Cime tempestose – Emily Brontë: unico romanzo dell’autrice, racconta la storia di un amore malato e tormentato tra Heathcliff e Catherine.

Cime tempestose

cime tempestoseTITOLO: Cime tempestose

AUTORE: Emily Brontë

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 9.50 cartaceo; € 0.49 e-book

 

RECENSIONE:

Cime tempestose è l’unico romanzo scritto da Emily Brontë fra il 1845 e il 1846, e pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Ellis Bell.

Il titolo deriva da una delle principali ambientazioni, Wuthering Heights per l’appunto, casale nella brughiera dello Yorkshire di proprietà degli Earnshaw, il cui capofamiglia accolse il giovane Heathcliff, che travolgerà la vita di tutti i membri, in particolare della figlia Catherine.

Ci troviamo agli inizi del 1800 quando il signor Lockwood, gentiluomo di città, si trasferisce al nord, a Thrushcross Grange, una proprietà appartenente a Heathcliff. Poco dopo Lockwood si ammala, e durante la convalescenza si fa raccontare da Nelly Dean, governante di casa, la vita del suo affittuario.

Il lettore così scopre il passato di Heathcliff: com’è entrato nelle vite della famiglia Earnshaw, come lui e Catherine hanno trascorso l’infanzia, come si siano sempre amati e come si siano distrutti a vicenda col loro amore turbolento.

Heathcliff, capelli e occhi scuri, sembra quasi uno zingaro, e così già mezzo dannato per il suo aspetto. È orgoglioso, ribelle, rabbioso, sanguigno, passionale e vendicativo.

Catherine dal canto suo non è di certo una santa. Appare subito come una ragazza viziata, capricciosa, infantile nei comportamenti anche una volta adulta, uno spirito libero e selvaggio.

Quello che Emily Brontë narra in Cime tempestose è un amore tormentato, che sfocia nell’odio. L’amore, e quindi Eros, la pulsione che muove la vita, si trasformerà in Thanatos, pulsione di morte.

Tutte le tracce lasciate dai morti sono care, se sono stati amati in vita.

Catherine e Heathcliff non trovano pace, mai. L’amore tra i due è sicuramente struggente, potremo anche dire che è stato un amore travagliato, ma quello che a un certo punto mi sono chiesta è se i due desideravano così tanto stare assieme. E i dubbi in realtà mi vengono soprattutto su Catherine. La donna non sposa Heathcliff perché sarebbe stata diseredata, ma sarebbe stato davvero così grave nel momento in cui si sarebbe sposata con un uomo che la amava davvero?

Perché per quanto Heathcliff possa apparire brutale, non ha mai alzato un dito contro di lei, non l’ha mai maltrattata davvero, se non in seguito ai maltrattamenti di lei. Sono sicura che Heathcliff la amasse davvero, e che avrebbe fatto di tutto per renderla felice. Ma Catherine avrebbe fatto lo stesso?

Non lo so.

E alla fine, se anche lei avesse avuto il coraggio che le è mancato, mi chiedo se sarebbero comunque riusciti a vivere felici, facendosi bastare il loro reciproco amore, o se avrebbero sempre e comunque cercate di distruggersi a vicenda. E quasi quasi propendo più per questa opzione.

Heathcliff è sempre mosso dalla passione e dall’amore che prova per Catherine; passione e amore che però sembrano sovrastati dalla furia e dal desiderio di vendicarsi. Più andrà avanti, più sarà devastato dall’amore, consumato e corrotto da esso. Dall’amore non può trovare pace, se non nella morte.

Ho trovato particolarmente affascinante un punto in cui Heathcliff, distrutto dalla bramosia di avere la sua amata ancora con sé, desideri addirittura di essere perseguitato da lei:

«[…] Hai detto che io ti ho ucciso: allora perseguitami! Le vittime perseguitano i loro assassini. Io credo, io so che i fantasmi vagano sulla terra. Resta con me per sempre… prendi qualunque forma… fammi impazzire! Solo, non lasciarmi in questo abisso, dove non riesco a trovarti! Oh, Dio! È insopportabile! Non posso vivere senza la mia vita! Non posso vivere senza la mia anima!»

Sicuramente quello di Heathcliff e Catherine è un amore malato, che può comunque esercitare sul lettore un certo fascino, nonostante i due non siano affatto personaggi facili da amare, tutt’altro.

Più volte ho provato compassione per Heathcliff, dispiacere per lui, perché non veniva capito o non riusciva a farsi capire, ma ogni volta si spingeva sempre più in là, tanto che ad un certo punto si farà veramente fatica continuare ad empatizzare con lui.

Cime tempestose può essere considerato un romanzo gotico in cui la storia d’amore si unisce al terrore; dove l’amore perduto e i conflitti interiori si intrecciano con il soprannaturale (pensiamo agli incubi, ai fantasmi, alla stessa casa di Wuthering Heights che assume un aspetto quasi spettrale).

Sebbene oggi Cime tempestose sia considerato un classico della letteratura inglese e praticamente un capolavoro, appena uscito non fu accolto in modo entusiastico. La critica principale che gli venne mossa riguarda la crudeltà, fisica e mentale, descritta nel libro; fu definito perverso e brutale. Effettivamente, se pensiamo a questo, Cime tempestose non sembra nemmeno, come dice Virginia Woolf nel suo saggio Una stanza tutta per sé, un romanzo scritto da una donna.

Emily Brontë sembra provare una forte rabbia repressa, questo è quello che ho pensato leggendo Cime tempestose. Quanto devi essere arrabbiata per scrivere questo, per mettere su carta tutta la cattiveria e la gelosia di Heathcliff? Io non mi sognerei di fare quello che Heathcliff fa alla famiglia Linton nemmeno al mio peggior nemico; non solo non mi sognerei di comportarmi così nei confronti di nessuno, ma mi risulta impossibile anche solo immaginare così tanta cattiveria, così tanto astio, così tanto odio.

Per carità, non è che gli scrittori devono sempre provare o desiderare quello che scrivono; se scrivono è sicuramente perché hanno dalla loro una fervente immaginazione. Ma quello che Cime tempestose mi ha scatenato, l’impressione che ho avuto, è proprio quella che l’autrice, tutte queste emozioni, le stesse provando o le abbia provate, non mi sanno da emozioni immaginate. Non so se sono riuscita a spiegarmi, spero di sì.

In ogni caso, non mi stupisce se Cime tempestose sia diventato un grande classico e un pilastro della letteratura inglese. Non mi sono innamorata, ma è stata una lettura che oltre ad essermi piaciuta, è riuscita a stupirmi, soprattutto per il coraggio dell’autrice di scrivere e pubblicare nel 1800 un’opera del genere.

Uno aveva sperato, e l’altro aveva disperato: si erano scelti il loro destino, ed erano giustamente condannati a sopportarlo.

cime tempestosecime tempestosecime tempestosecime tempestose

Link Amazon: Cime tempestose

Link Ibs: Cime tempestose

Ti piacciono i miei contenuti? Sostienimi con un caffè!

Potrebbe interessarti anche:

Gli occhi del drago – Stephen King

Ship of Destiny – Robin Hobb

Una stanza tutta per sé – Virginia Woolf

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad Amazon e IBS dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una piccola commissione che utilizzerò per comprare libri, alimentando così il blog e il canale YouTube.
Se vuoi sostenermi puoi acquistare dai link sovrastanti o attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.