La chimera di Praga – Laini Taylor: primo libro di una trilogia fantasy young adult dove i protagonisti sono chimere e serafini, in eterna lotta tra loro.

La chimera di Praga

la chimera di pragaTITOLO: La chimera di Praga

AUTORE: Laini Taylor

EDITORE: Fazi

PREZZO: € 14.50 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Karou ha diciassette anni e vive a Praga. Ha i capelli blu, diversi tatuaggi, parla più di venti lingue, studia arte e ha diversi album di disegno ricchi di ritratti di creature strane, di sicuro non umane.

Karou non ha genitori, non sa che fine abbiano fatto; la sua famiglia è composta da diverse chimere, tra tutte spicca Sulphurus, che l’ha adottata.

La sua vita tra scuola, chimere, e denti da scovare per Sulphurus comincia a cambiare quando scorge il marchio nero di una mano impresso su una delle porte che la trasportano da una nazione all’altra.

E un cambiamento ancora più grande avverrà nella sua vita nel momento in cui farà la conoscenza di Akiva, un bellissimo angelo, un serafino, eterno nemico delle chimere, perché con lui e grazie a lui Karou scopre che cos’è l’amore, ma anche le sue origini.

Ho acquistato La chimera di Praga, primo libro di una trilogia, subito dopo aver letto un’altra dilogia dell’autrice, iniziata con Il Sognatore. Mi ero innamorata del suo stile, e anche di quella storia. Poi però, essendo stata leggermente delusa dal seguito (La musa degli incubi), ho lasciato in libreria questi libri per due anni. Avevo paura mi deludessero. In realtà devo ammettere che con La chimera di Praga mi è andata bene.

Ho trovato molto interessante il world building, con un mix tra la mitologia e il cristianesimo, dove troviamo l’eterna lotta tra le chimere, creature bizzarre, anche grottesche per certi versi, ritenute cattive e pericolose, caratteristiche che attribuiamo spesso ai diversi, alle bestie, ai mostri; e gli angeli, esseri perfetti, bellissimi, potenti, magici, che però nascono con un unico scopo: combattere. Nelle loro vite non c’è amore.

Mi è piaciuto anche il mistero che ruota attorno ai denti, di cui Sulphurus necessita, e ai desideri. Questa chimera infatti ha un negozio dove lavora per dare desideri a chi gli consegna dei denti. La cosa interessante è che i desideri hanno nomi diversi, a seconda del loro potere, se così lo vogliamo definire. Ci sono infatti desideri piccoli, insignificanti, e desideri enormi (e in questo caso bisogna stare molto attenti a che desiderio si esprime e a come lo si esprime).

Karou è un buon personaggio femminile. Ha le sue debolezze, dovute anche all’essere un’adolescente di diciassette anni, ma ha i suoi punti di forza. Non è la ragazzina viziata e paurosa che ha bisogno del principe azzurro per farsi salvare; è una che tendenzialmente si salva da sola e dico tendenzialmente perché se si rende conto che da sola non ce la può fare, non ha paura a chiedere aiuto a qualcuno, com’è giusto che sia.

Anche Akiva è un buon personaggio maschile, uno di quelli logorati dai sensi di colpa, dalla rabbia, dalla frustrazione. Ma non sono sentimenti buttati lì a casaccio, giusto per creare un personaggio bello e dannato. Queste emozioni hanno un senso.

C’è la storia d’amore, è vero, ma devo dire che la Taylor, almeno per il momento, non esagera. Ne La chimera di Praga c’è infatti un giusto mix tra storia, scene di azione, e amore.

Il libro viene catalogato come uno young adult e ci sta. È un fantasy leggero, adatto a un pubblico giovane, ma questo non significa che cade nel trash, come spesso succede. Anzi, ancora una volta Laini Taylor si serve delle sue creature magiche per parlare di temi che, purtroppo, sono spesso attuali come la discriminazione, gli stereotipi, i pregiudizi, il razzismo e l’odio nei confronti di chi è diverso, di chi percepiamo come diverso, e di conseguenza come il cattivo da combattere e sconfiggere.

Devo dire che avendo letto prima la dilogia uscita più di recente, leggendo La chimera di Praga mi è sembrato di ritrovare alcune caratteristiche presenti ne Il Sognatore e ne La musa degli incubi. Ma credo che nel corso degli anni la Taylor abbia progredito. Qui lo stile è più semplice, meno ricercato, meno elaborato, ma non per questo meno bello. Anche i personaggi, con le loro stravaganze, mi hanno ricordato i protagonisti della dilogia. Questa non vuole essere una critica, ma una semplice constatazione.

La chimera di Praga è un libro che si legge velocemente, lo divorerete. Io non l’ho fatto semplicemente perché sapevo che questo primo volume non sarebbe finito bene, lo dice l’autrice fin dalla prima pagina, e insomma, ad Akiva e a Karou, così come a Sulphurus e alle altre chimere mi ci sono affezionata, e volevo evitare il più a lungo possibile le eventuali lacrime, che effettivamente a un certo punto ci sono state. Poche, ma ci sono state.

Insomma, La chimera di Praga è sicuramente un fantasy che vi consiglio, non abbiate pregiudizi per il fatto che è uno young adult.

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erigibbi

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