Rogoredo La ragazza del bosco – Michele Agosteo: il rapporto dell’autore con una ragazza tossicodipendente e un luogo rovinato dallo spaccio.

Rogoredo La ragazza del bosco

rogoredo la ragazza del boscoTITOLO: Rogoredo La ragazza del bosco

AUTORE: Michele Agosteo

EDITORE: Self-publishing

PREZZO: € 9.99 cartaceo; € 4.99 e-book

 

RECENSIONE:

In questo breve romanzo Michele Agosteo parla del suo rapporto con una ragazza tossicodipendente, Martina. Parlando di lei l’autore non ha potuto non soffermarsi anche sul Bosco di Rogoredo, una zona della metropoli milanese al centro di diversi fatti di cronaca legati proprio al problema dello spaccio.

L’intento dell’autore è sicuramente interessante, con uno scopo positivo, ma quello che ho letto non è per me nulla di nuovo. Non è una novità sapere di luoghi rovinati dallo spaccio; non è una novità leggere di vite rovinate dalla droga; non è una novità leggere quali sono i comportamenti delle persone con questo problema.

Non voglio giudicare, né la ragazza di cui l’autore parla, né le scelte da lui compiute. È difficile, ma cercherò di essere il più obiettiva possibile, parlando solo ed esclusivamente del libro, che non mi ha entusiasmato per diversi motivi.

Al di là dei contenuti, che come ho già scritto per me non rappresentano qualcosa di nuovo, mi è sembrato un libro ricco di luoghi comuni, con frasi che mi hanno dato proprio fastidio.

Non so quante volte viene ribadito che Martina è bella, che ha un bel fisico, e che è un peccato se lo stia rovinando con la droga, come se la cosa importante fosse solo questa: l’estetica rovinata.

Quando Martina dice all’autore che forse ha trovato un posto come benzinaia, egli se ne esce con una battuta davvero infelice e volgare legata alle pompe. Potete immaginare da voi. Certo, lui stesso specifica che è stato volgare e che si è imbarazzato, ma questo non toglie il fatto che non solo ha detto una cosa del genere, l’ha pure scritta.

O ancora: parlando di una prostituta scrive che ha un sedere molto attraente. Come se tutto si riducesse all’aspetto fisico.

Parlando di un’altra ragazza ancora scrive:

Ovviamente pure lei tossica. Aveva circa venticinque anni ed era messa leggermente meglio di Martina: non aveva le dita rovinate, il viso era in condizioni migliori. Era solo meno carina di Martina.

Era solo meno carina di Martina.

Stiamo parlando di droga, di tossicodipendenze, di giovani vite rovinate e puntualmente questo è quello che si legge. Era solo meno carina di Martina.

Oltre a questo, più di qualche volta vengono criticati gli spacciatori. Ma non ci si ferma su questo. Si aggiunge una parola: stranieri. Come se tuti gli spacciatori fossero stranieri. Questa è almeno l’impressione che ho avuto.

Aggiungo poi che Rogoredo La ragazza del bosco presenta anche problemi oggettivi: sono presenti diverse ripetizioni (non solo nei contenuti, ma anche frasi e parole); all’inizio c’è addirittura un cambio di font e layout; ci sono molti refusi e coniugazioni verbali sbagliate. Anche la sinossi nel retro di copertina presente diversi problemi, tra cui lettere accentate in un altro font. Insomma, il libro andrebbe sicuramente rivisto da un correttore di bozze e copyeditor professionista.

Mi dispiace parlare negativamente di un libro, anche perché non metto in dubbio che l’autore avesse buone intenzioni, ma davvero, il libro per me non va bene, non così.

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A presto lettori,

erigibbi

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