Romeo e Giulietta – William Shakespeare: una delle più tragiche storie d’amore ostacolate dall’odio che due famiglie veronesi provano l’una per l’altra.

romeo e giulietta

romeo e giuliettaTITOLO: Romeo e Giulietta

AUTORE: William Shakespeare

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 8.50 cartaceo

 

RECENSIONE:

Credo che la storia di Romeo e Giulietta tutti la conoscano, anche chi non ha mai letto il libro, ma vedrò di dire un minimo sulla trama. Romeo e Giulietta sono due giovani appartenenti a due diverse famiglie veronesi, i Montecchi il primo, i Capuleti la seconda. Montecchi e Capuleti però sono in lite tra loro, anzi, dire che sono in lite forse non è abbastanza: si odiano proprio. E il loro amore ovviamente verrà ostacolato finché i due non subiranno un atroce fine. E be’ con questo non penso di fare spoiler, no?

Mi sembra d’obbligo specificare che non sono nessuno per giudicare un’opera scritta da William Shakespeare, e lo faccio semplicemente perché sono una lettrice che ama parlare di quello che legge.

Sicuramente è interessante notare come a morire in questo libro non siano i vecchi, ma i giovani; non siano coloro che sono governati dall’aridità dell’anima e dall’odio verso l’altro, ma chi invece è pieno di spirito e di voglia d’amare, senza dare importanza a un cognome.

[…] la morte aggredisce una realtà concreta, versa un sangue non finto ma reale, distrugge il tessuto della vita.

Interessante anche il messaggio di fondo che si percepisce con questa famosissima opera di Shakespeare, ma devo dirvi, in tutta onestà, che Romeo e Giulietta non mi ha fatto impazzire per diversi aspetti.

Metto subito sul piatto quello che è un problema mio, un mero gusto personale: odio le storie che finiscono tragicamente più per malintesi e fraintendimenti che per altro. Quando la storia è una commedia e malintesi e fraintendimenti fanno sorridere o ridere mi sta più che bene, ma quando abbiamo a che fare con la morte delle persone questi escamotage mi irritano o addirittura mi fanno arrabbiare.

Poi, sinceramente, di cosa stiamo parlando? Giulietta ha tredici anni! Tredici! E si parla di amore, si parla di togliersi la vita per amore. A tredici anni? E come se non bastasse Romeo a inizio libro è innamorato follemente di un’altra ragazza. È disperatissimo perché non è ricambiato. Vede Giulietta. La vede, non le parla nemmeno, e via, dimentichiamoci del nostro amore (perché di sicuro era amore) e innamoriamoci (così, senza nessun motivo) di un’altra ragazza (o meglio, bambina) e sposiamola.

Io posso capire che quelli erano decisamente altri tempi, ma un sentimento come l’amore è universale, non conosce epoca, e io un sentimento così, in bocca a dei ragazzini ce lo vedo poco.

L’amore è un fumo

Fatto col vapore dei sospiri; purificato,

È un fuoco che splende negli occhi degli amanti.

Se avversato, è un mare che si nutre

Delle loro lacrime. Che altro è?

Una pazzia discreta, un’amarezza soffocante,

Una dolcezza che lenisce.

Ci sono poi dei momenti che sono davvero troppo veloci. Anche qui, per carità, non è che stiamo parlando di un romanzo che può continuare per 500 pagine, quindi più che comprensibile, ma per esempio, parliamo di Mercuzio. Mercuzio combatte contro Tebaldo, viene ferito. Tutti si preoccupano. Lui tranquillo, quasi pimpante, dice che non è nulla, è solo un graffio. Tutti si tranquillizzano. Mercuzio muore. Ma che è? Era vivo una riga prima, dice che sta benissimo una riga prima, e nella riga dopo muore? Ero così sconvolta da come tutto questo è successo che pensavo fosse uno scherzo!

E devo dire che mi ha sconvolto, ma questo non c’entra nulla con il mio parere sull’opera, il linguaggio che Shakespeare usa con il padre di Giulietta quando quest’ultima gli comunica che non vuole sposare Paride: carogna giullata; sgualdrina; faccia di sego; impiccati, puttanella; bagascia; chiedete l’elemosina, morite di fame, crepate per le strade. È incredibile fin dove possa spingersi la cattiveria e il desiderio di un padre di fronte a tali circostanze. Non metto in dubbio infatti che le cose potessero andare davvero così in quei casi in cui le donne, di qualsiasi età, si rifiutassero di sottostare a matrimoni combinati e al volere dei genitori.

Insomma, Romeo e Giulietta ha degli innegabili pregi, ma per quanto mi riguarda ha anche degli aspetti che non mi hanno convinta. Resta un’opera da leggere a prescindere? Sicuramente sì.

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4 Replies to “Romeo e Giulietta – William Shakespeare RECENSIONE LIBRO

  1. Capisco i tuoi dilemmi e ti dirò, in parte li condivido.
    Però per quanto riguarda l’amore dei ragazzini non sarei così severa… Spesso nell’adolescenza i sentimenti sono più forti che mai (o come tali sono percepiti)… Piuttosto mi infastidisce l’idea dell’amore a prima vista, dello sguardo che basta a far innamorare… Insomma, non possono amarsi non tanto perché sono ragazzini, quanto perché non sanno niente l’uno dell’altro!

    1. Certo, è indubbiamente vero che da giovani tutte le emozioni vengono percepite in modo più estremo, è vero. E poi sì, posso capire il colpo di fulmine, ma da lì a parlare di innamoramento e, appunto, senza nemmeno aver scambiato una parola… ‘nsomma!

  2. Ciao Erika, la tua recensione mi ha fatto ridere tanto. Non fraintendermi, non ridevo della recesinone, ma ridevo con te per le tue battute.

    Ho letto Romeo e Giulietta un bel po’ di anni fà, una ventina credo. Il mio giudizio era stato un boh… Pensavo di non essere deglo di comprendere il grande Shakespeare, ma mi sono ritrovato oggi nella tua recensione.

    Tieni conto che oggi facciamo veramente fatica a concepire quanto fosse diversa la società a quel tempo. Giulietta è una bambina di 13 anni agli occhi di chi vive come noi nel XXI secolo, ma era una donna al suo tempo. E il maschilismo di Shakespeare evidente nelle parole del padre era il sentire comune. Questa forse è la chiave di lettura per comprendere un’opera al suo tempoirriverente e rivoluzionaria che oggi sa un po’ di vecchio. Due giovani che per amore sovvertono le regole sociali, che vivono la loro passione fino in fondo arrivando a sacrificare le loro vite.

    Questo è il mio opinabile parere. Grazie per le risate, a presto!

    1. Ciao Fabio. Io ho letto il libro tenendo conto del contesto storico perché non si può fare altrimenti. All’epoca a tredici anni eri considerata donna, ti sposavi e facevi dei figli. Questo però non significa sapere cosa sia l’amore. E poi uccidersi per amore? A tredici anni? Per me non è che l’opera sia da buttare, non avrei nemmeno mai il coraggio di pensarlo, voglio dire, stiamo parlando di Shakespeare!, ma diciamo che me la immaginavo diversa.

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