Bastardi senza gloria: un finale alternativo della Storia così come noi la conosciamo in cui ci si prende una rivincita su uno dei cattivi più conosciuti.

Bastardi senza gloria

RECENSIONE:

Il film, e con Tarantino non è certo una novità, è suddiviso in capitoli.

Il primo capitolo si apre con la parte più seria della pellicola: da un lato il carnefice, il colonnello Hans Landa (interpretato da un magistrale Christoph Waltz, che non a caso nel 2010 ha vinto sia l’Oscar che il Golden Globe come miglior attore non protagonista per questa performance), dall’altro la vittima, Monsieur LaPadite (interpretato da Denis Ménochet). Il dialogo tra i due raggiunge picchi di ansia estremi. Qui Tarantino non gioca, è serio ed è intenso, e trasmette benissimo il terrore che il nazismo riusciva a infondere nelle persone.

Nel secondo capitolo riconosciamo subito lo stile di Tarantino (che già era riconoscibile), ma quando inizia questa parte non possiamo che pensare: “oooh, adesso inizia il bello”. Anche perché qui sembra di essere catapultati in un film western, prodotto molto apprezzato dal regista, con il tenente Aldo Raine, interpretato da Brad Pitt, che ci introduce la squadra dei Bastardi, la cui missione è uccidere più nazisti possibile.

Nel terzo capitolo l’azione viene messa da parte e Tarantino si sofferma su altri personaggi, ricorrenti e fondamentali nel corso del film. In questo capitolo ci si concentra anche sul metacinema: il cinema nel cinema. Tarantino ci mostra come il cinema poteva essere sfruttato per motivi propagandistici o come mezzo per svagarsi. Qui c’è anche un’altra scena carica di ansia perché con Tarantino non si può mai sapere cosa succederà, la strage potrebbe essere dietro l’angolo. Ed ecco quindi un altro dialogo con protagonista ancora una volta il colonnello Hans Landa e Shosanna (interpretata da Mélanie Laurent), unica ragazza ebrea che era riuscita a sfuggire a Landa nel primo capitolo del film.

Nel quarto capitolo troveremo alcuni Bastardi che si alleano con gli inglesi, rappresentati dal tenente Archie Hicox (interpretato da Michael Fassbender) grazie ad una spia tedesca loro alleata, Bridget von Hammersmark (interpretata da Diane Kruger) che nel film interpreta la più grande attrice del cinema tedesco dell’epoca (tanto per restare nel tema metacinema). E qui ha inizio il declino, o meglio, la prima carneficina di Tarantino. Tanto noi spettatori non aspettavamo altro.

E arriviamo al capitolo finale di Bastardi senza gloria. Qui evito di entrare nei dettagli. Anche se il film è uscito nel 2009 potrebbero esserci ancora persone che non l’hanno visto quindi non vorrei fare spoiler. Diciamo però che la carneficina del capitolo quattro non è nulla in confronto a quello che avviene in questa parte del film.

Definire Bastardi senza gloria come un film di guerra sarebbe veramente troppo limitante e forse anche sbagliato, perché darebbe un’idea distorta di questo prodotto cinematografico. Certo, c’è guerra, ma c’è inevitabilmente anche storia, c’è azione, e sì, c’è anche commedia, per non dimenticare le sfumature western.

Nel film Tarantino ci gioca, immagina un finale alternativo alla Storia così come noi la conosciamo, ma questo non significa che prenda alla leggera l’argomento. Insomma, Tarantino in Bastardi senza gloria distorce la Storia, ma non ho mai pensato che nel fare questo fosse irrispettoso nei confronti delle vittime. Quando ho finito di guardare il film, la sensazione provata è stata soddisfazione, godimento, perché magari fosse davvero successo questo, magari le cose fossero davvero andate così. Moltissime persone si sarebbero risparmiate un sacco di dolore. Cosa c’è di male nel fare vedere una versione alternativa della Storia, quando lo si fa così bene? Con Bastardi senza gloria è come se ci fossimo presi una rivincita contro uno dei cattivi più conosciuti della Storia, e a me questa rivincita non sarebbe poi dispiaciuta.

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