Le Cronache di Narnia – C. S. Lewis: con Il viaggio del veliero, La sedia d’argento e L’ultima battaglia si conclude la saga fantasy su Narnia.

Le cronache di narnia

le cronache di narniaTITOLO: Le Cronache di Narnia

AUTORE: C. S. Lewis

EDITORE: Mondadori

PREZZO: € 22.00 cartaceo; € 10.99 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del volume precedente, la potete trovare qui.

Nell’edizione che ho io de Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, l’ultimo volume contiene gli ultimi tre romanzi della serie: Il viaggio del veliero, La sedia d’argento e L’ultima battaglia.

Ne Il viaggio del veliero incontriamo due dei protagonisti dei romanzi precedenti: Lucy e Edmund, i due fratelli più giovani della famiglia Pevensie. I due sono stati mandati in vacanza dagli zii che come figlio hanno un odioso ragazzo di nome Eustachio. Qui i tre si trovano simultaneamente attratti da un dipinto che ritrae un veliero in mezzo al mare e d’un tratto si ritrovano lì, in mezzo ad acque sconosciute. Ovviamente il quadro è un portale che ha catapultato i ragazzi nel magico mondo di Narnia. Nel veliero si trova Caspian (uno dei protagonisti del romanzo Il principe Caspian) con la sua flotta.

Il re è in missione alla ricerca di sette nobili di Narnia che erano stati mandati dall’usurpatore Miraz ad esplorare i mari d’oriente, con lo scopo di liberarsi di loro. Per i nostri amici iniziano quindi tutta una serie di avventure, alla ricerca di questi sette nobili, ma anche alla scoperta di nuove terre da esplorare e conoscere.

Questo racconto mi è piaciuto davvero molto. Lewis ne ha approfittato per inserire tutta una serie di personaggi bizzarri e terre misteriose dalle caratteristiche molto particolari, alcune anche pericolose e potenzialmente mortali. È stata un’avventura a tutto tondo, dall’inizio alla fine, e credo sia anche questo il motivo per cui mi è piaciuto molto.

Ne La sedia d’argento non compare nessuno dei fratelli Pevensie. A ritornare nel mondo di Narnia sarà Eustachio e una nuova comparsa, Jill Pole, studentessa nella stessa scuola di Eustachio. I due vanno a Narnia per un compito molto importante: ritrovare il figlio scomparso di Caspian, il principe Rilian. Ritrovarlo è doppiamente importante se si considera che Caspian è alla fine dei suoi giorni e che Rilian è l’unico vero erede di Narnia.

In questo volume, più che in altri, si possono notare dei parallelismi con la religione cristiana. Tra le righe si possono cogliere riferimenti alla tentazione che proviene dal Male, e a delle linee guida da seguire per avere successo.

Devo dire che per un bel pezzo La sedia d’argento non mi ha conquistata, portandomi quasi ad annoiarmi. Poi però le cose hanno cominciato a farsi interessanti e a quel punto ho volato fino alla fine della storia.

E si arriva così al romanzo finale di questa saga per ragazzi: L’ultima battaglia. Volendo, possiamo dire che questo volume rappresenta i concetti esposti nell’Apocalisse di Giovanni.

Questa volta la storia prende un avvio diverso. All’inizio i protagonisti sembrano essere una scimmia, Cambio, dall’animo decisamente meschino, e un asino ingenuo, Enigma. Quest’ultimo si fa convincere a indossare una pelle di leone ritrovata per caso e a impersonare Aslan. In questo modo la scimmia, sostenuta da Calormen, da sempre in lotta con Narnia, comincia a sfruttare e maltrattare gli animali di Narnia, macchiandosi di numerosissime morti.

A lottare contro tutto ciò sarà l’ultimo re di Narnia, Tirian, il suo fedele unicorno Diamante e alcune delle nostre vecchie conoscenze: Eustachio e Jill. Successivamente compariranno anche tutti gli altri precedenti bambini del nostro mondo che hanno fatto la conoscenza di Narnia, con un’unica eccezione. È stato triste sapere che uno dei precedenti protagonisti non ha fatto ritorno a Narnia perché in lei si è spenta la luce, la fede. Immagino che Lewis ci abbia dato un taglio religioso, considerando i riferimenti dei suoi libri (e soprattutto tutti i riferimenti in quest’ultimo volume), ma io l’ho intesa in un altro modo.

Il nostro Io bambino, quello che crede nella magia, nella realtà alternativa, nel Bene che trionfa sempre sul Male, smette di credere una volta diventato adulto. Vuoi per tutte le difficoltà e le cattiverie che ci ritroviamo a vedere o addirittura a vivere in prima persona, vuoi semplicemente per la prevalenza del raziocinio e della ragione, fatto sta che quella luce la perdiamo. Quella fede nella magia, nel Bene, nell’Altro, a volte viene meno. Non sempre, non per tutti, ma a volte e per alcuni, sì.

Sebbene questo sia stato il racconto che mi è piaciuto meno, semplicemente per una narrazione più lenta, ho davvero apprezzato il finale della saga che in tutta onestà è stato anche sorprendente. Non mi aspettavo la sorte toccata ai vari personaggi né tantomeno quella riservata a Narnia. E anche se da un lato c’è questo senso di malinconia per la fine e per come sono andate le cose, dall’altro si respira luce, magia, serenità e pace.

Insomma, Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, pur nella sua semplicità, è una saga per ragazzi che mi sento di consigliare.

Tutti trovano solo quello che cercano veramente.

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