Il filo nascosto: ambientato all’interno dell’industria della moda londinese degli anni cinquanta, Day-Lewis conclude in bellezza la sua carriera da attore.

Il filo nascosto

RECENSIONE:

Il filo nascosto, titolo originale Phantom Thread, è un film del 2017 scritto, diretto e coprodotto da Paul Thomas Anderson. Nel 2018 il film è stato candidato ai Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico a Daniel Day-Lewis e migliore colonna sonora originale a Jonny Greenwood; ha ricevuto poi sei candidature agli Oscar: migliori costumi (e qui ha vinto), miglior regista, miglior attore, miglior attrice non protagonista a Lesley Manville e miglior colonna sonora.

Il filo nascosto è ambientato all’interno dell’industria della moda londinese degli anni cinquanta e segna l’ultima interpretazione dell’attore Day-Lewis che ha annunciato, nello stesso anno, il suo ritiro dalle scene.

Day-Lewis interpreta il rinomato stilista Reynolds Woodcock, che è un genio nel suo lavoro. La sorella Cyril (interpretata da Lesley Manville) lo aiuta a condurre l’atelier, svolgendo un ruolo predominante non solo nella sua carriera, ma anche nella sua esistenza, comportandosi da mamma chioccia.

Un giorno Reynolds si reca nella sua abitazione di campagna e nel paese incontrerà Alma (interpretata da Vicky Krieps), una giovane cameriera che lo affascina. Reynolds la sceglie come sua nuova musa ispiratrice, come modella, ma anche compagna.

E qui, è il caso che io mi fermi perché il film merita proprio di essere scoperto e assaporato un po’ alla volta.

Se da questa breve descrizione della trama pensate che Il filo nascosto sia un film romantico siete completamente fuori strada. Se proprio dobbiamo parlare di amore, dobbiamo specificare che quello che nasce tra Reynolds e Alma è un amore malato.

Il film punta sulla tensione, è caratterizzato da toni misteriosi, alcune scene addirittura sembrano quelle tipiche di un film horror. Già con la prima scena si può capire che non è il solito film, che non è un film… normale, perché è Alma che racconta la storia. Innanzitutto quindi capiamo che racconta una sua versione della storia, non possiamo sapere se quello che lei sta dicendo sia la verità, e poi, più che un racconto, il suo sembra essere un interrogatorio, sembra stia rispondendo a domande fatte da un poliziotto.

Reynolds è un uomo che pensa solo ed esclusivamente al suo lavoro. È egocentrico, è completamente disinteressato agli altri, addirittura sembra essere disinteressato anche alle donne. Per esempio, quando fa spogliare Alma (da cui, ripeto, lui è affascinato) per prenderle le misure, non guarda il suo corpo, non allunga le mani, non la ammira come farebbe un innamorato. L’unica cosa che lo interessa in quel momento è il vestito che farà apposta per lei. Oltre a questo, appare anche come un uomo maniacale, ossessivo su ogni aspetto della sua vita, su cui esercita moltissimo controllo. È estremamente abitudinario e ogni minimo cambiamento lo manda in bestia, gli fa letteralmente perdere il controllo. Insomma, di sicuro non un uomo facile da amare.

Il filo nascosto inoltre è un film ciclico: si basa su aspetti che si ripetono continuamente. Alcune cose non ve le posso dire, altrimenti vi farei spoiler, ma posso per esempio dire che ritornerà più volte il rapporto che l’uomo aveva e ha con la madre, il matrimonio, il colore borgogna, i rumori e le ambientazioni. Come se l’ossessività e la routine dello stilista si riversasse anche sul film stesso e sugli aspetti che lo compongono.

Se devo trovare un aggettivo per questo film direi strano. Strano, sì, ma veramente bello. Anche in questo caso devo dire che non è un film per tutti, proprio no, ma io l’ho apprezzato davvero molto. Probabilmente anche perché fin dall’inizio non si riesce a capire dove si andrà a parare, non si riesce a capire esattamente cos’è questo film, a che genere appartiene.

Anche i personaggi non sono scontati e di facile comprensione perché, oltre al fatto che non si riesce ad inquadrarli, lo spettatore è portato a prendere posizione una volta per l’uno, una volta per l’altro.

Insomma, a me Il filo nascosto è piaciuto moltissimo, così come le performance dei tre attori principali, e tra tutti devo dire che ho apprezzato ancora di più Daniel Day-Lewis. È un film che merita di essere visto, ma ripeto, se non siete così appassionati di cinema potrebbe non soddisfare i vostri gusti.

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