La metà oscura – Stephen King: un autore di successo, che per anni ha scritto anche sotto pseudonimo, dovrà fare i conti con la sua metà oscura.

La metà oscura

la metà oscuraTITOLO: La metà oscura

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 10.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Thad Beaumont è uno scrittore di successo. Per anni però ha scritto anche dei libri utilizzando lo pseudonimo di George Stark. Servendosi di questo alter ego, Thad ha scritto libri piuttosto violenti visto che il protagonista di questi romanzi è Alexis Machine, un killer spietato.

Thad e la moglie decidono di simulare un funerale per Stark quando la vera identità di questo scrittore viene scoperta.

Questa finta morte dà però vita a George Stark che, per l’appunto, diventa reale e se ne va in giro a uccidere tutte le persone che ritiene legate alla sua morte.

Prima di addentrarmi nelle mie opinioni personali, vorrei soffermarmi sulla genesi dell’opera. Stephen King ha scritto diversi libri sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. E alcuni di questi sono più violenti rispetto a quelli che lui scrive di solito. Quando fu scoperta la vera identità di Richard Bachman, che King tra l’altro fa morire per cancro nella biografia, scrisse La metà oscura.

Ora, le premesse de La metà oscura per me erano interessantissime, una sorta di dottor Jekyll e signor Hyde, e cavolo se poteva uscirne un buon libro. Poteva, sì, avete letto bene, perché per me questo romanzo è un grande no.

Si legge abbastanza velocemente, è scritto bene, ma non si può scrivere un libro facendo sì che tutte le cose accadano così, senza una spiegazione, come se il deus ex machina fosse la nostra nuova divinità da seguire.

Ok, posso accettare che dal nulla nasca un uomo bell’e fatto. Non mi entusiasma l’idea, ma la posso accettare. Un po’ di sovrannaturale e di fatti inspiegabili per dare il via a una trama non sono cosa nuova né la fine del mondo. Ma c’è un limite a tutto.

Posso accettare benissimo anche il discorso di un tumore cerebrale che non è un tumore, ma una sorta di fratello gemello assorbito dall’altro feto e che non si è dissolto del tutto. E lo accetto perché può accadere. È raro, sembra fantascienza, ma è successo.

Però sulla base di questo non possiamo spiegare ogni cosa. Non posso accettare il fatto che i figli di Thad, due gemelli che non hanno nemmeno un anno, vedano comparire lo stesso livido (stessa forma e stesso colore) nello stesso punto del corpo in cui uno dei due ha preso una bella botta. E questo per spiegare il fatto che i gemelli hanno un legame particolare. Certo, lo sappiamo tutti, ma questo si spinge troppo in là.

Non posso accettare il fatto che un uomo nato e/o risorto dal nulla (non so quale termine sia più appropriato) se ne esca da una finta tomba vestito di tutto punto, con tutti gli strumenti che gli servono. Non ha bisogno di soldi, non ha bisogno di carte di identità, non ha bisogno di nulla visto che riesce a vivere tranquillamente e ad andare in affitto dove vuole. E la macchina? La macchina che usa è comparsa perché ne aveva bisogno. Lo dice proprio King! Le cose di cui ha bisogno compaiono dal nulla, basta che lui le pensi. Embè, certo, credibilissimo.

Non posso accettare il fatto che George sappia qual è il numero di telefono della cassa del supermercato dove al momento Thad si trova. Solo perché sono gemelli allora è possibile avere in automatico queste informazioni? Solo perché possono stare uno nella mente dell’altra? Non sempre però, sia chiaro, ci sono delle cose che George non può sapere, ovvio, quello che fa comodo a King, per quelle cose George non ha nessun accesso.

Capite qual è il problema? Posso credere che un alter ego risorga, perché sì, perché ci sta, perché è funzionale alla trama. Se i libri si dovessero basare solo su fatti possibili, in circolazione ce ne sarebbero molto pochi.

Ma c’è un limite a tutto. Alcune cose basilari e semplici necessitano di una spiegazione logica. Non possiamo far accadere qualsiasi cosa perché “basta pensarla”. Non in un libro che si basa comunque sulla realtà, nonostante accadano fatti inspiegabili.

Ed è vero, il libro si legge velocemente, cento pagine volano via piuttosto facilmente, però devo anche dire che certe volte mi sembrava di leggere sempre le stesse cose. Mi sembrava ci fosse una ripetizione in loop di determinati eventi che mi portavano a pensare che non stesse succedendo proprio nulla.

Per le citazioni ho trovato un chiaro riferimento a Cujo; poi Thad vive in una piccola cittadina del Maine, Ludlow, che è lo stesso paese in cui è ambientato Pet Sematary e che si trova a circa un’ora di macchina da Castle Rock, che compare spesso nei romanzi di King. E poi l’autore cita due volte Il mago di Oz.

Concludendo: per quanto mi riguarda La metà oscura è stata un’occasione sprecata. Ero gasatissima quando ho letto la trama di questo libro ed ero pure certa di leggere un gran bel libro, ma no, alla fine è stata solo una gran bella delusione.

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