Musicofilia – Oliver Sacks: un saggio in cui il celebre neurologo si sofferma sulle interazioni tra la musica e le funzioni cerebrali.

Musicofilia

musicofiliaTITOLO: Musicofilia

AUTORE: Oliver Sacks

EDITORE: Adelphi

PREZZO: € 15.00 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

In questo saggio Oliver Sacks, neurologo, si sofferma sulle interazioni tra la musica e le funzioni cerebrali. Il libro si suddivide in quattro parti.

Nella prima parte, intitolata Tormentati dalla musica, Sacks parla della musicofilia improvvisa, dell’epilessia musicale e musicogena, tarli (di cui spesso sono affetta, e sono sicura colpiscano anche molti di voi; avete presente quando non riuscite a togliervi dalla testa una canzone o il ritornello di una canzone? Ecco. Si tratta proprio di un tarlo. E se come me anche voi, quando non ne potete più, cercate di porre fine a un tarlo canticchiando un’altra canzone, be’, è tutto normale, ci sono moltissime persone che usano questa strategia) e infine, allucinazioni musicali.

Nella seconda parte, intitolata Le dimensioni della musicalità, Sacks approfondisce tematiche quali l’amusia e la disarmonia, l’orecchio assoluto, l’amusia cocleare (ovvero la percezione imperfetta dell’altezza dei suoni), i savants musicali, musica e cecità, sinestesia e musica. Qui potrei parlare della sinestia che a volte mi colpisce, ma visto che non c’entra con la musica (concerne infatti colori e profumi) direi che posso anche starmene zitta.

Nella terza parte, intitolata Memoria, movimento e musica, Sacks affronta argomenti quali musica e amnesia, afasia e musicoterapia, discinesia e cantillazione, musica e sindrome di Tourette, ritmo e movimento, morbo di Parkinson e musicoterapia e la distonia del musicista.

Nella quarta e ultima parte, intitolata Emozione, identità e musica, Sacks parla dei sogni musicali, delle emozioni legate alla musica, della relazione tra lobi temporali e musica, tra la sindrome di Williams e la musica, infine tra demenza e musicoterapia.

Quello che emerge chiaramente, anche solo elencandovi a grandi linee gli argomenti di cui parla Oliver Sacks nel libro, è come noi umani siamo degli esseri non solo linguistici, ma anche musicali e come la musica possa salvarci, migliorando la nostra qualità della vita anche in situazioni molto gravi.

In Musicofilia Sacks ha inserito anni di studi e osservazioni, anni di casi clinici che ha affrontato, le esperienze degli altri colleghi e anche delle moltissime persone che spesso gli scrivevano per parlare di quello che loro o i loro famigliari esperivano. E come sempre, Sacks, nonostante la sua oggettività e il suo rigore scientifico nell’esporre il disturbo e la malattia, non dimentica il lato umano che contraddistingueva lui e i suoi scritti.

Ammetto che ci sono stati capitoli che mi hanno affascinata, ammaliata e incuriosita più di altri, ma credo sia normale. Di sicuro per chi è appassionato di musica, oltre che di neurologia e processi mentali, Musicofilia è un libro che può davvero catturare il lettore. Personalmente, anche se mi è piaciuto meno rispetto a L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, è un libro che consiglio a chi ama Sacks, a chi ama la musica, a chi ama la psicologia e in particolare la neurologia, a chi ama i saggi, a chi ama i racconti (perché ogni storia, ogni caso clinico, può essere considerato un racconto) e insomma, mi sa che lo consiglio un po’ a tutti!

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A presto lettori,

erigibbi

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