La casa del buio – Stephen King, Peter Straub: una storia scritta a quattro mani; secondo e ultimo volume della duologia iniziata con Il Talismano.

La casa del buio

la casa del buioTITOLO: La casa del buio

AUTORE: Stephen King, Peter Straub

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 12.90 cartaceo; € 8.99 e-book

 

RECENSIONE:

La casa del buio è un libro scritto a quattro mani da Stephen King e Peter Straub, considerato secondo e ultimo volume della duologia iniziata con Il Talismano.

Che la storia sia legata al volume precedente non c’è dubbio, anche se è un libro molto diverso. Se Il Talismano era in tutto e per tutto una storia fantasy, La casa del buio sembra più un thriller con sfumature fantasy.

A French Landing infatti si aggira un serial killer, un uomo che adesca dei bambini e che li restituisce a pezzi perché alcune parti dei loro corpi vengono da lui mangiati.

Jack, il protagonista de Il Talismano, si è trasferito proprio a French Landing e ben presto la polizia del luogo gli chiede aiuto, considerando che è un famoso detective che li aveva già aiutati con un caso e che sembra avere un intuito particolarmente utile e brillante.

Come ne Il Talismano, anche in questo libro i riferimenti alle opere di Mark Twain (Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn) sono evidenti, tanto che i due protagonisti di Twain vengono nominati esplicitamente, così com’è evidente il riferimento al Mago di Oz, che viene esplicitamente nominato (cosa che non avviene ne Il Talismano, ma che si poteva comunque capire).

Tra le altre opere citate esplicitamente c’è L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, autrice a cui King si è ispirato varie volte e che nomina spesso. Se anche non avesse citato espressamente la sua opera, si poteva comunque capire il riferimento visto che nel libro della Jackson c’è una casa che rappresenta il male, proprio come la casa nera del libro di King e Straub.

Vengono poi citati dei serial killer realmente esistiti come Dahmer, serial killer statunitense noto anche come il cannibale di Milwaukee; Fritz Haarmann, serial killer tedesco soprannominato il macellaio di Hannover o il licantropo di Hannover; e infine Albert Fish, conosciuto anche come l’uomo grigio, il lupo mannaro di Wysteria, il vampiro di Brooklyn e il maniaco della luna. In questo caso per me è stato semplice riconoscere che i tre erano serial killer grazie a un libro letto recentemente, Serial Killer Storie di ossessione omicida di Lucarelli e Picozzi, di cui tra l’altro vi ho parlato da poco qui sul blog.

E per andare avanti con le citazioni, ho lasciato per ultime quelle più importanti, quelle che hanno accelerato i battiti del mio cuore perché leggerle è stato come tornare a casa e sto parlando dei riferimenti alla serie della Torre Nera.

Si parla dell’occhio rosso, l’occhio del Re, si nomina esplicitamente una certa Torre Nera e la casa stessa di questo libro viene definita casa nera molte volte; si parla di Re rosso, viene scritto che il Re è nella Torre; si nominano per la prima volta i frangitori e c’è una frase che se non è del tutto uguale a quella che si trova nella Torre Nera ci va molto vicino:

La visione di una grande torre di ardesia in mezzo a un campo di rose. Un campo di sangue.

Si parla di ka e di ka-tet e solo leggendo questi riferimenti ho capito quanta nostalgia provo per quel mondo.

E infine c’è Jack, che già nel primo volume me lo ricordava, ma non ho detto nulla a riguardo per non sembrare una pazza fissata con la Torre Nera, ne La casa del buio ne ho avuto conferma (no, non della mia pazzia): Jack è un pistolero. Non il classico pistolero come Roland di Gilead (protagonista della Torre Nera), ma sempre un pistolero. Solo chi ha letto e amato alla follia la saga può capire la mia gioia, le mie emozioni e la mia eccitazione provata finché leggevo La casa del buio.

Perché sono stati proprio questi riferimenti a una delle mie saghe preferite a farmi apprezzare La casa del buio, che al di là di questo presenta dei difetti.

Trovo infatti che la storia sia meno appassionante rispetto a quella raccontata ne Il Talismano, e questo secondo me era il rischio principale scrivendo il seguito di un libro di per sé autoconclusivo.

Ne La casa del buio ci sono stati molti punti lenti, molte parti che rallentavano la narrazione facendo diminuire la suspense. Non mi sono annoiata, per carità, però alcuni passaggi potevano essere snelliti. L’ultima parte è stata sicuramente quella più interessante perché dà inizio all’azione vera e propria. Sarà che ne Il Talismano bene o male succedeva sempre qualcosa e mi aspettavo lo stesso in questo volume, fatto sta che non mi ha catturato tanto quanto il volume precedente, se non per i riferimenti alla Torre Nera che riaccendevano in me la fiamma della passione (lo so, a questo punto sembro davvero un’invasata).

Ora le domande fatidiche: posso leggere La casa del buio senza aver letto Il Talismano e senza aver letto la Torre Nera? Sicuramente sì, potete capire benissimo il contenuto del libro, ma se non leggete prima Il Talismano il senso di certe cose vi sfuggirà, e se non leggete prima la Torre Nera si perde per strada la bellezza che questo libro ha ottenuto grazie ai riferimenti a quest’altra opera di King.

la casa del buiola casa del buiola casa del buiola casa del buio

Link Amazon: La casa del buio

Link Ibs: La casa del buio

Ti piacciono i miei contenuti? Sostienimi con un caffè!

Potrebbe interessarti anche:

Il Talismano – Stephen King, Peter Straub

Pet Sematary – Stephen King

Stagioni diverse – Stephen King

A presto lettori,

erigibbi

©

[ATTENZIONE! Sono affiliata ad Amazon e IBS dunque cliccando sui miei link e acquistando qualunque cosa percepirò una piccola commissione che utilizzerò per comprare libri, alimentando così il blog e il canale YouTube.
Se vuoi sostenermi puoi acquistare dai link sovrastanti o attraverso questo link generico: http://amzn.to/2oDpsz8]

2 Replies to “La casa del buio – Stephen King, Peter Straub RECENSIONE LIBRO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.