Il Talismano – Stephen King, Peter Straub: una storia scritta a quattro mani che presenta la tipica costruzione di una fiaba fantasy.

Il Talismano

il talismanoTITOLO: Il talismano

AUTORE: Stephen King, Peter Straub

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 12.90 cartaceo; € 8.99 e-book

 

RECENSIONE:

La madre di Jack sta per morire di cancro, così come la sua gemellante Laura, regina dei Territori. L’unica soluzione possibile (e all’inizio impensabile) è partire per andare a cercare il Talismano: un leggendario cristallo dotato di poteri magici che può così guarire la madre di Jack e la stessa Laura.

Per raggiungere il Talismano, Jack, che ha solo dodici anni, non deve attraversare solamente l’America, ma anche un mondo parallelo, i Territori appunto, spesso dominato da forze oscure e misteriose, ma Jack è l’unico che può riuscire nell’impresa.

Scritto assieme a Peter Straub, Il Talismano di Stephen King presenta la tipica costruzione di una storia fantasy: c’è l’eroe che deve compiere un lungo viaggio irto di pericoli per raggiungere l’obiettivo e salvare il mondo (questo comporta infatti la salvezza della regina Laura). Sulla strada ci saranno degli amici che lo aiuteranno, e dei nemici che lo ostacoleranno e che cercheranno di ucciderlo.

Nell’opera di King e di Straub si colgono fin da subito riferimenti ai libri di Mark Twain (anche grazie alle citazioni iniziali e finali de Le avventure di Huckleberry Finn e Le avventure di Tom Sawyer). Il protagonista de Il Talismano si chiama infatti Jack Sawyer, e qui, anche chi non ha ancora letto i due libri di Twain (riferimenti a fatti e persone puramente casuali) può fare due più due. Ne Le avventure di Huckleberry Finn il narratore è un ragazzo orfano. Jack non è orfano di entrambi i genitori, ma presto potrebbe diventarlo: il padre è morto alcuni anni prima, mentre la madre sta per morire.

Nel libro di Twain Huckleberry decide di fuggire assieme a uno schiavo nero. Anche ne Il Talismano c’è un uomo di colore, Svelto Parker, che non parte assieme a Jack è vero, ma lo guida, gli fornisce indicazioni, gli consegna degli oggetti che gli ritorneranno utili, per sparire e ricomparire nel momento del bisogno, anche solo per dare a Jack una frase di supporto.

Non ho trovato nessuno che ne ha parlato, ma credo che Il Talismano faccia poi riferimento anche al Mago di Oz. Nella storia di King e Straub c’è un personaggio cattivo che si chiama Osmond e l’inizio del nome è perfetto per assonanza con Oz. Osmond viene definito “il grande e terribile” così come lo stesso mago di Oz si autodefinisce. Inoltre, nel suo viaggio verso il Talismano, Jack deve andare ad Ovest che sembra l’inferno per come viene descritto, e nel mago di Oz la strega dell’Ovest è cattiva. Insomma, ci sono troppe coincidenze per essere solo… una coincidenza.

E come se non bastasse ci sono riferimenti alla Torre Nera, una delle mie saghe preferite, scritta proprio da Stephen King. Jack mi ha ricordato subito uno dei protagonisti della saga, Jake, sarà per la somiglianza col nome, sarà che entrambi sono dei ragazzini… Sia ne Il Talismano che nella Torre Nera c’è il viaggio, la ricerca, e il Talismano viene definito il fulcro di tutti i mondi possibili, e dove si trova? In un albergo nero. Altro punto di contatto: i mondi paralleli, che esistono in entrambi i libri.

Insomma, forse io sono pazza che vedo collegamenti ovunque, ma non credo proprio sia un caso.

Mi stavo dimenticando di un altro colpo di genio (che credo venga da Stephen King): ne Il Talismano c’è un luogo che si chiama Kingsland, che potremmo tradurre con “la terra di King”. Cioè. Adoro.

Torniamo seri.

Jack è un bravo ragazzo, di quelli che per amore e amicizia farebbero di tutto, anzi, fanno di tutto. Non si tira mai indietro, nonostante sia spesso terrorizzato, dà più importanza alla vita degli altri che alla propria, ma non lo fa con saccenteria, non è sbruffone Jack. Dall’inizio alla fine resta umano. Questo significa che non è perfetto: a volte ha dei brutti pensieri, di cui però poi si vergogna, perché capisce che sono pensieri sbagliati, ma questo lo rende umano e un personaggio di gran lunga più credibile dei tipici eroi delle fiabe.

Interessante poi l’ambientazione dei Territori: un luogo dal sapore e dalle caratteristiche medievali, ma che allo stesso tempo sembra magico a causa di funzionamenti e regole diverse da quelle che governano il nostro mondo che lo fanno sembrare magico, appunto.

Il Talismano è un libro fantasy che permette anche agli adulti di sognare, nonostante mantenga, come dicevo all’inizio, una struttura classica, quasi banale se vogliamo dirla tutta. Eppure King e Straub ci hanno messo dentro tanta di quella roba da renderlo un libro complesso, che può portare a tantissimi spunti di riflessione, come se fosse un mezzo di cui si sono serviti per raccontare altro, non solo una bella storia.

Certo, ci sono dei momenti che potevano essere snelliti, ma chi se ne frega. Quando ho tra le mani un libro scritto bene, più lungo è meglio è perché così il piacere della lettura si protrae di più.

Devo dire che sono curiosa (e allo stesso tempo molto preoccupata) di vedere cosa succederà nel seguito, La casa del buio, scritto sempre a quattro mani, considerando che la storia de Il Talismano poteva considerarsi iniziata e conclusa con questo unico libro.

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