Nella mente del serial killer – John Douglas: l’autore, famoso agente dell’FBI, delinea la storia e il ritratto psicologico del serial killer BTK.

Nella mente del serial killer

nella mente del serial killerTITOLO: Nella mente del serial killer

AUTORE: John Douglas

EDITORE: Edizioni Clandestine

PREZZO: € 15.00 cartaceo; € 7.28 e-book

 

RECENSIONE:

John Douglas è uno dei più conosciuti scrittori di true crime, indubbiamente anche grazie alla sua esperienza nell’FBI.

In questo libro, Nella mente del serial killer, delinea il ritratto psicologico di BTK, serial killer che per trent’anni ha terrorizzato la città di Wichita, in Kansas, aggredendo, violentando e uccidendo, strangolandole, dieci persone tra donne e bambini.

Lo pseudonimo BTK, usato dallo stesso omicida, sta per Bind Tortur Kill: Lega Tortura Uccidi.

Oltre a stilarne un profilo psicologico, Douglas analizza le motivazioni dei quasi dieci anni di assenza sulle scene di BTK e il suo stato emotivo dopo la condanna.

La stesura di questo libro è stato possibile sicuramente grazie allo stesso autore-agente, che ha collaborato alle indagini, ma anche grazie ai diari tenuti dall’assassino, in cui ha descritto nei minimi particolari il suo modus operandi che iniziava già con la caccia alle vittime ideali, i suoi pensieri, le sue ossessioni… insomma, BTK nei suoi diari ha scritto davvero di tutto, e se non fosse stato un serial killer prolifico a livello letterario molti dettagli sicuramente non si saprebbero.

Se siete appassionati del genere true crime, sicuramente Nella mente del serial killer è un libro interessante. Sconvolge scoprire chi si nascondeva dietro lo pseudonimo di BTK, ma anche leggere con quanta facilità quest’uomo ha tolto la vita a persone innocenti, principalmente donne.

Al di là di BTK, un altro aspetto che mi ha stupito è dato dal narratore: John Douglas. L’uomo non si fa problemi nell’esprimere l’odio provato nei confronti di BTK in primis, ma anche di altri uomini come lui, altri serial killer. Douglas sembra avere una rabbia repressa che non vede l’ora di far uscire, se solo potesse. E la cosa spaventa perché sembra che possa perdere il controllo da un momento all’altro.

Non metto in dubbio che lavorare per anni su casi come questo, dare la caccia per anni a uomini che uccidono persone innocenti e che riescono a farla franca, sia frustrante, ma resto comunque stupita nel leggere tutto questo odio, per nulla velato, nei confronti di un’altra persona.

Non voglio di certo difendere BTK e quello che ha fatto, ma da un agente dell’FBI che scrive un libro sull’argomento mi aspetto più oggettività. Non voglio giudicare Douglas, perché non posso nemmeno immaginare come sia fare un lavoro del genere, ma leggere frasi che inneggiano alla pena di morte o al desiderio di appiccare un incendio per distruggere la casa dell’uomo e quello che gli appartiene mi spaventa.

A parte questo piccolo dettaglio, come vi dicevo prima, scoprire nei dettagli la storia di BTK è stato interessante. Rispetto ad altri serial killer, BTK sembra più tra le righe (passatemi il termine) quindi la sua storia appare meno affascinante e intrigante rispetto a quella di Ted Bundy, per farvi un esempio, ma resta sicuramente un libro che vi consiglio se vi piace il genere.

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erigibbi

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