Fool’s Errand – Robin Hobb: primo libro della trilogia dell’Uomo Ambrato in cui riappaiono il Fool, Profeta Bianco, e FitzChevalier, il suo Catalizzatore.

Fool’s Errand

fool's errandTITOLO: Fool’s Errand

AUTORE: Robin Hobb

EDITORE: Harper Voyager

PREZZO: € 11.20 cartaceo; € 8.00 e-book

 

RECENSIONE:

Con Fool’s Errand (che è stato tradotto in italiano col titolo Il risveglio dell’assassino per Fanucci, e L’assassino. Il ritorno per Sperling & Kupfer. Ok.) riprendono le avventure del nostro Fitz, accompagnato come sempre dal suo fedele lupo Nighteyes, ma anche dal Fool, il Matto. In questo libro però i due si fanno chiamare con due nomi diversi: Tom Badgerlock e Lord Golden.

A inizio libro vediamo Fitz-Tom che passa una vita tranquilla, assieme a Nighteyes e a suo figlio adottivo, Hap. Vita che ben presto verrà nuovamente sconvolta dall’arrivo sia di Chade, che gli chiederà di diventare maestro dell’Arte a Castelcervo, sia del Fool: il Profeta Bianco sembra avere di nuovo bisogno del suo Catalizzatore per salvare il mondo.

Il principe Devoto, figlio di Kettricken e di Verity, è infatti scomparso nel nulla. Non si sa se per sua volontà o se sia stato rapito. Potrebbero essere implicati i Pezzati, possessori dello Spirito, che sembrano pronti a tutti per rivendicare il potere. Come se non bastasse questo è successo proprio quando sta arrivando a corte, in missione diplomatica, una delegazione delle Isole Esterne per il fidanzamento del principe con la Narcheska.

[…] a man was what he made himself, not what he was born.

Forse non tutti hanno chiaro cosa significa tutto ciò. La guerra delle Navi Rosse ha visto la vittoria dei Sei Ducati, in cui regna Kettricken, proprio contro il popolo delle Isole Esterne. Ecco perché è importante che il principe sia presente al suo fidanzamento con la Narcheska di quelle isole: la sua assenza (e quindi il mancato fidanzamento) potrebbe scatenare un’altra guerra.

Di sicuro, per la comprensione a tutto tondo di questa serie, anche se Fool’s Errand è il primo libro di una trilogia, consiglio vivamente di leggere i libri precedenti, sia quelli legati agli stessi personaggi, quindi La trilogia dei Lungavista, sia quelli legati al ciclo dei Mercanti di Borgomago.

Personalmente ho amato Fool’s Errand. Trovo che lo stile di Robin Hobb nei libri su Fitz sia diverso rispetto a quello usato nei libri sulle navi viventi. È come se la narrazione e le parole fossero più ricercate e come se lo stesso protagonista, che fa da narratore in prima persona, cercasse di mantenere una certa distanza dagli eventi che ha vissuto. Questo non fa di questo libro, dei precedenti o dei successivi, un brutto libro, anzi. Trovo semplicemente che sia… diverso. Forse è solo una mia impressione.

Fin dall’inizio ho comunque percepito che qualcosa sarebbe andato storto. O meglio, avevo il costante presentimento che Robin Hobb stesse cercando di prepararmi alla morte di un personaggio importante e be’ effettivamente è andata così. E anche se ero preparata, quando è successo quello che speravo non accadesse, ho pianto parecchio. Era inevitabile, probabilmente era il momento ed era anche il momento giusto, ma questo non significa che volevo che accadesse o che ero sufficientemente preparata per non soffrire.

‘Death is always less painful and easier than life! You speak true. And yet we do not, day to day, choose death. Because ultimately, death is not the opposite of life, but the opposite of choice. Death is what you get when there are no choices left to make. Am I right?’

Fitz mi è sempre piaciuto, nonostante sia un personaggio tutt’altro che perfetto. Ha le sue debolezze e i suoi difetti; è piuttosto scorbutico, ma ha un animo buono e gentile. Diciamo che a volte sbaglia nei modi. Ma lo si può capire. Mettiamoci davvero nei suoi panni, pensiamo a tutto quello che ha dovuto passare. Comprensibile che ogni tanto sbotti.

E il Fool. Aaah, cosa vogliamo dire a questo Fool che amo con tutto il cuore? Io non so se lo capiremo mai o se lo conosceremo mai fino in fondo, al cento per cento, ma so che è uno dei personaggi migliori di sempre.

Robin Hobb continua a creare e a sviluppare personaggi incredibili, così reali che ti sembra di conoscerli da una vita, e di toccarli con mano, mentre ti ritrovi persa a leggere un racconto che non ti lascia andare, fino alla fine, fino all’ultima pagina. Che poi, non ti lascia andare nemmeno alla fine, perché continui a pensarci anche a lettura terminata, e perché inizieresti subito il volume successivo.

‘[…] it’s strange, isn’t it, how you don’t know how big a part of you someone is until they’re threatened? And then you think that you can’t possibily go on if something happens to them, but the most frightening part is that actually, you will go on, you’ll have to go on, with them or without them.’

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A presto lettori,

erigibbi

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