Scheletri – Stephen King: terza raccolta di racconti dell’autore, pubblicata nel 1985; contiene diciannove racconti, due componimenti poetici e una novella.

Scheletri

scheletriTITOLO: Scheletri

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 11.90 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Scheletri è la terza raccolta di racconti pubblicata da Stephen King nel 1985; la raccolta che l’ha preceduta è Stagioni diverse, quella che l’ha succeduta è Quattro dopo mezzanotte.

Scheletri è composto da ventidue racconti, o meglio, diciannove racconti, due componimenti poetici, e un racconto così lungo che potremmo definirlo una novella.

I racconti sono preceduti da un’introduzione, che non manca mai nei libri di Stephen King, in cui l’autore spiega perché continua a scrivere racconti, consapevole del fatto che i lettori in linea di massima preferiscano leggere un romanzo, e si chiudono con delle note in cui King spiega l’origine di alcuni racconti, aspetto che trovo sempre molto interessante.

Credo che sia meglio arare in profondità che in larghezza.

«Questa è casa mia, e io l’amo.»

Di Stephen King ho letto diverse raccolte di racconti: A volte ritornano, Stagioni diverse, Incubi & Deliri e Scheletri. E io ancora non ho capito se con i racconti se la cava oppure no. A volte sforna dei racconti spettacolari, altre volte produce racconti davvero bruttini. Ho amato A volte ritornano, ho amato ancora di più Stagioni diverse, Incubi & Deliri l’ho trovato molto brutto, e Scheletri è un grande ni.

In generale comunque trovo che King se la cavi molto bene con i racconti lunghi. Non credo sia un caso se in Scheletri ho amato La nebbia, il racconto che apre la raccolta, che è proprio quello più lungo, la novella insomma. Quanta ansia, quanta, quanta ansia. La scimmia rientra tra i migliori della raccolta, assieme a Il word processor degli dei. Immaginatevi, nel primo caso, una scimmia pupazzo che uccide qualcuno ogni volta che sbatte i piatti che ha tra le mani, o nel secondo caso, un computer che può cancellare cose, o far apparire cose, a seconda del tasto premuto. Originale, diabolico, affascinante, estremamente pericoloso.

Mi è piaciuto parecchio anche Il camion di zio Otto e La nonna, quest’ultimo racconto sembra far riferimento a una vicenda personale di King, decisamente macabra.

Tra i racconti che ho apprezzato di meno ci sono Tigri!, che non mi ha detto assolutamente nulla, a questo punto non so nemmeno se l’ho capito, sempre che ci fosse qualcosa da capire; Ode del paranoide, altro racconto che penso di non aver compreso e Per Owen, un componimento scritto per il figlio e bo, davvero, non lo so, forse è troppo personale per essere apprezzato fino in fondo da una lettrice qualsiasi?

In generale ci sono diversi racconti che risiedono nel limbo del “carino, ma niente di che” e molti altri che risiedono nel limbo del “bello! Ma non un capolavoro, sorry”.

C’è Caino scatenato, che parla delle stragi a scuola per mano di studenti; credo che dopo Ossessione mi serva ben altro per apprezzare un racconto di questo tipo.

C’è L’uomo che non voleva stringere la mano che fa riferimento all’ultimo racconto di Stagioni diverse visto che la narrazione si svolge nello stesso luogo in cui è ambientato Il metodo di respirazione, un semplice “posto” non meglio identificato in cui delle persone si ritrovano per raccontarsi delle storie.

C’è L’arte di sopravvivere che è davvero un bel racconto, a cui però non sono riuscita a dare il massimo dei voti solo perché è davvero troppo raccapricciante, talmente tanto che non ce la posso fare ad apprezzare appieno un racconto del genere. Per farvi capire quanto sia raccapricciante, vi dico che lo stesso King ha detto che questo racconto va oltre anche per lui. Ecco.

E infine, c’è La ballata della pallottola flessibile, dove il nostro caro vecchio King nomina La lotteria di Shirley Jackson, spoilerando il finale tra l’altro! Ma ti perdono Stephen, mi hai sconvolta così tanto con questo spoiler che me lo sono pure già dimenticato.

Insomma, per una raccolta di racconti perfetta io vi suggerirei Stagioni diverse, o anche A volte ritornano; ma Scheletri contiene dei racconti che sono delle opere d’arte in miniatura che meritano di essere lette e amate, quindi una sbirciatina a questo libro gliela darei!

È il racconto, non chi lo racconta.

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A presto lettori,

erigibbi

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