva bisogno di tirare fuori tutte quelle parole che si è sempre vista costretta a tenersi per sé. Perché Dolores non deve parlare solo di Vera Donovan, ma anche di suo marito e della sua morte, avvenuta lo stesso giorno dell’eclissi totale, avvenuta trent’anni prima.

Non mi capita spesso di leggere la trama dei libri che leggo, ma quella di Dolores Claiborne mi è capitata sotto gli occhi e subito ho notato l’eclissi. Un fatto tragico, come la morte di una persona, avvenuta nello stesso giorno dell’eclissi. Non ho potuto non pensare subito al libro precedente di Stephen King, Il gioco di Gerald, perché anche in quella storia il giorno dell’eclissi totale era accaduto un fatto tragico. Deve aver colpito particolarmente King questa eclissi, ho pensato. Forse è così. O forse King ha usato un evento particolare come l’eclissi, si è servito di questo fenomeno, per scrivere due libri quasi complementari.

Il lungo monologo non ci permette solo di scoprire cos’è accaduto a Vera Donovan e al marito di Dolores, ma ci permette di scoprire lei, Dolores Claiborne, la sua vita e i suoi pensieri di donna.

[…] aveva pensato di prender su qualcosa di suo e scappare di casa. Lo vedeva come un modo per venirne fuori. Ma scappare non risolve i tuoi problemi se il male che ti è stato fatto è troppo grande, perché dovunque scappi, ti porti dietro sempre la testa e il cuore […]

Che Stephen King nei suoi romanzi dia vita a personaggi femminili forti, indipendenti, intraprendenti, quasi delle eroine, è chiaro. Ma credo che con Dolores Claiborne si sia superato. Quando ho letto questo romanzo per tutto il tempo ho pensato che wow, un uomo, ripeto, un uomo, è riuscito ad entrare così bene in sintonia con una donna e a darle voce, riuscendo pure a dare voce a tutte quelle donne che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa situazione, la stessa vita di Dolores. Lo trovo ammirevole perché non è facile, proprio per nulla. Si rischia di cadere nel cliché, si rischia di stereotipare ancora di più, si rischia di creare una caricatura. E King invece ci è riuscito benissimo.

E non lo dico perché lo amo come scrittore, se un suo libro non mi piace sapete che non ho problemi a dire che è una ciofeca. Lo dico perché quasi mi emozionavo in alcuni momenti per come è riuscito a tratteggiare così bene Dolores. Così bene da farla diventare reale, concreta, lì, di fronte a me. Io sentivo Dolores, sentivo la sua voce, la sua caparbietà, la sua intelligenza, il suo modo a volte sboccato di esprimersi. King molto spesso crea dei personaggi così profondi che questi sembrano uscire dalla sua penna (o dai tasti) e assumere un’esistenza concreta, fatta di pelle, ossa, vene, cartilagini, muscoli, piastrine, globuli e tutto l’occorrente per avere vita propria.

Per quanto riguarda le citazioni ad altri suoi libri, come accennavo all’inizio, non posso non citare Il gioco di Gerald, che sembra un romanzo completare a questo. Nomina l’ormai famosa prigione di Shawshank, ambientazione del primo racconto della raccolta Stagioni Diverse e Derry, paese conosciuto soprattutto per It.

Dolores Claiborne non colpisce per colpi di scena e non ha contenuti horror, ma solo l’esistenza di un personaggio come Dolores è più che abbastanza per fare di questo libro un gran libro.

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