Storia della nostra scomparsa – Jing-Jing Lee: un pezzo di storia forse poco conosciuto da noi occidentali: le donne di conforto in Cina.

Storia della nostra scomparsa

storia della nostra scomparsaTITOLO: Storia della nostra scomparsa

AUTORE: Jing-Jing Lee

EDITORE: Fazi

PREZZO: € 17.00 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

Storia della nostra scomparsa di Jing-Jing Lee affronta un pezzo di storia che forse da noi occidentali non è così tanto conosciuto: quello delle donne di conforto in Cina.

Purtroppo sappiamo che durante la guerra le donne, di qualsiasi età, vengono stuprate e poi magari uccise. Le donne di conforto facevano una fine diversa, forse peggiore. Venivano portate via dai loro villaggi, dalle loro case, dalle loro famiglie. Portate a chilometri e chilometri di distanza. Rinchiuse in una casa. In condizioni igieniche miserabili e con pochissimo cibo a disposizione venivano stuprate da dieci, venti, trenta uomini al giorno (e anche di più) tutti i giorni. Non importa se sei ammalata, se sei deperita, se stai male, se sei incinta.

Wang Di ha sedici anni quando viene presa. Siamo nel 1942 e i giapponesi hanno invaso Singapore. Le uniche soluzioni possibili per cercare di sopravvivere è sposarsi o travestirsi da uomo e sperare. Sperare che nessun soldato nemico si accorga di te.

La narrazione si alterna tra presente e passato e i capitoli di Wang Di si alternano con quelli di Kevin, un ragazzo di tredici anni determinato a scoprire la verità sulle origini della sua famiglia dopo la confessione della nonna fatta in punto di morte.

Ero davvero molto incuriosita da Storia della nostra scomparsa perché ammetto essere una di quelle persone che delle case di conforto non ne sapeva nulla. Forse per ingenuità. Forse perché non te la immagini nemmeno così tanta cattiveria. Come ho detto sopra, sappiamo degli stupri di guerra. E “banalmente” pensiamo che la tragedia finisca lì. Non che duri per anni e anni. Sopravvivere per anni in quello stato? Denutrite, e soprattutto stuprate anche cinquanta volte al giorno? È disumano. È orribile. Credo non ci sia nemmeno una parola adatta per esprimere tutto ciò.

Da questo punto di vista quindi Storia della nostra scomparsa di Jing-Jing Lee ha sicuramente il pregio di avermi fatto conoscere qualcosa che non sapevo. E lo stile dell’autrice è sicuramente delicato. Nonostante questo però mi è mancato qualcosa, a livello emotivo.

Mi rendo conto di poter sembrare una brutta persona nel dire questo. Voglio dire, leggi un libro che parla di uno stupro continuo, e critichi il libro a livello emotivo? Lo so. Eppure a parte un unico momento in cui ho fatto gli occhi lucidi, non mi sono mai emozionata, quando invece ero convinta avrei passato tutto il tempo a piangere.

Se penso a questi atti orribili sì, mi viene da piangere, mi manca il fiato e sto male. Ma finché leggevo non ero così rapita come mi aspettavo. Ripeto, mi mancava qualcosa.

Non è un libro che sconsiglio, perché di sicuro non è brutto né fatto male; ma per quanto mi riguarda è un libro nella media. Probabilmente ci sono libri che affrontano l’argomento in ugual modo, ma che danno molto di più a livello emotivo.

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