Jane Eyre – Charlotte Brontë: un classico completo, con elementi romantici e gotici, dove si affronta la condizione della donna e il tema della schiavitù.

jane eyre

jane eyreTITOLO: Jane Eyre

AUTRICE: Charlotte Brontë

EDITORE: Einaudi

PREZZO: € 14.00 cartaceo; € 1.99 e-book

 

RECENSIONE:

Provo sempre un po’ di soggezione quando mi metto a parlare di libri che hanno fatto la storia della letteratura. Voglio dire, chi sono io per esprimere un’opinione in merito? È davvero importante quello che io penso di un libro come, in questo caso, Jane Eyre di Charlotte Brontë? Immagino proprio di no, ma in un mondo fatto di incoerenze mi ci butto dentro a capofitto ed eccomi qui a parlarvi di un’opera che può piacere o meno, ma che indubbiamente è di grande rilievo per la letteratura.

Sulla storia di Jane Eyre dirò molto poco. Bene o male tutti sappiamo di cosa parla, e chi non ne ha la minima idea, se vuole saperne qualcosa in più può sempre leggersi il libro, che male non fa! Considerando poi i vari colpi di scena presenti nel corso della narrazione, chi sono io per rovinarvi un’eventuale lettura?

Jane è orfana, lo si scopre fin dalle prime pagine; dopo aver passato anni a casa di una zia che non l’ha mai amata, passerà otto anni in una scuola di carità dove non mancheranno fame e stenti. Le cose per Jane cominciano a cambiare quando verrà assunta come insegnante in casa del signor Rochester, che si è preso a cuore la sorte di una bambina a sua volta abbandonata a sé stessa. Qui Jane scoprirà per la prima volta cosa significa essere parte di una famiglia e soprattutto scoprirà un’emozione del tutto nuova: quella dell’amore, ma anche le pene con cui questo sentimento a volte si accompagna.

Ti preoccupi troppo dell’amore degli esseri umani.

Charlotte Brontë utilizza per questo romanzo vittoriano la prima persona. Questa scelta stilistica permette all’autrice di dialogare e rivolgersi direttamente al lettore, portando anche un maggior coinvolgimento in quest’ultimo, e le permette anche di mettere su carta una storia velatamente autobiografica.

La storia di Jane Eyre ricopre sostanzialmente tre periodi della sua esistenza. Nel primo periodo facciamo la conoscenza di una Jane bambina, alle prese con la crudeltà e l’indifferenza della zia e dei suoi cugini prima, e con la scuola di carità poi. Il secondo periodo coincide al tempo trascorso a Thornfield come istitutrice. Il terzo e ultimo periodo coincide con il ritorno di Jane a Thornfield da cui era fuggita e le scoperte che seguiranno.

Il racconto alterna episodi descritti in modo molto veloce, con altri più approfonditi caratterizzati da duelli verbali o scene melodrammatiche, su cui Charlotte Brontë si dilunga volutamente.

Jane non è la classica donna scialba e senza personalità, anzi, è proprio l’opposto. Ricopre un modello femminile decisamente anticonvenzionale per l’epoca (considerate che il romanzo è stato messo in vendita per la prima volta nel 1847). Sebbene Jane appaia spesso come una donna fragile e sensibile, non manca di coraggio e di indipendenza. Ama i libri e il disegno, ma ha un forte senso pratico. Non ha paura di rimboccarsi le maniche, né di sporcarsi le mani. È coraggiosa, è forte, è indomita. Fa degli sbagli, sia da bambina che da adulta; si lascia scappare delle frasi irriverenti, quasi irrispettose (che il signor Rochester però apprezza, perché capisce che ha di fronte una donna che gli sa tenere testa, una donna che sa pensare, e che non ha paura di dire quello che pensa). Quando commette degli errori però cerca poi di ritornare sui propri passi, di apprezzare quello che ha, e non pensare a quello che non ha; ha dei principi, dei valori morali e cerca sempre di seguirli. Non manca mai di forza d’animo e ha uno spirito ribelle. È un personaggio completo, con una personalità complessa, dalle diverse sfaccettature, emblematico dei diritti di una donna e della sua felicità.

In genere si crede che le donne siano molto quiete. Le donne invece provano gli stessi sentimenti degli uomini. Hanno bisogno di esercitare le loro facoltà, e di provare le loro capacità come i loro fratelli; soffrono come gli uomini i freni e l’inattività, e fa parte della mentalità ristretta dei loro compagni più fortunati il dire che si devono limitare a cucinare e a far la calza, a suonare il piano e far ricami. È stupido condannarle o schernirle, se cercano di fare di più o imparare di più di quello che è solito al loro sesso.

Oltre ai dialoghi, che spesso sono dei veri testa a testa, Charlotte Brontë non fa mancare diverse descrizioni. Possono essere descrizioni della campagna inglese, che non solo sono visive, ma anche olfattive e tattili. Oppure possono essere descrizioni dei cambiamenti climatici e atmosferici, cambiamenti che spesso (o forse sempre) sono coerenti con l’umore di Jane. Se la vita di Jane in quel momento sembra florida e felice, anche la vegetazione lo è, essendo rigogliosa, di un verde brillante col sole che splende alto nel cielo. Ci sono poi diverse scene che si svolgono di notte e Jane non manca mai di osservare la luna, come se fosse una presenza benevole, se non addirittura una divinità. Jane Eyre non manca quindi di una parte concreta e allo stesso tempo spirituale, religiosa, dove realismo e simbolismo sono in sintonia tra loro.

E sebbene Jane Eyre sia un classico romantico, non mancano elementi del gotico: pensiamo a quando da piccola viene rinchiusa nella stanza rossa e le sembra di vedere un fantasma o ai suoni sinistri e alla misteriosa presenza nella residenza del signor Rochester.

E non mancano nemmeno elementi prettamente storici come le ribellioni degli schiavi nelle colonie caraibiche dell’Inghilterra e il movimento antischiavista. Lo stesso personaggio di Bertha è emblematico da questo punto di vista. La donna viene infatti collocata nelle Indie Occidentali e nelle descrizioni che la riguardano non mancano i tratti tipici della schiava africana.

Anche per questo Jane Eyre è innovativo e ha fatto scandalo. Bertha può rappresentare anche il lato femminile che viene sopraffatto e soppresso dal patriarcato; Jane più volte si rifiuta di sottostare alla volontà maschile. Quindi oltre a parlare di schiavitù, di prospettive economiche e religiose, ci sono riflessioni sulla condizione delle donne, dei ceti meno abbienti, sul ruolo rivestito dalle istitutrici e quello delle istituzioni scolastiche.

Jane Eyre di Charlotte Brontë è un romanzo completo, che racchiude al suo interno tanti argomenti, di fondamentale importanza per l’epoca, ma che rivestono un loro ruolo anche per quella che è la società di oggi.

Ho davvero amato questo libro, dall’inizio alla fine. L’unica cosa che non mi ha fatto impazzire è stato l’interludio finale con St. John, che ad un certo punto secondo me è stato tirato troppo per le lunghe. Se considero però che poi è arrivata una delle parti che più mi hanno commosso, dove più ho percepito amore per l’altro, va bene così. Un piccolo difetto non è nulla di fronte a tanta bellezza.

[…] il mio amore non era una nebbia che il sole poteva dissipare, né un’impronta sulla sabbia che le tempeste potevano cancellare.

jane eyrejane eyrejane eyrejane eyre.5

Link Amazon: Jane Eyre

Link Ibs: Jane Eyre

Ti piacciono i miei contenuti? Sostienimi con un caffè!

Potrebbe interessarti anche:

Monstress vol. 4 La prescelta – Marjorie Liu, Sana Takeda

Le ombre del nostro passato – Sarah Blake

L’ultimo segreto di Paganini – Davide Lazzeri

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad Amazon e IBS dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una piccola commissione che utilizzerò per comprare libri, alimentando così il blog e il canale YouTube.
Se vuoi sostenermi puoi acquistare dai link sovrastanti o attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.