Il metodo Kominsky – Prima stagione: un maestro di recitazione e il suo agente che affrontano con ironia i problemi della terza età.

Il metodo Kominsky

RECENSIONE:

Il metodo Kominsky (titolo originale The Kominsky Method) è una serie tv creata da Chuck Lorre (il cui nome non vi sarà nuovo se conoscete la serie tv The Big Bang Theory) che potete trovare su Netflix.

Se una serie tv fin dal primo episodio in meno di mezz’ora riesce a far ridere e far piangere lo spettatore, si può dire con certezza che siamo di fronte a un prodotto valido, ed effettivamente così è. Il metodo Kominsky è dramedy allo stato puro.

I due protagonisti principali sono Sandy Kominsky (interpretato da Michael Douglas) e Norman Newlander (interpretato da Alan Arkin). Il primo è un attore di Hollywood che dopo una breve carriera di successo si è ritrovato a fare il maestro di recitazione; il secondo è un agente. I due, ormai anziani, sono sempre rimasti amici nel corso degli anni, ma questo rapporto sembra diventare ancora più profondo dopo la morte della moglie di Norman, Eileen, interpretata da Susan Sullivan.

Vediamo quindi i due alle prese con i tipici problemi della terza età, come per esempio una prostata malfunzionante, la voglia di rimettersi in gioco in ambito sentimentale, l’elaborazione del lutto, insomma, quello che si vede è vita quotidiana di due simpatici vecchietti che potrebbero essere i nostri nonni.

Tutto questo è in perfetto equilibro tra ironia e cinismo. Gli sceneggiatori riescono a far sorridere lo spettatore anche in momenti in cui non se lo aspetta proprio come per esempio durante un funerale. E ci si ritrova così a sghignazzare quando un momento prima si era alle prese con un fazzoletto piuttosto umidiccio.

Oltre alla sceneggiatura, il merito va anche a Douglas e Arkin. Al di là della loro bravura, innegabile, tra i due sembra esserci un’armonia naturale, si ha l’impressione che siano davvero amici e che quella che noi vediamo non sia una performance recitativa.

Il metodo Kominsky ha anche il pregio di far vedere la terza età così com’è. Ho come l’impressione che attorno a certi temi ci sia sempre una sorta di tabù, come per esempio nel caso della prostata e dei problemi che colpiscono l’uomo a una certa età. Vedere che Douglas ha un getto irregolare, che deve andare continuamente in bagno e poi star lì mezz’ora perché esce un goccio alla volta fa ridere, questo è vero, ma è così che succede nella vita vera. E vedere che un attore come lui non ha problemi a parlare di prostata malfunzionante è stato piacevole, perché è come se normalizzasse un problema che, come dicevo, per molti è tabù, quando non dovrebbe esserlo.

E in ogni problema, tipico o meno della terza età, non c’è pietismo, non ci sono stereotipi, non ci si prende sul serio, eppure non c’è superficialità.

Otto puntate da venti-trenta minuti al massimo che volano. Se volete vedere una serie leggera, ma che comunque ha la capacità di lasciarvi qualcosa, Il metodo Kominsky fa al caso vostro.

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