Quattro dopo mezzanotte – Stephen King: una raccolta di quattro racconti lunghi con molte citazioni appartenenti ad altri libri dell’autore.

Quattro dopo mezzanotte

quattro dopo mezzanotteTITOLO: Quattro dopo mezzanotte

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 12.90 cartaceo; € 8.99 e-book

 

RECENSIONE:

Quattro dopo mezzanotte è una raccolta di quattro racconti lunghi.

Il primo racconto, I langolieri, è in assoluto il mio preferito di questa raccolta. E lasciatemelo dire, leggere un racconto di Stephen King ambientato in un aereo, quando il giorno dopo tu ne devi prendere uno, non è che sia proprio il massimo per il proprio benessere mentale, tanto più se già di tuo ti agiti al solo pensiero di doverti recare in aeroporto. Ma quando un racconto ti tiene incollato alle pagine, dall’inizio alla fine, vale di sicuro la pena provare tutta quell’ansia.

Il secondo racconto, Finestra segreta, giardino segreto, è quello che mi è piaciuto meno. Credo che buona parte della mia valutazione dipenda dal fatto che questa storia ricorda veramente tanto (forse troppo?) La metà oscura, libro uscito proprio prima di Quattro dopo mezzanotte e che a me non è piaciuto per nulla. Di per sé Finestra segreta, giardino segreto è di gran lunga migliore rispetto al romanzo appena citato, ma la somiglianza e alcune parti molto lente non mi hanno entusiasmata.

Il terzo racconto, Il poliziotto della biblioteca, mi è piaciuto molto, tant’è che non gli ho dato il massimo dei voti solo per alcune parti più lente che non dico annoino il lettore, ma che fanno calare l’adrenalina sicuramente sì. Nei miei anni da lettrice sono andata in biblioteca parecchie volte e fortunatamente non ho mai pensato o mai vissuto quello che il protagonista ha provato, perché in quel caso la mia biblioteca di paese mi avrebbe visto una volta e tanti saluti.

Il quarto e ultimo racconto, Il fotocane, mi è piaciuto tanto quanto il terzo racconto e il motivo per cui non gli ho assegnato il massimo dei voti è lo stesso.

Per quanto riguarda le citazioni, ne I langolieri troviamo un riferimento a L’incendiaria quando si parla di un ente governativo chiamato la Bottega.

In Finestra segreta, giardino segreto viene nominato Derry, paesino che compare spesso nei romanzi di King e poi, come dicevo all’inizio, il racconto ricorda sicuramente La metà oscura dello stesso autore.

Ne Il poliziotto della biblioteca viene citato Paul Sheldon, lo scrittore protagonista di Misery e lo stesso Stephen King. La cattiva del racconto ricorda spesso e volentieri It per come appare e come si comporta.

Credo che lei debba… che debba starsene buona per certi periodi.

Proprio come It.

Tu ti aspettavi di vedere una bibliotecaria di mezza età, e siccome questo conveniva a lei è così che ti si è presentata. Ma, quando è arrivata a Junction City nell’estate del ’57, aveva i capelli biondo cenere e le uniche zone in cui era rotonda era là dove ci si aspetta che una donna sia rotonda.

Anche questo ricorda It, che assume le forme che più fanno paura al bambino di turno.

E secondo me il terrore dei bambini era ancora il migliore dal suo punto di vista, quello che la appagava di più. Perché è di questo che viveva, sapete? Lei si nutriva della loro paura.

Non credo che qui ci sia bisogno di aggiungere altro. I riferimenti sono più che chiari direi.

Ne Il fotocane viene nominata la prigione di Shawshank, al centro del primo racconto di un’altra raccolta dell’autore: Stagioni diverse. C’è poi un chiaro riferimento a Cujo:

Ricordò all’improvviso il San Bernardo di Joe Camber, quello che aveva ucciso Joe, quel vecchio ubriacone di Gary Pervier e Big George Bannerman. Quel cane aveva preso la rabbia. Aveva intrappolato una donna e un bambino a bordo della loro automobile su alla casa di Camber e dopo due o tre giorni il bimbo era morto.

E per finire, un altro riferimento a It, nonché alla saga della Torre Nera quando vengono nominati i pozzi neri.

C’è da dire che in generale leggendo questo libro mi sono resa conto che i meccanismi narrativi di Stephen King sono sempre gli stessi e alla lunga potrebbero annoiare il lettore. Forse sto leggendo troppi suoi libri e in particolare ne sto leggendo troppi ravvicinati tra loro, però sì, mi sembra che la storia sia sempre quella, cambiano ovviamente i protagonisti e le vicende che li vedono coinvolti, ma bene o male si capisce dove l’autore andrà a parare.

Questo non toglie bellezza o valore ai libri di King, però alla lunga potrebbe non sorprendere più di tanto, risultando piuttosto prevedibile. Per questo sto valutando di rallentare. Magari leggendo un solo libro al mese dell’autore, vedremo. In ogni caso, Quattro dopo mezzanotte non mi è affatto dispiaciuta come raccolta. Mi sono piaciuti molto tre racconti su quattro, e sono convinta che se avessi letto prima Finestra segreta, giardino segreto rispetto al romanzo La metà oscura, anche questo racconto mi sarebbe piaciuto di più. In generale quindi mi sento di consigliare questa raccolta di racconti, che va a confermare la mia idea: Stephen King se la cava molto meglio con i racconti lunghi rispetto a quelli brevi.

Nei momenti difficili […] gli era sempre stato più naturale scrivere. Persino necessario. Era bello avere a disposizione mondi inventati a cui tornare quando quello reale ti ha fatto del male.

quattro dopo mezzanottequattro dopo mezzanottequattro dopo mezzanottequattro dopo mezzanotte.5

Link Amazon: Quattro dopo mezzanotte

Link Ibs: Quattro dopo mezzanotte

Ti piacciono i miei contenuti? Sostienimi con un caffè!

Potrebbe interessarti anche:

La memoria delle farfalle – Annamaria Piscopo

Dio di illusioni – Donna Tartt

Vie di fuga – Lucrezia Sarnari

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad Amazon e IBS dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una piccola commissione che utilizzerò per comprare libri, alimentando così il blog e il canale YouTube.
Se vuoi sostenermi puoi acquistare dai link sovrastanti o attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.