Le Cronache di Narnia – C. S. Lewis: con Il cavallo e il ragazzo e Il principe Caspian continua la saga fantasy per ragazzi basata sul mondo di Narnia.

Le Cronache di narnia

le cronache di narniaTITOLO: Le Cronache di Narnia

AUTORE: C. S. Lewis

EDITORE: Mondadori

PREZZO: € 22.00 cartaceo; € 10.99 e-book

 

RECENSIONE:

Se vi siete persi la recensione del volume precedente, potete cliccare qui.

Nell’edizione de Le Cronache di Narnia che possiedo, il secondo volume contiene il romanzo intitolato Il cavallo e il ragazzo e il romanzo intitolato Il principe Caspian.

Il cavallo e il ragazzo è ambientato durante l’Età d’oro, ovvero il periodo in cui i sovrani di Narnia erano Peter, Susan, Edmund e Lucy, i quattro protagonisti del racconto precedente: Il leone, la strega e l’armadio.

In questo romanzo però il protagonista è Shasta, un giovane ragazzo che decide di scappare dalla casa del padre, che non è il suo vero padre, visto che l’uomo, oltre a non avergli mai dato affetto e amore, e ad averlo sempre trattato come un servo, ora lo vuole vendere. Shasta decide quindi di andare a Narnia, convinto dal cavallo parlante, originario proprio di Narnia, appartenente al tarkaan che voleva acquistare il giovane. Potete immaginare da voi che dal momento in cui inizierà la fuga di Shasta e del cavallo, inizierà anche l’avventura per i due.

È la tipica “storia nella storia” che alla trama principale non aggiunge praticamente nulla. Le Cronache di Narnia senza questo volume potevano stare in piedi ugualmente. Ma va bene, ci sta. È comunque un racconto godibile e leggero, in linea con lo stile dell’autore (che spesso si intromette nella narrazione dando informazioni e indicazioni che tolgono suspense a quello che potrebbe succedere; una caratteristica che, fortunatamente, non mi dà fastidio).

Ne Il principe Caspian tornano ad essere protagonisti i quattro ragazzini de Il leone, la strega e l’armadio. In questo caso la storia comincia a Londra, un anno dopo gli eventi del romanzo appena citato. Mentre si trovano in una stazione ferroviaria ad attendere il treno che li porterà a scuola, i quattro vengono teletrasportati da una forza magica che li riporterà a Narnia. Una Narnia però decisamente diversa da come la ricordavano. Dopo la fine dell’Età d’oro, Narnia infatti è lentamente decaduta, e la sua magia affievolita. E anche in questo caso mi fermo per non farvi spoiler.

Qui si nota ancora di più che Lewis, forse per non star lì a dare spiegazioni (a discapito anche del world building e di quello che ci ruota attorno), fa sì che ai personaggi protagonisti manchino o abbiano a disposizione degli oggetti, così, dal nulla. Ovviamente ogni mancanza o presenza è fondamentale per l’evolversi della storia. Questo mi ha fatto storcere il naso perché capisco che sia un libro per ragazzi (o per bambini nei casi precedenti), ma mica significa che ragazzi (o bambini) siano stupidi tanto da non poter capire che una determinata cosa avviene perché sì, perché l’ha decisa lo scrittore, ma che non ha senso.

Rispetto ai due volumi precedenti, in questi si nota una leggera progressione nello stile, o meglio, in quello che Lewis descrive visto che ci sono scene di guerra e alcune frasi un po’ “spinte”, non dico macabre, ma diciamo un po’ forti per un target giovane. Restano due romanzi per ragazzi, su questo non ci sono dubbi, ma mentre i prima due potevano essere adatti anche ai bambini, questi per me non lo sono.

Un altro aspetto che sembra decisamente cambiare riguarda i ragazzi più grandi, Peter e Susan. I due infatti sembrano avere più difficoltà nel credere nella magia, oltre che avere più difficoltà nel ricordare la loro precedente avventura a Narnia. Stanno crescendo, si stanno avviando verso l’età adulta ed è come se C. S. Lewis ci mettesse in guardia. Sia avvisandoci del fatto che potremmo non rivederli più tutti e quattro insieme a Narnia, sia avvisandoci del fatto che crescendo anche noi potremmo smettere di credere nella magia e di conseguenza smetteremmo di vederla anche se l’abbiamo di fronte ai nostri occhi.

Di sicuro non è un argomento nuovo, ma è un qualcosa che mi mette sempre un po’ di tristezza addosso. Diventare grandi e perdere quella scintilla che ci illuminava e che ci permetteva di vedere le cose in modo diverso rispetto agli adulti è triste, c’è poco da fare.

A parte questo, sia Il cavallo e il ragazzo sia Il principe Caspian sono stati due romanzi che ho apprezzato. Devo dire però che mi è piaciuto leggermente di più il secondo rispetto al primo; entrambi mi sono piaciuti un po’ meno rispetto ai due volumi precedenti (Il nipote del mago e Il leone, la strega e l’armadio). Resta comunque una saga per giovani ragazzi che per ora mi sento di consigliare.

«Non sarebbe terribile se un giorno, nel nostro mondo, gli uomini inferocissero dentro, pur mantenendo un aspetto umano? Un po’ come avviene per gli animali di qui, al punto da non poter riconoscere chi è feroce?»

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